
Nel mondo dell’automobilismo non sono rari gli screzi o le polemiche fra i protagonisti, specie ai livelli più alti. Al fatto concorrono le rivalità agonistiche, gli interessi economici e le manie di protagonismo di alcuni personaggi, ma anche delle rivendicazioni di merito più o meno giustificabili. A questa fattispecie sembrano appartenere le esternazioni di Tony Teixeira, che ha accusato Bernie Ecclestone di “plagiargli” le idee.
Il presidente dell’A1GP è convinto che la progressiva tendenza alla standardizzazione delle componenti voluta dai vertici della Formula 1 renda il Circus una sorta di imitazione concettuale della sua disciplina. Questo gli procura un certo fastidio: “Invece di copiare tutte le nostre idee, è sufficiente che acquistino la nostra categoria. Capisco la crisi economica, ma in Formula Uno si utilizzano le stesse gomme e alcuni componenti elettronici, senza contare che in futuro lo stesso Ecclestone vorrebbe un telaio e motore unico per tutti i team“.
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Il numero uno del “cavallino rampante” esprime la sua piena fiducia nei due alfieri del team di Formula 1, facendo intendere che la collaborazione con loro potrebbe durare più di quanto si pensi: “Con Kimi Raikkonen e Felipe Massa la Ferrari ha la migliore coppia di piloti in circolazione e, almeno a breve, non ci sono spazi per clamorosi arrivi a Maranello, nemmeno per quello di Fernando Alonso, che tra l’altro potevamo prendere qualche anno fa quando era alla Minardi“.
Incalzato sul tema, Luca di Montezemolo tira in ballo anche la stella del momento: “Lewis Hamilton? E’ un grandissimo pilota, capace di sfiorare il mondiale al primo anno di F1 e di vincerlo al secondo. Ma, con tutto il rispetto, non lo cambio con Felipe Massa“. L’analisi del presidente, però, potrebbe nascere dal desiderio di “vendicare” le dichiarazioni del campione del mondo in carica, che aveva detto di non voler scegliere la casa italiana per il suo avvenire.
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Comincia a delinearsi qualche dettaglio dell’intesa raggiunta da Fia e Fota per portare a un livello accettabile i costi della Formula 1, senza pregiudicare il senso della sfida e il Dna di un mondo votato al confronto estremo. In attesa del comunicato ufficiale, pare davvero che l’idea del motore unico sia stata abortita.
Una scelta che sancisce il successo delle squadre, desiderose di diversificare i cuori delle loro monoposto. Gli interventi concordati cominceranno a produrre i loro effetti già nel 2009, quando entrerà in vigore la norma che impone lo stesso propulsore per quattro gran premi, oltre a gare accorciate, test limitati e forniture a prezzo politico di 25 propulsori per i team più piccoli.
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La Fia, nel suo comunicato ufficiale, ha definito quello di ieri con la Fota il meeting più fruttuoso che si ricordi. Ciò che più conta è però l’intesa trovata a Montecarlo fra i team e la federazione, che dovrebbe mettere la parola fine alle scintille degli ultimi tempi e, forse, anche all’ipotesi del motore unico.
Non si hanno al momento notizie sui contenuti dell’accordo, ma pare che siano state trovate delle soluzioni capaci di ridurre i costi senza alterare lo spettacolo della sfida tecnica e sportiva. Qualcosa di più dettagliato si saprà nelle prossime ore, ma gli obiettivi di fondo di entrambi gli organismi hanno avuto soddisfazione.
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La crisi che sta attraversando il mondo della Formula1 culminata con l’abbandono della Honda tiene sempre banco in questi giorni, i fronti sono principalmente due, quello della Fia culminato con la proposta del motore unico, e quello della Fota, da cui tutti ci aspettiamo proposte più aderenti alla realtà e che non snaturino i principi fondamentali su cui si basa la massima Formula.
Nei prossimi incontri che la Fota avrà con Bernie Ecclestone, non si parlerà però solo di motori regolamenti e simili, ma si affronterà un tema altrettanto importante quanto spinoso: gli introiti dei diritti TV.
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Il motore unico è realtà. O almen così pare visto che è di pochi minuti la voce che vuole che la Cosworth abbia vinto la gara d’appalto lanciata dalla FIA alcuni mesi fa per la fornitura di motori e trasmissioni a basso costo a partire dal 2010.
Ed a confermarlo è stata la stessa Federazione questa mattina, la quale ha fatto anche riferimento all’annuncio da parte della Honda di lasciare immediatamente la F1: ritiro che conferma i timori della FIA, come è stato scritto in un comunicato.
Testo che spiega anche che per utilizzare i propulsori Cosworth nel 2010 bisognerà pagare un’opzione di 2 milioni di euro ed in seguito 5,5 milioni all’anno, ma “il costo annuale potrebbe abbassarsi se più di quattro squadre dovessero scegliere questa opzione” ha precisato la FIA.
Fernando Alonso non riesce proprio a digerire l’ipotesi di un cuore standard per le monoposto: “Se passasse la proposta del motore unico, questa diventerebbe la classica goccia che fa traboccare il vaso. Potrei anche decidere di ritirarmi“. Il due volte campione del mondo non poteva essere più chiaro per far capire agli altri il suo punto di vista.
Secondo lo spagnolo della Renault la Fia sta seguendo caparbiamente un sentiero che guasta il sapore della sfida: “Le nuove nuove regole tolgono emozione alla Formula 1: nel 2005 avevamo motori a 10 cilindri, con mille cavalli di potenza. Quello era eccitante per il pilota. Ora, invece, stiamo passando da vetture futuristiche a macchine senza grip o assistenza elettronica“.
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La notizia era già parsa chiara in occasione dell’intesa stipulata fra Fia e Foca a Ginevra, che aveva sancito la scelta di allungare la vita utile dei propulsori e di impegnare i motoristi a fornire 25 unità ai team minori con una tariffazione da saldo. Adesso anche da Flavio Briatore arriva la conferma dell’abbandono della strada del “cuore” standard in Formula 1.
Questo fatto non può che essere accolto col massimo entusiasmo dagli appassionati, profondamente terrorizzati nelle scorse settimane da una prospettiva di ben altro tenore, che avrebbe appiattito ulteriormente il confronto tecnico fra i costruttori. Per ridurre i costi si percorreranno quindi altri sentieri.
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Giornata decisamente di fuoco quella di oggi per il grande circus della Formula1. Prima ci si è messa la FIA, che con un annuncio a sorpresa ha aperto la gara d’appalto per introdurre un motore standard a partire dal 2010. Ipotesi già uscita qualche giorno fa e che oggi la stessa Federazione ha reso noto oggi con un comunicato:
“La Fia ha aperto oggi il procedimento per l’assegnazione a terzi della fornitura di motori e sistema di trasmissione che saranno usati nel Mondiale di F.1 del 2010, 2011 e 2012“. Scelta assolutamente inusuale (per non dire folle) per quello che è il campionato dei massimi protitpi mondiale e del massimo sviluppo.
Ma la cosa è ancora ben poco chiara, visto che la svolta regolamentare, come ha chiarito un portavoce della federazione, non impedirà comunque ai singoli team di realizzare autonomamente i propulsori, in quanto il fornitore unico fornirà le specifiche relative al motore standard e le scuderie potranno costruire il propulsore rispettando i parametri fissati.