
Christian Horner pensa che sarebbe frustrante un eventuale successo iridato di Fernando Alonso, dopo la lieve punizione (una multa) inflitta alla Ferrari per i giochi di squadra di Hockenheim: “Ci farebbe molto male, perché abbiamo lavorato nel rispetto delle norme, evitando ordini di scuderia“.
Forse l’analisi del team principal della Red Bull risente della volontà di giustificare le scelte strategiche che hanno portato la squadra austriaca a non avere un pilota al comando della classifica conduttori, pur essendo la RB6 l’auto più veloce del gruppo.
A dire il vero, anche Max Mosley si era espresso negli stessi termini, quando la scorsa settimana aveva detto: “Se per caso Alonso dovesse vincere il titolo con un margine inferiore ai 7 punti sarebbe negativo per l’immagine della Formula 1“. Ma l’ex presidente della Fia potrebbe essere mosso dal desiderio di togliersi qualche sassolino dalla scarpa.
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In un’intervista radiofonica concessa per il suo 80° compleanno, Bernie Ecclestone ha detto che sarebbe bello avere nuovamente in azione Max Mosley, magari nel gruppo motoristico della federazione. L’ex presidente della Fia apprezza l’interesse ma esclude un ritorno in un ruolo di governance della disciplina, perché bisogna dare a Jean Todt, che lo ha sostituito, la possibilità di segnare con le sue idee il futuro della Formula 1.
Queste le sue parole: “Il Circus appartiene ormai al mio passato. Anche se seguo la categoria con interesse non voglio tornare indietro. Oggi dedico più tempo ad altre cose“. Poi aggiunge: “E’ stato molto carino da parte di Bernie pensare a me, credo però che Jean debba dare la sua impronta alla disciplina senza interferenze da parte mia. Lui sta lavorando con grande determinazione, portando avanti delle idee forse diverse dalle mie, probabilmente migliori in alcuni aspetti“.
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Max Mosley ammette che è “molto probabile” il ritorno di Flavio Briatore in Formula 1. L’ex presidente della Fia, dopo lo scandalo del “crashgate”, aveva sostenuto l’estromissione a vita del manager italiano dal Circus. Ma il geometra cuneese ha superato il veto con la sentenza d’appello di un tribunale civile, prima che Jean Todt, nuovo boss della federazione, decidesse di riammetterlo nel paddock del 2013.
Briatore potrebbe tornare in una nuova veste, a fianco del suo amico e socio in affari Bernie Ecclestone. Una prospettiva del genere è del tutto credibile, come riconosce Mosley in un’intervista al giornale tedesco Welt: “Non credo al suo rientro come capo squadra, penso piuttosto che possa svolgere il ruolo di promoter o di manager di qualche pilota“.
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Parata di ex per commentare l’episodio del sorpasso di Fernando Alonso su Felipe Massa nel Gran Premio di Germania di Formula 1, quando il pilota brasiliano della Ferrari lasciò passare agevolmente il compagno di squadra. Per quell’episodio, etichettato come ordine di scuderia, la casa di Maranello è stata sanzionata con una multa di 100 mila dollari.
Ora si attende il giudizio del consiglio mondiale della Fia, che si riunirà in seduta straordinaria il prossimo 8 settembre, per discutere il caso a Parigi e valutare l’eventuale necessità di altri provvedimenti contro il team italiano. Dopo Niki Lauda, che si aspetta nuove punizioni, entra in scena anche Max Mosley, che dice la sua sul caso: “La Ferrari dovrebbe essere penalizzata. Stesso trattamento per i due piloti, ai quali andrebbero tolti i punti accumulati ad Hockenheim“.
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Max Mosley torna a farsi sentire, con delle parole che sembrano studiate a tavolino per fare il giro del mondo. L’ex presidente della Fia è dolce ed amaro nei confronti della Ferrari. In questo atteggiamento c’è forse il tentativo di rendere più credibili le sue teorie. Il vecchio leader della federazione, in un’intervista sul numero di maggio di F1 Racing, inizia con Luca di Montezemolo.
Parlando del numero uno di Maranello, Mosley si esprime in questi termini: “E’ un uomo per bene, di animo molto nobile. Ha rispetto per gli altri. Sa trattare bene le persone, ma ha un carattere debole, che non gli permette di comandare bene, perché si lascia condurre facilmente“. Una valutazione positiva sul piano umano, quindi, insieme a una bocciatura su quello manageriale.
