
Nelson Piquet Junior, attore del finto incidente di Singapore 2008 che ha creato un terremoto alla Renault, scuotendo le coscienze della Formula 1, non ha trovato un posto nel Circus. Il pilota brasiliano sognava la gloria nei Gran Premi, ma si è dovuto accontentare di altre scelte, mettendo la felicità davanti all’ambizione.
Al giovane figlio d’arte non è rimasto che tentare l’avventura a stelle e strisce, nella serie Nascar. Già ad ottobre Nelshino aveva provato una Toyota Tundra della Truck Series, per assaggiare il mondo delle competizioni americane. Quell’esperienza avrà quindi un seguito nella terra dei sogni.

Oggi il Tribunale delle Grandi Istanze di Parigi esaminerà il ricorso presentato da Flavio Briatore contro la Fia, per tentare di ottenere l’annullamento della sentenza di radiazione emessa dal Consiglio Mondiale nei suoi confronti, dopo l’imputazione a suo carico dell’incidente di Nelson Piquet Junior nel Gran Premio di Singapore 2008. L’ex direttore della Renault chiede anche un milione di euro di danni e interessi.
Briatore è fortemente convinto che a ordire la trama contro di lui sia stato il presidente uscente Max Mosley, per fargli pagare dazio dopo gli attriti emersi fra i due, specie durante il tentativo di creare un campionato parallelo. Per i legali del manager italiano la squalifica del loro assistito violerebbe le leggi dell’Unione Europea e della Corte Europea per i diritti umani. I togati dovranno ora assumere delle scelte sul merito del provvedimento emesso dalla federazione.
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Timo Glock è il primo pilota annunciato dal team Manor Grand Prix. Il tedesco, con tre stagioni alle spalle nel Circus, dovrebbe diventare l’uomo di punta della nuova formazione, attesa al debutto nel 2010. Nel suo curriculum ci sono tre podi conseguiti negli ultimi due anni con la Toyota. L’accordo è stato possibile dopo il ritiro del team nipponico dalla Formula 1. Il contratto appena firmato è di due anni, con l’opzione per una terza stagione.
Nella squadra inglese si vive con soddisfazione la scelta. Dice il direttore tecnico Nick Wirth: “Sono assolutamente contento che Timo abbia accettato di guidare per il nostro team“. Ora ci si interroga sul nome di chi potrebbe affiancare Glock, che ritorna in campo dopo l’incidente nel Gran Premio del Giappone di quest’anno. Nelle scorse settimane si era fatta largo anche l’ipotesi Nelson Piquet Junior, ma è difficile fare un quadro con delle semplici voci.
(Grazie gagash)
Via | Bbc.co.uk
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Vi abbiamo riferito ieri delle ragioni che hanno spinto Flavio Briatore ad impugnere la sentenza della Fia, che lo ha radiato a vita dall’automobilismo sportivo per la vicenda dell’incidente di Nelson Piquet Junior nel Gran Premio di Singapore 2008. Il manager italiano crede di essere vittima di un complotto, ordito ai suoi danni dal nemico Max Mosley.
Anche le procedure seguite per arrivare al verdetto lo lasciano perplesso: a suo avviso sarebbero state condizionate dal personale desiderio di rivincita del presidente uscente dell’organo. La federazione non accetta l’analisi e fa sapere all’ex direttore del team Renault che la punizione a suo carico non è viziata da elementi distorsivi, ma scaturisce da un giudizio deliberato a schiacciante maggioranza dal Consiglio Mondiale, quindi in un quadro di ampia condivisione.
In questo momento nella Formula 1 regna l’incertezza. Dopo l’abbandono della Toyota in molti temono l’addio della Renault, che potrebbe far perdere un altro pezzo importante al mondo dei Gran Premi. La casa francese ha convocato nelle scorse ore una riunione operativa, per approfondire il caso e valutare le prospettive future.
Tre le ipotesi al vaglio: restare come costruttore, proseguire solo come fornitore di motori o uscire di scena. Quest’ultima è la prospettiva più temuta dagli sportivi, ma anche da chi gestisce le sorti della categoria. L’amministratore delegato Carlos Ghosn non si sbilancia e rimanda al futuro prossimo: “Bisogna avere pazienza. Prima della fine dell’anno annunceremo la nostra strategia rispetto alla partecipazione di Renault“.
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Felipe Massa vuole dimenticare le vicende di Singapore 2008, ma quanto è successo in quel Gran Premio continua a produrgli un certo fastidio. Lo si si capisce dalle riflessioni senza filtri con cui si congeda dall’argomento. Il brasiliano, davanti ai giornalisti del suo paese, tira in causa Fernando Alonso: “Ho l’assoluta certezza che fosse a conoscenza del falso incidente di Nelson Piquet Junior. Non poteva non sapere. Guardando a quella gara mi viene spontaneo pensare a un furto. Il fatto che abbiano mandato a casa Flavio Briatore e Pat Symonds non cambia il succo della questione“.
