
Martin Brundle crede che Lewis Hamilton debba ritrovare la serenità mentale prima del 2012, se vuole lottare per il titolo nella prossima stagione. Il pilota anglocaraibico della McLaren si è reso protagonista di disavventure e incidenti nel campionato appena concluso, generando molte critiche verso di lui.
La sua condotta non è stata fruttuosa in termini di punteggio, con un deludente quinto posto in classifica conduttori, alle spalle di Sebastian Vettel, Jenson Button, Mark Webber e Fernando Alonso. Ora l’asso di Stevenage può tentare di capitalizzare meglio gli sforzi, superando i fattori critici emersi nel corso del 2011.
Brundle si aspetta che Hamilton riconquisti la leadership nel suo team e si lanci verso risultati più congrui al suo potenziale, ma per riuscirci l’anno prossimo dovrà recuperare il giusto stato d’animo e la migliore forma mentale: “E’ assolutamente chiaro che la velocità, la determinazione e l’abilità di Lewis sono intatte. Il problema è nella testa, che nello sport ha un valore fondamentale. Lui deve ritrovare la serenità e la lucidità migliori, per non mortificare le sue doti“.
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Lewis Hamilton non è scoraggiato, anche se la McLaren ha percorso meno chilometri degli avversari nei test di preparazione al prossimo Campionato del Mondo di Formula 1. La nuova MP4-26, lanciata in ritardo rispetto alle monoposto dei diretti rivali, ha fatto poca strada, mettendo in luce dei problemi di affidabilità.
Per questo la creatura di Woking è stata fortemente criticata dai commentatori della Bbc, in particolare da Martin Brundle, che l’ha descritta come un disastro. Hamilton crede però che la realtà sia diversa: “Sappiamo di avere un po’ di una collina da scalare, ma ce la possiamo fare. L’auto non è un pasticcio, ma più semplicemente non ha le prestazioni che vorremmo al momento“.
“E’ dura recuperare terreno -aggiunge l’asso di Stevenage- ma le premesse per migliorare il quadro ci sono. Sappiamo di poter crescere e questo è quello che conta davvero. L’anno è lungo e possiamo risalire la china. Ciò che conta è non perdere troppi punti nelle prime sfide iridate“.
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Secondo Martin Brundle la cancellazione del Gran Premio del Bahrain potrebbe favorire quei team che si sono rivelati più lenti nello sviluppo delle loro monoposto 2011 durante i collaudi invernali. Lo stesso Lewis Hamilton, che ha a che fare con una McLaren non ancora all’altezza di Red Bull e Ferrari in termini di passo ed affidabilità, si è detto soddisfatto di avere più tempo a disposizione.
A detta di Brundle, “il tempo in più aiuterà quei team che hanno avuto difficoltà nel rendere le loro monoposto più veloci e affidabili. Giocherà a loro favore”. Di parere esattamente opposto Mark Webber: secondo l’australiano “due settimane in più non faranno una grossa differenza”.
“La partenza per Melbourne è comunque vicina. Suppongo ci possano essere al massimo altri dieci giorni di lavoro”. D’accordo con Mark è David Coulthard: “Da quanto so, Ferrari e Red Bull sono al momento più avanti di tutti. Sì, McLaren potrà lavorare ancora due settimane in fabbrica, ma il discorso vale anche per gli altri. E con un solo test in pista prima della stagione non avranno molto tempo per provare nuove parti o lavorare sull’affidabilità”.

Fare delle critiche a una persona ricoverata in ospedale dopo un brutto incidente non è la cosa più elegante, ma Niki Lauda è uno che ama dire subito le cose che pensa. Lui è fatto così: prendere o lasciare. Per fortuna le condizioni di Robert Kubica, secondo l’ultimo bollettino medico, sono buone, rendendo più digeribile la sortita del pilota austriaco.
Il tre volte campione del mondo, in un’intervista a SpeedTV, ha definito “egoista” il pilota polacco, per la decisione di partecipare a un rally, come quello di Andora, dove ha rischiato grosso dopo un terribile urto contro le barriere metalliche di protezione. Queste le parole di Lauda: “Non ha senso mettere a repentaglio la propria carriera e la propria vita per affrontare dei diversivi agonistici. Non è ragionevole quello che ha fatto. Robert deve assicurarsi di poter svolgere il suo lavoro, che è la Formula 1“.
Ma Kubica, nella prima intervista dopo l’incidente, ha detto che i rally, oltre ad essere un hobby, sono un banco di allenamento per l’attività principale: “Guido meglio nel Circus perché ho preso parte a molte manifestazioni. Le corse su strada mi aiutano a tenere alta la concentrazione, considerati i pochi test in calendario. I rally mi hanno permesso di lavorare su certe aree dove posso migliorare. Ciò è importante in una stagione in cui ci sono 20 Gran Premi“.
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Mark Hales e Martin Brundle ci fanno vivere le emozioni del Goodwood Revival 2010 a bordo della Ferrari 250 Gto di Nick Mason, batterista dei Pink Floyd e collezionista di alto lignaggio. I due conducono l’auto senza esagerare, per l’incredibile valore storico e di mercato. Questo modello del “cavallino rampante” è un capolavoro assoluto, di cui ci si può solo innamorare. La linea slanciata del cofano, il muso basso e lungo, la coda fast-back con ampio spoiler e l’armonia degli elementi consegnano agli occhi un’immagine dinamica ed aggressiva, ma anche sensuale ed elegante.
Tre feritoie semi-ovali caratterizzano il frontale, che sfoggia un incomparabile carisma. E’ un vero gioiello, che si erge ad icona del mito del “cavallino rampante”. La spinta è assicurata da un classico 12 cilindri di 3 litri, disposto longitudinalmente, derivato dal propulsore della Testa Rossa. Con una potenza vicina ai 300 cavalli, sfiora i 290 km/h di velocità di punta.
