Picchio ha plasmato una nuova auto che si batterà per il successo assoluto nel Campionato Italiano Velocità Montagna 2010. Si tratta di una monoposto, con motore otto cilindri da 3 litri. Il bolide sarà pronto a metà stagione. A gestirne le attività agonistiche il team Tschager Motorsport di Bolzano, di proprietà di un esperto collaudatore, con glorioso passato alle spalle.
Il suo ruolo sarà prezioso nella messa a punto iniziale e nel successivo sviluppo della nuova creatura abruzzese, affidata al pilota Christian Merli, il cui indiscutibile valore avrà un peso fondamentale per raggiungere i successi che la compagine intende maturare nell’arco dell’anno.
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Sul circuito francese di Magny-Cours il circus della World Series by Renault 3.5 si è dato appuntamento per una nuova giornata di test liberi. Tra i presenti anche il campione della Formula 3 Italia e neo pilota del team Pons Racing Daniel Zampieri.
L’alfiere Ferrari Driver Program è tornato al volante della Dallara n°12 dopo le due giornate di test sul tracciato di Jerez. Purtroppo ancora una volta alcune noie tecniche hanno impedito al giovane driver romano di completare il programma messo a punto dal suo team, in preparazione del debutto ufficiale in campionato.
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L’Oreca 01 AIM di Soheil Ayari ha segnato il miglior tempo nel secondo giorno di test sul circuito del Paul Ricard, che ha registrato la presenza in pista di 38 vetture, entrate in azione per affinare la messa a punto in vista dell’avvio del campionato Le Mans Series 2010.
La squadra francese ha compiuto il passaggio più rapido in 1′42″963, davanti alla Peugeot 908 HDi FAP di Loic Duval, gestita da Oreca Matmut. Proprio quest’ultima sembra la vettura favorita, anche se ha chiuso al secondo posto, staccata di appena 0″8 dal vertice.
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Al termine della seconda giornata di prove sul circuito di Jerez de la Frontera, è stato Kamui Kobayashi il più veloce in pista. L’alfiere della Sauber, con poco carburante a bordo, ha staccato di un soffio lo svizzero Sebastien Buemi, giunto alle sue spalle con la Toro Rosso. Terzo posto per Jenson Button, la cui McLaren accusa un ritardo di quasi sette decimi dal leader. Un problema alla creatura di Woking ha causato la bandiera rossa nelle battute conclusive.
Dietro il campione del mondo in carica si è insediato Nico Hulkenberg, con la Williams, che ha fatto meglio di Vitantonio Liuzzi, quinto con la Force India. Per trovare la Mercedes di Michael Schumacher bisogna spingersi al sesto posto, mentre al settimo c’è la Ferrari di Fernando Alonso. I due assi hanno effettuato dei long run, per un lavoro fruttuoso nell’ottica della messa a punto. Lo spagnolo del “cavallino rampante” si è tirato 50 giri consecutivi con un set di gomme, tenendo un buon ritmo. Le indicazioni sono quindi positive per gli uomini di Maranello.
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Felipe Massa è uno che parla col cuore e che mette sempre in mostra gli aspetti sentimentali. Il pilota brasiliano ha chiuso la parte mediatica della ventesima edizione di Wrooom con parole di elogio verso la Ferrari, i suoi uomini e i suoi riti, come quello di Madonna di Campiglio: “E’ molto bello tornare qui, anno dopo anno. Questo è il modo migliore per iniziare una stagione in maniera unica, cioè lavorando ma anche divertendosi“.
L’alfiere del “cavallino rampante” è pronto ad affrontare una nuova sfida, al volante di una monoposto che promette di essere migliore della precedente, per mettere definitivamente alle spalle le vicende del recente passato: “Dopo l’incidente non ho mai pensato di dover smettere di correre, anzi ero convinto di poter tornare in pista già a Valencia. Quanto accaduto non ha assolutamente modificato il mio approccio al lavoro e il mio modo di pensare. L’aver dovuto affrontare tante difficoltà nella vita mi ha sempre fatto imparare molto“.
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Ferrari ha deciso di liberare l’anima della 599, con una variante sportiva che non ha paura di esibire la sua tempra. Gli interventi estetici sono marginali, ma consentono di percepire la trasfusione ormonale.
