
Roman Grosjean vuole recuperare un posto da titolare in Formula 1, dopo aver conservato il rapporto con l’ambiente grazie al ruolo di riserva alla Renault. Il pilota svizzero con passaporto francese, entrato nel Circus nel 2009 come sostituto di Nelson Piquet Junior, venne “abbandonato” quell’anno dalla Régie, in favore di Vitaly Petrov.
Ma, all’inizio della stagione 2011, sotto la nuova proprietà, Grosjean è rientrato dalla “finestra”, come test driver. Ora, che ha 25 anni, spera di indossare ancora tuta e casco in griglia di partenza. Queste le sue parole: “Chiaramente l’idea è di arrivarci l’anno prossimo. In caso contrario sarà difficile, quindi l’obiettivo è di rientrare nel 2012, altimenti vedremo cosa succede“.
Al momento Romain deve accontentarsi di uno status diverso da quello sperato, ma le implicazioni positive non mancano: “Essere il terzo pilota -conclude Grosjean- mi permette di essere aggiornato e di vivere nel paddock con gli ingegneri. E’ un’esperienza con le sue note felici, perché sei sempre con la squadra e tieni vive le tue conoscenze“.
Via | Planet-f1.com

Pat Symonds farà quest’anno il suo rientro in Formula 1, dopo essere stato estromesso per un lustro dalla disciplina in virtù del coinvolgimento nello scandalo del crashgate. L’ex ingegnere capo della Renault tornerà con un ruolo di consulente per il team Marussia Virgin Racing.
Il divieto a suo carico era stato imposto dalla Consiglio Mondiale della Fia, dopo aver valutato gli elementi sull’incidente di Nelson Piquet Junior nel Gran Premio di Singapore 2008, ordito volontariamente dai box per agevolare la rimonta di Fernando Alonso.
Quella squalifica, estesa a tutto l’universo motoristico, è stata annullata nel gennaio 2010 da un tribunale francese. Questo ha permesso a Symonds e alla sua compagnia (Neutrino Dynamics) di lavorare nel Circus, ma dall’esterno. Resta in vigore, invece, il divieto di far parte dell’organico di un team fino al 2013.
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Il team Renault ha perso in giudizio contro Nelson Piquet Senior e Junior, che avevano presentato querela nei suoi confronti per difendere la loro immagine dalle accuse della squadra d’oltralpe, in merito all’artificiosa ricostruzione dei fatti del crashgate che gli veniva imputata, come presupposto per ricattare il management, allo scopo di non far perdere il posto al pilota brasiliano.
Ricordiamo che la vicenda si lega al Gran Premio di Singapore del 2008, quando Nelsinho si rese protagonista di un incidente, volutamente provocato per agevolare la corsa dell’allora compagno di squadra Fernando Alonso. Quel fatto spinse la Fia a radiare Flavio Briatore dal Circus, alimentando una lunga scia di polemiche.
Dalla Régie giunsero delle dichiarazioni sui Piquet che l’Alta Corte di Londra ha ritenuto diffamatorie nei loro confronti. Oggi i due drivers brasiliani possono festeggiare questo successo processuale, che sgombera il campo dall’accusa di aver mentito, messa in giro dalla scuderia francese. Quest’ultima ha avuto torto e dovrà pagare i danni. Ha inoltre ammesso che le note di biasimo rilasciate a suo tempo non erano corrette.
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Alvaro Barba e Pierre Kaffer, già in testa alla classifica piloti, hanno guadagnato il titolo dell’International GT Open 2010. Ai due portacolori del team AF Corse è bastato un quinto posto con la loro Ferrari nella sfida conclusiva di Montmelò per centrare l’obiettivo.
Il weekend spagnolo si era aperto con il successo di Alvaro Parente e Nelson Piquet Junior in gara 1, quando i due avevano tagliato il traguardo davanti a Mullen e Christodolou, Broniszewski e Peter, Toccacelo e Giammaria. Questi ultimi, dopo il contatto tra Barba e Collard, si erano portati ad appena un punto dai leader, con nuove speranze in chiave campionato, ma i loro sogni sono svaniti nel match successivo.
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Come abbiamo visto, Flavio Briatore potrà tornare in Formula 1 a partire dal 2013. Una nota felice per lui, maturata dopo l’accordo con la Fia, che mette la parola fine allo scandalo di Singapore 2008, da cui era derivata la sua radiazione dall’universo motoristico. Il contenzioso è stato difficile, ma alla fine si è evitata una battaglia legale infinita.
Briatore, allora team principal della Renault, si è fatto carico della sua quota di responsabilità nel crash gate ed ha accettato di astenersi da ogni ruolo operativo nel mondo dei Gran Premi fino al 31 dicembre 2012 e da tutti gli altri eventi messi in calendario dalla federazione fino all’ultimo giorno del 2011. Questo ha portato alla decisione di reintegrarlo, sospendendo il ricorso della Fia contro la sentenza del tribunale delle Grandi Istanze di Parigi, che aveva giudicato irregolare la sua estromissione.
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Nel giorno del suo 60° compleanno, Flavio Briatore può festeggiare l’accordo con la Fia, che lo riabilita alla Formula 1 a partire dal 2013. Ricordiamo che l’ex team manager della Renault era stato radiato dal Circus dopo lo scandalo del finto incidente di Nelson Piquet Junior nel Gran Premio di Singapore del 2008.
Per il geometra cuneese è una bella notizia, anche se dovrà astenersi da ogni ruolo operativo nel mondo dei Gran Premi fino al 31 dicembre 2012 e da tutti gli altri eventi messi in calendario dalla federazione fino al termine del 2011. Con questo accordo si chiude un lungo contenzioso, iniziato dopo le denunce del pilota brasiliano.
Via | Eurosport.com