L’alimentazione è affidata a una batteria di 6 carburatori doppio corpo, posti al centro della V che separa le due bancate. Il cambio a 5 rapporti sincronizzati è posto dentro l’abitacolo, per una più efficace distribuzione dei pesi. La posizione arretrata del motore migliora l’handling. I freni sono a disco, per contrastare la sua foga. Lo sviluppo dell’auto, progettata da Carlo Chiti e Giotto Bizzarrini, venne affidato al giovane Mauro Forghieri, che si dimostrò all’altezza della situazione. Nel palmares della Gto ci sono tre allori iridati raccolti tra il 1962 e il 1964. Incredibile la lista dei suoi successi.

Martin Brundle crede che nel 2011 ci saranno degli attriti fra Lewis Hamilton e Jenson Button in seno alla McLaren. L’ex pilota di Formula 1, ora commentatore per la televisione inglese, basa la sua analisi sulla maggiore frequenza con cui nella stagione alle porte i due interpreti britannici del team di Woking potrebbero trovarsi in lotta rispetto al 2010, quando la loro unica vera battaglia ‘ruota a ruota’ ebbe luogo in Turchia.
I due protagonisti sotto i riflettori sono legati, in realtà, da un buon rapporto di amicizia, ma i musi lunghi visti al termine della sfida di Instabul possono anticipare scenari diversi. Dice il vincitore della 24 Ore di Le Mans del 1990 : “Jenson e Lewis hanno una buona sintonia tra loro, ma quando si entra in forte competizione possono nascere dei contrasti. Se guardo indietro alla sfida nella penisola balcanica, ricordo le espressioni tese sui loro volti, che possono rappresentare un assaggio di quello che potrebbe succedere nel 2011“.
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Frank Williams è stato onorato con un importante riconoscimento dalla BBC. Il fondatore del celebre team di Formula 1 ha ricevuto a Birmingham il premio Helen Rollason dedicato alle personalità sportive più prestigiose, che hanno dimostrato coraggio e carattere di fronte alle avversità.
Ricordiamo che il costruttore inglese, oggi 68enne, subì una grave lesione del midollo spinale in un’incidente d’auto del 1986, che lo ha costretto alla sedia a rotelle. Il suo infortunio non gli ha però impedito di fare ciò che ama e di continuare a gestire il team, spesso con successo. La scuderia di Grove (Oxfordshire) aveva già vinto due titoli costruttori e altrettanti titoli piloti prima dell’infortunio, cui se ne sono aggiunti altri sette per la squadra e cinque per i conduttori negli anni a seguire.
Nel corso della cerimonia Sir Frank è stato raggiunto sul palco da Eddie Jordan, Martin Brundle, Patrick Head, Christian Horner, Jackie Stewart e Nigel Mansell, che lo hanno festeggiato al momento della consegna del premio, dedicato a un ex presentatore sportivo della BBC, morto per cancro in giovane età. Durante la premiazione Williams si è concesso una breve riflessione sulla sua carriera: “Se potessi tornare indietro rifarei tutto, non cercherei di fare qualcosa di diverso se non evitare l’incidente“.
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Quando mancano pochi mesi alla presentazione del modello destinato a sostituire la Lamborghini Murciélago, noto al momento come Jota, sentiamo il dovere di ricordare la Diablo, gioiello del Toro di cui la futura nata sarà una sorta di “nipote”. Il video si riferisce alla prova in pista e su strada, nelle condizioni più singolari, della versione GT, condotta da Martin Brundle.
L’auto, presentata al Salone di Francoforte del 1999, si impose come quella di “serie” con la più alta velocità di punta. Per raggiungere i 338 kmh promessi, la Diablo GT era spinta da un V12 di 6 litri di cilindrata con valvola a farfalla singola, capace di erogare la bellezza di 575 cavalli. La carrozzeria e il telaio erano rielaborati rispetto agli altri allestimenti. Questa grande sportiva venne prodotta in soli 83 esemplari, tutti dotati dell’ampio spoiler posteriore.
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Nelle ultime ore circolano diversi nomi sul prossimo manager di Lewis Hamilton, dopo che il pilota inglese ha espresso il desiderio di avvalersi dei servizi di un assistente più specializzato rispetto al padre Anthony, artefice della sua gestione professionale fino ad oggi.
Uno dei papabili è Mika Hakkinen, che vanta nel suo curriculum due titoli mondiali di Formula 1. L’ex campione finlandese ora lavora con Aces Group, azienda di management dello sport controllata dal suo ex manager Didier Coton. Quest’ultimo, riferendosi alla prospettiva, dice: “Tutto dipende da Lewis e dal team. Se mi dovessero chiedere un coinvolgimento sarei molto interessato“.
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La JaguarRSR XKR GT2 parteciperà alle 24 Ore di Le Mans 2010, anno del 75° anniversario del glorioso marchio inglese. Difficile immaginare un modo migliore per festeggiare il compleanno, nel segno di un’eredità storica piena di fascino, scandita al ritmo di molti successi, sette dei quali maturati nella maratona della Sarthe.
Nessun marchio britannico ha fatto meglio. Paul Gentilozzi, principal partner di JaguarRSR, commenta così l’avventura all’orizzonte: “Siamo felici che l’Aco ci abbia concesso l’opportunità di partecipare alla gara. E’ l’appuntamento più amato dagli appassionati. Per Jaguar, potervi nuovamente competere, è veramente qualcosa di speciale. C’è una grande aspettativa per questo ritorno, ma dobbiamo ricordare l’alto livello competitivo della sfida. Conquistare il podio non sarà certo facile. Noi assicureremo il massimo impegno“.