
Reso noto il nuovo regolamento sportivo del WTCC 2012 da parte della Fia, la serie sarà riservata alle sole vetture 1.6 litri Turbo, le vecchie vetture 2.0 aspirate e 2.0 turbodiesel potranno partecipare solamente a singoli eventi senza però prendere punti per il Mondiale.
Gare più lunghe, comprese tra 50 e 60Km (il limite precedente era di 50Km), riguardo il punteggio, per le gare il sistema rimane il solito che premia i primi dieci piloti classificati, ma è prevista una serie di punti aggiuntivi che saranno assegnati ai primi cinque piloti classificati in ogni sessione di qualifica (nell’ordine, 5 punti al primo, 4 al secondo, 3 al terzo, 2 al quarto e un punto al quinto).
Passando ai motori ogni pilota potrà usare un solo propulsore nell’arco della stagione, in caso di sostituzione si verrà puniti con una penalità in griglia di partenza, fissato invece a sei il numero massimo di turbocompressori utilizzabili nel corso del campionato.
Continuiamo con l’argomento pneumatici, a disposizione sono 20 slick per ogni evento a cui si partecipa: tranne che per il primo, dove saranno disponibili 16 coperture, sempre 16 in ogni evento le coperture da pioggia.

La McLaren raffredda le voci che la vogliono pronta a legarsi nuovamente alla Honda come motorista a partire dal 2014, riformando un sodalizio denso di risultati storia e ricordi soprattutto per la presenza a cavallo degli anni 80 e 90 del grande Ayrton Senna.
Ma la casa di Woking dicevamo per ora smentisce, per voce di Jonathan Neale, direttore delle operazioni McLaren, che dice di non sapere l’origine di queste voci e di come la Mclaren sia soddisfatta del rapporto tecnico con la Mercedes.
Vediamo le parole di Neale: “Queste voci sono molto lontane dalla realtà, perchè noi siamo molto soddisfatti della nostra partnership con la Mercedes.
Non ho idea di chi abbia fatto saltare fuori queste voci, ma è mia intenzione porvi uno stop. Siamo focalizzati esclusivamente nel proseguimento della nostra relazione con la Mercedes: insieme abbiamo vinto tante gare e dei campionati e abbiamo intenzione di continuare a farlo”

L’annosa questione del passaggio di nome del team Renault a Lotus, con in mezzo le dispute con il Lotus team di Fernandes sembra finalmente risolta, l’assenso degli altri team è finalmente arrivato e dal 2012 la squadra sarà solamente Lotus: è sarà l’unica.
Risolto questo problema se ne crea subito un altro per la squadra di Eric Boullier, si tratta di un contenzioso di natura economica tra appunto la Renault fornitrice dei motori, e la Genii Capital proprietaria del team.
Se la cosa non si risolve saranno guai grossi per la squadra, che rischia così di perdere la fornitura dei propulsori.

Una nuova scuderia si affaccia nel panorama della Indycar, si tratta del Michael Shank Racing squadra già presente nella Gran Am, questo team esordiente è il primo ad aver ufficializzato un accordo con la Lotus per la fornitura del motore.
La scuderia che ha già provveduto all’acquisto di due nuovi telai Dallara già a novembre conta di poter effettuare le prime prove con il propulsore Lotus, la MSR Indy vedrà anche l’apporto di AJ Allmendinger pilota attualmente nella serie Nascar, che in questo caso si cimenterà a livello manageriale.
Nessun annuncio invece su chi saranno gli sponsor dell’operazione, e nemmeno su chi saranno i piloti delle monoposto motorizzate Lotus.

Gilles Simon sarà il nuovo direttore tecnico della Pure, Simon per assumere il nuovo incarico lascia la Fia dove dal 2009 ricopriva il ruolo di direttore powertrain ed elettronica.
Simon ricordiamo ha lavorato in Renault, Peugeot e poi è stato lungamente responsabile dei motori Ferrari, dopo la parentesi Fia Gilles torna così ad occuparsi direttamente della progettazione di motori il suo vero interesse, vediamo le sue parole: “Rendere questo sport più rispettoso dell’ambiente è un obiettivo mio personale.
“Nel 2014 i regolamenti segneranno il più grande cambiamento in questo settore in F1 per una generazione. Questa opportunità di sviluppare la PURE è una sfida fantastica e mi permette di tornare alla mia passione, progettare motori”

Nuovi aggiustaggi da parte della Fia riguardo i nuovi propulsori 1.6 litri Turbo prossimi protagonisti della massima formula a partire dal 2014, il regime di rotazione di tali motori è stato portato a 15.000 giri.
Questo dovrebbe scongiurare il tanto temuto poco appeal sonoro di tali propulsori, ma le novità non finiscono qui, si accenna anche al fatto che il pilota possa accendere il propulsore senza mezzi esterni in ogni momento: di fatto questo significherebbe un ritorno ai motorini di avviamento, o ad una tale funzione integrata nel gruppo kers.
Altri punti riguardano il funzionamento in sola modalità elettrica quando l’auto transita lungo la corsia box, ed il cambio che passerà obbligatoriamente a otto rapporti.

La Honda prosegue lo sviluppo delle sue competitive barchette Lmp2, ora evolute nella versione ARX-01d, dotate del nuovo propulsore V6 Turbo di 2,8 litri, recentemente testato a Sebring, e base dei nuovi motori Honda destinati alla IndyCar.
Le Honda Lmp2 saranno in forza a due scuderia, la più importante lo Strakka Racing già portacolori nel 2010, dove ha ottenuto brillanti risultati culminati con la vittoria di classe a Le Mans.
Altra novità e però una versione Lmp1 di suddette barchette, direttamente derivate dalle ARX-01c saranno motorizzate con propulsori V8 da 3,4 litri e si annunciano come vetture molto interessanti e potenzialmente competitive.

La rientrante scuderia Lotus è in questa stagione motorizzata con i nuovi propulsori Cosworth: motori che fino ad ora non hanno rispettato le aspettative rivelandosi meno efficaci di quanto la più recente progettazione lasciava prevedere.
Ora la squadra di proprietà Malese per il suo futuro guarda con interesse verso una motorizzazione Renault. Se il contratto di fornitura andasse a buon fine la Lotus affiancherebbe la Red Bull come team cliente della casa francese.

Il prossimo GP di Cina viene affrontato dalla Scuderia Ferrari con la consapevolezza di avere un mezzo competitivo, che di fatto pone il team dopo tre gare a guidare le classifiche, sia piloti che costruttori.
Qualche motivo di apprensione tuttavia nelle prime gare c’è stato, in particolare è stato il fronte motori a dare qualche preoccupazione, ricordiamo i due propulsori sostituiti in Bahrain a scopo precauzionale, e poi l’unità che ha costretto Alonso al ritiro in Malesia.
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Concentrato, ma soprattutto consapevole di poter puntare in alto. Giancarlo Davite, reduce dall’ottima seconda posizione conquistata sugli sterrati di Tanzania, si appresta a vivere un’altra esaltante boucle di African Rally Championship.
Il “circus” intercontinentale fa tappa a Nairobi, per il “Kcb Safari Rally”. Quindici speciali da affrontare con autorità, desiderose di regalare alla scuderia Happy Racer un’altra grande conferma nel panorama motoristico mondiale.
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