
Jenson Button crede che la sua carriera in Formula 1 possa andare avanti ancora per qualche anno. Il pilota inglese della McLaren vuole evitare di ritirarsi troppo presto, per poi pentirsi della scelta e tentare il rientro nel giro, come fatto da Michael Schumacher con la Mercedes.
In quest’ottica Jenson si sente contento del prolungamento contrattuale con il team di Woking, che si inserisce perfettamente nei suoi piani professionali. Lui è sicuro di aver messo la sua carriera sulla strada giusta per il futuro ed è probabile che anche il compagno di squadra Lewis Hamilton estenda l’accordo con la scuderia britannica.
Button, in un’intervista sul Sun, dice che è troppo presto per uscire di scena. Un fatto scontato se si tiene conto del passo incisivo e regolare tenuto lo scorso anno. A non far aleggiare altri propositi nella sua mente concorre anche il ritorno di Kimi Raikkonen: “Mi dice di non lasciare la Formula 1 troppo presto“.
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Martin Whitmarsh conferma l’intenzione della McLaren di guadagnare la gloria iridata nel 2012. Per riuscire nell’impresa, il team di Woking dovrà battere la Red Bull e superare la resistenza degli avversari più accreditati. Non sarà facile, ma il livello qualitativo della compagine è al top.
L’ultimo titolo risale al 2008, quando Lewis Hamilton vinse il trofeo piloti, mentre l’alloro più recente tra i costruttori porta la data del 1998. Questo potrebbe scoraggiare le ambizioni, ma la squadra britannica è piuttosto tonica per puntare al vertice.
Whitmarsh non si nasconde dietro una falsa modestia: “Tutti alla McLaren stanno lavorando duro, nei limiti delle possibilità umane, per salire dal secondo al primo posto. Questo impegno comporta necessariamente dei sacrifici personali, ma la nostra gente non li vive con disagio. Abbiamo uomini straordinariamente motivati, che cercano la gloria“.
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Il Team Lotus (Caterham nel 2012) conferma che John Iley è entrato nella famiglia di Norfolk, dove diventerà performance director e capo di tutte la attività connesse all’aerodinamica. In questo comparto il nuovo membro del gruppo gode di alta considerazione.
L’ingresso operativo del tecnico inglese nella futura squadra avverrà, tuttavia, nel mese di giugno del prossimo anno, per la situazione contrattuale con la McLaren. Ovvie le implicazioni in termini di progettazione connesse a questo scenario, ma non è esclusa una via d’uscita.
Ricordiamo che nel passato di Iley ci sono anche Jordan, Renault e Ferrari. Parlando della sua partenza dalla McLaren, il team principal Martin Whitmarsh di esprime così: “John ha contribuito notevolmente alla capacità aerodinamica della nostra scuderia, ma ha preso un’altra strada. Gli auguriamo un avvenire felice“.
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Lewis Hamilton sembra destinato a estendere il suo attuale contratto con la McLaren, che scade alla fine del 2012. L’asso di Stevenage, vincitore del titolo conduttori nel 2008, ha vissuto quest’anno una stagione difficile, finendo in classifica, per la prima volta da quando corre in Formula 1, alle spalle del compagno di squadra.
L’andamento zoppicante della sua stagione aveva spinto alcuni ad ipotizzare un cambio di tuta in futuro, per cercare di riprendere il filo in uno scenario diverso. Come spesso accade, però, il diretto interessato non avalla la prospettiva, lasciando intendere che lo cose stanno in modo diverso.
Hamilton conferma che ci sono stati, in tempi recenti, dei colloqui tra lui e il team principal Martin Whitmarsh, che potrebbero tradursi in un prolungamento contrattuale almeno fino al 2014, come nel caso di Jenson Button. Il pilota anglocaraibico dice, tuttavia, che non c’è fretta: “Abbiamo parlato, ma non è una cosa impellente. Non credo che sia a rischio il mio posto nella squadra, quindi è inutile fare le cose in modo precipitoso“.
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Martin Whitmarsh parla della stagione tormentata di Lewis Hamilton, fresco vincitore del Gran Premio di Abi Dhabi di Formula 1. Secondo il boss della McLaren non tutto è andato per il verso giusto all’asso di Stevenage, costretto a fare i conti con una realtà diversa da quella attesa: “Lui ‘distrusse’ Alonso quando fece il suo ingresso da rookie nel 2007, ma ha sottovalutato il compagno di squadra Jenson Button“.
“Lewis -aggiunge Whitmarsh- pretende tanto da se stesso e il mondo si aspetta tanto da lui, ma ci sono state delle interferenze infelici sul suo stato d’animo“. Questo ha inciso sulle sue prestazioni, in un quadro dove il confronto con l’altro interprete del team di Woking si è rivelato poco entusiasmante per l’asso di Stevenage, che tutti davano per dominante nel confronto interno.
Il manager britannico, attualmente al vertice della Fota, parla così di Button: “Jenson è una persona che viene facilmente sottovalutata. Questo potrebbe preoccupare prima di conoscerlo, ma ora ho un’idea molto precisa nei suoi confronti, che mi infonde grande serenità“. Secondo lui Hamilton non ha forse compreso inizialmente il potenziale del collega, abituato com’era a distruggere ogni compagno nella carriera agonistica: “Tenete presente che, in qualche modo, aveva fatto valere la sua legge anche su Fernando Alonso quando lo spagnolo era un due volte campione del mondo e lui un semplice debuttante“.
Via | F1sa.com

