La linea bassa e filante, con evidenti appendici aerodinamiche, sembra quella di un prototipo appena uscito dall’autodromo di Sebring, ma la “MC12” può essere utilizzata anche nel tragitto casa-ufficio.
E’ un gioiello in tiratura limitata che fa splendere il marchio Maserati nell’Olimpo automobilistico, in un segmento di mercato riservato alle opere d’arte più esclusive. Per arrivare a tanto, non nasconde la sua nobile parentela con la “Enzo”, meravigliosa creatura tecnologica prodotta in casa Ferrari.
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A causa della pioggia, la sfida reale per un posto in griglia nella 24 Ore di Spa è durata solo 15 minuti. Dopo il primo quarto d’ora, infatti, sulla sessione di qualifica si è abbattuta l’ira di Giove Pluvio, che ha coperto il circuito con un manto d’acqua. Impossibile, in simili condizioni, migliorare i riscontri cronometrici ottenuti nella fase iniziale.
Anche la seduta notturna ha avuto la pioggia per protagonista, impedendo qualsiasi progresso sul ritmo di marcia. Difficile per il pubblico acquisire la geografia dei valori reali. Il “mini confronto” ha visto prevalere le Maserati “Vitaphone”, con tre auto nelle posizioni di testa. In pole si è insediata la MC12 di Ramos, Muller, Lamy e Van De Poele, che ha fatto meglio della vettura gemella di Guidi, Lemeret, Rosenblad e Vosse. Terza, a un secondo dal vertice, l’altra creatura del Tridente affidata a Bartels, Bertolini, Sarrazin e Negrao.
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