Pochi dettagli tradiscono le variazioni, come i cerchi componibili da 20 pollici, la minore altezza da terra e l’estrattore nero opaco, con terminali cromati. Un ventaglio di segni capaci di fare la differenza agli occhi degli appassionati, che non hanno bisogno della lente d’ingrandimento per scorgerli.
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“Siamo estremamente soddisfatti del risultato. Terminare una gara di durata con un’auto completamente artigianale, realizzata e messa a punto dalla Romeo Ferraris, è stata una grandissima emozione. La 6 Ore di Vallelunga ha permesso di mettere alla prova il Cinquone e tutta la squadra in vista della stagione 2010, che si preannuncia adrenalinica“. Sono queste le parole di Mario Ferraris al termine della celebre sfida di endurance sul tracciato romano.
Dopo una brillante prima ora di gara, il Cinquone Modigliani, guidato da Baronio, Mario Ferraris e Michela Cerruti, è stato costretto a una sosta ai box da uno sfortunato e imprevedibile cedimento di un supporto del cambio, che ha fatto perdere circa 25 minuti. Riparato prontamente, il Cinquone ha affrontato le rimanenti 5 ore di gara senza alcun tipo di problema, dimostrandosi molto affidabile e competitivo.
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Il 2009 è stato un anno ricco di soddisfazioni per il team Romeo Ferraris. Dopo aver guadagnato il titolo nazionale del Campionato Sara nella classe GT Cup, quello della Coppa Italia prima divisione e il secondo posto nel Trofeo Abarth 500, ha deciso di mettersi ancora una volta alla prova iscrivendosi alla 6 Ore di Vallelunga.
I piloti che prenderanno parte all’avvincente gara di durata, in programma domenica, sono Baronio, Mario Ferraris e Michela Cerruti, che si divideranno il volante del temibile Cinquone “Modigliani”. Una creatura artigianale, costruita su base 500 Abarth, equipaggiata con un’unità turbocompressa di 1.4 litri, capace di scaricare a terra, grazie alla preparazione meccanica messa a punto dalla factory milanese, ben 360 cavalli. Un autentico prototipo realizzato in maniera del tutto artigianale da Romeo Ferraris, che ne ha seguito il progetto dallo sviluppo alla sua messa in pista, dove si è dimostrato subito veloce.
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Oggi vi presentiamo un video che racconta alcune cose della Lotus 99T. Questa monoposto, che segnò l’esordio delle sospensioni attive in Formula 1, sposava la filosofia innovativa della casa britannica, sempre in prima linea sul piano dell’evoluzione tecnica. Niente di strano per chi conosce la geniale personalità di Colin Chapman, fondatore del mito d’oltremanica. Anche dopo la dipartita di questo straordinario uomo la sua filosofia ha continuato a vivere, come testimonia il modello preso in esame.
La vettura, equipaggiata con motori Honda V6 sovralimentati, consegnò il successo ad Ayrton Senna nei Gran Premi di Monaco e Detroit del 1987. Si tratta degli ultimi due conseguiti nel Circus dal glorioso marchio inglese. Il sistema pneumatico intelligente, voluto da Ducarouge, scontò dei limiti sul fronte della messa a punto: un fatto comprensibile, vista la portata della novità. Poi debuttarono dei sistemi più semplici ed efficaci. Al bolide giallo da gara, Lotus ha dedicato nel 2003 una versione speciale della “Elise”, denominata, appunto, 99T.
In Formula 1 le gomme sono uguali per tutti, ma non tutti riescono ad utilizzarle alla stessa maniera. Quante volte abbiamo sentito piloti e tecnici lamentarsi per il rendimento inaspettato degli pneumatici o parlare di difficoltà nel mandarli in temperatura nel giro secco oppure, in caso di vittoria, lodarne il rendimento e l’aderenza avuta nell’arco della corsa?
Il punto è che il comportamento delle coperture varia in funzione di tantissimi parametri, alcuni esterni (condizioni meteo, caratteristiche del circuito), altri interni (pressioni di gonfiaggio, carico aerodinamico e caratteristiche meccaniche della vettura, regolazioni dell’assetto). Per cercare di capire di più su come funzionano, è utile leggere l’intervista a Marco Fainello, responsabile del reparto Prestazione Veicolo e Ricerca e Sviluppo della Scuderia Ferrari Marlboro, considerato uno dei più profondi conoscitori della correlazione fra gomma e veicolo.
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