Alcuni giorni fa, durante le Finali Mondiali Ferrari al Mugello, il presidente Luca di Montezemolo aveva parlato dell’attività nel Circus, che resta il cuore dell’impegno agonistico delle “rosse”.
In quella circostanza, tuttavia, il boss di Maranello aveva detto che occorrono delle condizioni precise per proseguire il cammino: “La Formula 1 rimane la nostra vita. Corriamo soprattutto per fare ricerca avanzata per le nostre granturismo. Quello che non ci sta bene è che il 90% della competitività sia basato esclusivamente sull’aerodinamica e che il nostro sia l’unico sport in cui siano proibiti i test. Se vuole continuare a contare sulla presenza della Ferrari, è necessario che il mondo dei Gran Premi cambi e torni ad essere ricerca avanzata, con una necessaria attenzione ai costi“.
Martin Whitmarsh, però, non attribuisce troppo peso alla “minaccia” di Montezemolo ed esclude la prospettiva dell’abbandono del team del “cavallino rampante”. Il presidente della Formula One Teams Association (Fota), interrogato sull’avvertimento proveniente dall’Italia, ha risposto: “Sono in questo sport da oltre 20 anni e ho sentito dire molte cose. In tutta onestà credo che la Ferrari non farà un passo fuori dalla nostra categoria. Se dovessi scommettere la mia pensione sulle due squadre che saranno ancora in F1 fra dieci anni, punterei il mio denaro su McLaren e Ferrari“.
Via | F1sa.com

Martin Whitmarsh dice che è stato bello vedere Lewis Hamilton sul gradino più alto del podio nel Gran Premio di Abu Dhabi di Formula 1. Con il successo di domenica l’asso di Stevenage raggiunge il compagno di squadra Jenson Button in termini di vittorie stagionali.
Il risultato sulla pista di Yas Marina ha contribuito a risollevare lo spirito di Lewis, dopo i momenti difficili vissuti negli ultimi tempi, perché la vittoria è un bene per l’anima. Whitmarsh è soddisfatto di come l’anglocaraibico sia riuscito a cambiare le cose e sente che entrambi i piloti di Woking saranno desiderosi di sigillare il 2011 con la gloria sul circuito di Interlagos.
Queste le parole del boss del team: “I nostri due drivers hanno tre vittorie a testa. Sono sicuro che ciascuno di loro cercherà il quarto successo stagionale. Li conosco bene e non ho dubbi sul fatto che punteranno all’obiettivo, in una lotta interna condotta con senso di responsabilità verso la squadra. Daranno il loro meglio in Brasile, ne sono certo“.
Via | Planet-f1.com

Il calendario del prossimo campionato del mondo di Formula 1 salirà a 20 Gran Premi, con l’aggiunta alla lista della gara di Austin. Altri appuntamenti si profilano all’orizzonte per gli anni a venire, ma il numero complessivo non potrà crescere ulteriormente, perché diventerebbe insostenibile per i team. Questa è l’opinione di molti protagonisti.
Il problema, secondo Jenson Button, si pone soprattutto per i meccanici e gli ingegneri, che non possono accollarsi un impegno oltre i limiti della ragionevolezza, mentre per i piloti non ci sarebbero difficoltà ad affrontare nuove tappe agonistiche: “Per noi la quantità di gare non è così importante, perché in fondo siamo qui per praticare uno sport che ci piace. Diverso il discorso per chi opera dietro le quinte“.
“I ragazzi dei box e i tecnici -aggiunge Button- lavorano senza sosta. Tra loro e noi c’è una differenza enorme in termini di ore dedicate ai weekend di gara. Loro sono decisamente al limite“. Questo spiega la preoccupazione di Martin Whitmarsh per la continua espansione del calendario sportivo.
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Nelle scorse settimane vi abbiamo parlato del contratto pluriennale sottoscritto da Jenson Button con la McLaren, che vedrà l’ex campione del mondo 2009 nella squadra britannica anche in futuro. L’accordo non era stato illustrato nei dettagli, ma ora questi cominciano a delinearsi.
A chiarire il quadro provvedono le parole che si è lasciato sfuggire Martin Whitmarsh, nel corso di un’intervista dove gli è stato chiesto di parlare dello stato di forma del suo pilota più fruttuoso in questa stagione. Il team principal del gruppo di Woking ha detto che l’intesa con Button avrà una durata triennale, fino al 2014.
Ricordiamo che il driver britannico, entrato alla McLaren lo scorso anno, dopo aver vinto il titolo iridato con la Brawn GP, si trova attualmente al secondo posto in classifica conduttori, alle spalle di Sebastian Vettel, vero ed unico dominatore del campionato di Formula 1 che si avvia a conclusione.
Via | F1sa.com

Martin Whitmarsh esprime la sua preoccupazione per la continua espansione del calendario sportivo della Formula 1. Il team principal della McLaren teme che l’aumento dei Gran Premi crei delle stagioni troppo congestionate, difficili da affrontare per le squadre. Nel 2012 le gare saliranno a 20, incrementando ulteriormente il carico di lavoro, fino alla soglia dell’insostenibilità.
Anche se la prima tappa del prossimo campionato è fissata per il 18 marzo e l’ultima per il 25 novembre, bisogna tener conto dei tempi di sviluppo della macchina e dei test di preparazione al calendario agonistico. Tutto questo riduce al minimo gli spazi di riposo per meccanici, tecnici e ingegneri.
Whitmarsh crede che si sia raggiunto il limite da non superare: “Venti corse sono molto difficili da sostenere, un numero più alto non è ipotizzabile. Siamo al punto critico, oltre non si può andare. Capisco che ci sono nuovi interessi in giro per il mondo, ma non ci si può spingere oltre il livello previsto per il 2012: già così è incredibilmente difficile per gli uomini dei team!“.
Via | Planet-f1.com