Nelson Piquet Junior, attore del finto incidente di Singapore 2008 che ha creato un terremoto alla Renault, scuotendo le coscienze della Formula 1, non ha trovato un posto nel Circus. Il pilota brasiliano sognava la gloria nei Gran Premi, ma si è dovuto accontentare di altre scelte, mettendo la felicità davanti all’ambizione.
Al giovane figlio d’arte non è rimasto che tentare l’avventura a stelle e strisce, nella serie Nascar. Già ad ottobre Nelshino aveva provato una Toyota Tundra della Truck Series, per assaggiare il mondo delle competizioni americane. Quell’esperienza avrà quindi un seguito nella terra dei sogni.

Oggi il Tribunale delle Grandi Istanze di Parigi esaminerà il ricorso presentato da Flavio Briatore contro la Fia, per tentare di ottenere l’annullamento della sentenza di radiazione emessa dal Consiglio Mondiale nei suoi confronti, dopo l’imputazione a suo carico dell’incidente di Nelson Piquet Junior nel Gran Premio di Singapore 2008. L’ex direttore della Renault chiede anche un milione di euro di danni e interessi.
Briatore è fortemente convinto che a ordire la trama contro di lui sia stato il presidente uscente Max Mosley, per fargli pagare dazio dopo gli attriti emersi fra i due, specie durante il tentativo di creare un campionato parallelo. Per i legali del manager italiano la squalifica del loro assistito violerebbe le leggi dell’Unione Europea e della Corte Europea per i diritti umani. I togati dovranno ora assumere delle scelte sul merito del provvedimento emesso dalla federazione.
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Timo Glock è il primo pilota annunciato dal team Manor Grand Prix. Il tedesco, con tre stagioni alle spalle nel Circus, dovrebbe diventare l’uomo di punta della nuova formazione, attesa al debutto nel 2010. Nel suo curriculum ci sono tre podi conseguiti negli ultimi due anni con la Toyota. L’accordo è stato possibile dopo il ritiro del team nipponico dalla Formula 1. Il contratto appena firmato è di due anni, con l’opzione per una terza stagione.
Nella squadra inglese si vive con soddisfazione la scelta. Dice il direttore tecnico Nick Wirth: “Sono assolutamente contento che Timo abbia accettato di guidare per il nostro team“. Ora ci si interroga sul nome di chi potrebbe affiancare Glock, che ritorna in campo dopo l’incidente nel Gran Premio del Giappone di quest’anno. Nelle scorse settimane si era fatta largo anche l’ipotesi Nelson Piquet Junior, ma è difficile fare un quadro con delle semplici voci.
(Grazie gagash)
Via | Bbc.co.uk

Vi abbiamo riferito ieri delle ragioni che hanno spinto Flavio Briatore ad impugnere la sentenza della Fia, che lo ha radiato a vita dall’automobilismo sportivo per la vicenda dell’incidente di Nelson Piquet Junior nel Gran Premio di Singapore 2008. Il manager italiano crede di essere vittima di un complotto, ordito ai suoi danni dal nemico Max Mosley.
Anche le procedure seguite per arrivare al verdetto lo lasciano perplesso: a suo avviso sarebbero state condizionate dal personale desiderio di rivincita del presidente uscente dell’organo. La federazione non accetta l’analisi e fa sapere all’ex direttore del team Renault che la punizione a suo carico non è viziata da elementi distorsivi, ma scaturisce da un giudizio deliberato a schiacciante maggioranza dal Consiglio Mondiale, quindi in un quadro di ampia condivisione.