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Come abbiamo visto, diversi personaggi del mondo delle corse cominciano a tirare le somme dopo i test di preparazione al Campionato di Formula 1 ormai alle porte. Anche Giancarlo Minardi dice la sua, facevondo leva sulla grande esperienza: “A conclusione delle sessioni collettive non è facile stilare una classifica, anche se a mio avviso ci sono due scuderie che sono leggermente in vantaggio su tutte le altre: la Ferrari, che ha dimostrato grande competitività e una buona affidabilità anche nei long run, e la Red Bull, che è veloce ma forse più fragile“.
Poi aggiunge: “Ormai manca veramente poco al grande debutto. Con le prove libere e le qualifiche del Bahrain saremo in grado di definire una prima classifica, anche se potrebbe entrare in gioco una variabile in più: le alte temperature. In terra spagnola piloti e tecnici hanno lavoro con un clima più mite di quello si troveranno ad affrontare a Sakir. Il degrado dei pneumatici potrebbe quindi essere una nuova incognita“.
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Sul sito ufficiale della Ferrari si legge un articolo firmato dal “Grillo Rampante”, che dipinge il quadro attuale del Circus e addossa a Max Mosley la responsabilità di uno scenario denso di nubi. Per non modificarne lo spirito, pubblichiamo interamente il pezzo. Buona lettura.
Mancano ormai meno di tre settimane all’inizio del Campionato del Mondo di Formula 1, la massima competizione dell’automobilismo sportivo che festeggia proprio quest’anno il sessantesimo compleanno. Per tanti team quella appena iniziata è una settimana cruciale, quella in cui suona la campana dell’ultimo giro.
Da giovedì a Barcellona parte l’ultima sessione di test, vale a dire l’ultima opportunità per provare le macchine in pista, per testarne l’affidabilità e per cercare di trovare anche la prestazione. Per tanti ma non per tutti. Già, perché delle tredici squadre che si sono -o sono state indotte- ad iscriversi al Mondiale di quest’anno soltanto undici hanno finora risposto all’appello, presentandosi in pista, chi prima chi dopo, chi facendo poche centinaia di chilometri chi almeno mettendone insieme qualcuno in più, anche se a ritmo ridotto.
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La vita non è facile per le nuove formazioni che si affacciano al mondiale di Formula 1, e pensare che Max Mosley voleva puntare su queste per la F1 del futuro, in un post precedente abbiamo visto delle difficoltà della USF1, al punto che si dubita della sua presenza almeno nelle prime gare.
Anche alla Campos le cose non vanno benissimo, la squadra è stata alle prese con grandi problemi finanziarti, ed ha contratto molti debiti tra cui la Dallara ( costruttore della monoposto) e la Cosworth.

In un’intervista al Corriere dello Sport, Jean Todt presenta la sua Formula 1 (o almeno quella che vorrebbe). L’ex ferrarista punta a un taglio dei costi, alle energie alternative e a un mondo dei Gran Premi più spettacolare. Per raggiungere questi obiettivi, il “Napoleone dell’automobilismo” seguirà una strada diversa rispetto a Max Mosley: “Non mi piace la logica delle macchine che cambiano forma ad ogni gara“. Ovvio il riferimento alla continue rettifiche regolamentari volute dal suo predeccessore.
Dopo l’esperienza manageriale pura, il francese si trova ora a misurarsi con un rapporto molto più politico con il suo ambiente. La cosa non lo preoccupa, visto che è preparato alla sfida. Questa non riguarda solo il Circus, perché l’universo della Fia è molto più grande, interessando mille discipline motoristiche, ma anche i temi legati alla mobilità. Uno degli scopi principali diventa allora quello di ridurre la mortalità sulle strade di tutti i giorni, attraverso un grande programma di educazione, che verrà lanciato a marzo presso la sede delle Nazioni Unite.
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Dopo la sentenza del Tribunale delle Grandi Istanze di Parigi, che ha annullato il provvedimento di radiazione di Flavio Briatore emesso dalla Fia, perché non rispettoso del principio di separazione fra gli organi incaricati delle indagini e quelli chiamati ad esprimere un giudizio, Max Mosley torna a fare la voce grossa contro il manager italiano.
Secondo lui la questione non può risolversi in questo modo, per ragioni connesse alla serietà della Formula 1, che non può permettersi casi come il “crash-gate” di Singapore 2008. Dice l’ex boss della Fia: “Quando tutto questo polverone si sarà posato, Briatore sarà costretto a gettare la maschera“.
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