Poi, a mente fredda, Massa smorza i toni della polemica. Lo fa sulle pagine del sito della Ferrari, dove scrive: “Quello che ho detto è frutto di una mia sensazione e non si basa su alcun elemento concreto. Il Consiglio Mondiale della Fia ha stabilito che non c’è nessuna prova che Fernando fosse informato di quanto sarebbe accaduto ed io rispetto questa decisione. E’ ovvio che sono molto dispiaciuto per i retroscena emersi a proposito di quella gara“.
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La Renault, dopo le vicende di Singapore 2008, che hanno portato alla radiazione di Flavio Briatore, studia il suo futuro in Formula 1. La casa francese si guarda attorno, per trovare il sostituto di Fernando Alonso, reclutato dalla Ferrari per le prossime tre stagioni. Al suo posto dovrebbe arrivare Robert Kubica. Questa, almeno, è l’indiscrezione riportata dal quotidiano “Le Figaro”. Se così fosse, per il polacco si aprirebbe una nuova parentesi nella carriera agonistica, dopo un 2009 dai toni grigi alla Bmw-Sauber.
Pure sull’altro fronte si attendono dei cambiamenti, visto che Romain Grosjean dovrebbe lasciare il sedile della monoposto d’oltralpe. Al suo posto potrebbe arrivare Heikki Kovalainen, qualora questo restasse a piedi dopo l’eventuale ritorno di Kimi Raikkonen alla McLaren. Tutto è nel campo delle ipotesi, ma una cosa è certa: il pilota francese ha convinto ancora meno di Nelson Piquet Junior, da cui è partito l’ultimo terremoto del Circus.
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Felipe Massa, in un’intervista al canale televisivo Globo, ha affermato che la battaglia di Singapore 2008, vinta da Fernando Alonso, gli ha impedito di centrare il mondiale. Quella del brasiliano non è una polemica nei confronti del nuovo compagno di squadra, ma un’accusa verso chi gestisce le sorti della Formula 1.
Secondo Massa, la classifica doveva essere rivista dopo lo scandalo dell’incidente di Nelson Piquet Junior, studiato a tavolino dagli uomini Renault. La strategia subdola ordita dai box della Règie lo ha privato ingiustamente di un risultato migliore, per via del pessimo pit stop della Ferrari dopo l’ingresso in pista della safety car. Ma la giustizia sportiva ha lasciato inalterata la geografia dell’evento, senza azzerarne l’impatto. Parlando di quella tappa, Massa dice: “Tutto quello che è successo è stato un furto, che ha cambiato le sorti del campionato, facendomi perdere il titolo. Nulla, però, è stato fatto sul fronte della classifica, visto che la gara non è stata annullata. Questo non è corretto“.
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La prospettiva è da tempo nell’aria, ma l’arrivo di Fernando Alonso in Ferrari viene dato per imminente dalla stampa spagnola che, a dire il vero, parla della cosa già da tanto tempo. Secondo il quotidiano ‘As’, il pilota iberico ha siglato un accordo di cinque anni con la casa del “cavallino rampante”.
La comunicazione ufficiale dell’intesa dovrebbe avvenire prima del Gran Premio di Suzuka, anche se l’annuncio era atteso per Monza. Le vicende legate allo scandalo dell’incidente di Nelson Piquet Junior hanno però spinto l’astruriano a chiedere un rinvio della divulgazione ufficiale, evitando sovrapposizioni con l’intrigata storia all’origine della radiazione di Flavio Briatore.
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La Brawn GP conferma il suo stato di forma, dopo la splendida affermazione sul circuito di Monza. Il team britannico sembra intenzionato a ripetersi a Singapore, dove ha segnato i due migliori tempi nella prima sessione di prove libere in vista del Gran Premio di domenica. La prestazione più rapida è stata quella di Rubens Barrichello, seguito a circa due decimi dal compagno di squadra Jenson Button, leader della classifica piloti.
Al terzo posto si è insediata la Red Bull di Mark Webber che, come la coppia che lo precede, ha preferito girare nell’ultima mezz’ora, per simulare condizioni di luce più vicine a quelle di gara. Stessa scelta per Sebastian Vettel, giunto quinto alle spalle di Fernando Alonso. La Renault dello spagnolo è scesa in pista senza i tradizionali sponsor ING e Mutua Madrilena, che hanno rinunciato alla collaborazione con la casa francese dopo la sentenza del Consiglio Mondiale sulla spinosa vicenda dell’incidente di Nelson Piquet Junior.
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