La Fia, nella stessa giornata della sentenza sul caso dell’incidente di Nelson Piquet Junior nel Gran Premio di Singapore 2008, ha diramato il calendario degli appuntamenti che comporranno la stagione 2010 di Formula 1. L’auspicio di tutti è di assistere il prossimo anno a uno spettacolo agonistico leale e pulito, senza beghe politiche, sotterfugi e verdetti assegnati ai tribunali.
Ad aprire la serie iridata, articolata in 19 sfide, sarà il Gran Premio del Bahrain, in programma il 14 marzo sul circuito di Sakhir. Poi toccherà a Melbourne, Sepang, Shanghai, Barcellona, Montecarlo e Istanbul, prima del Gran Premio del Canada, che si svolgerà sulla pista di Montreal il 13 giugno prossimo: si tratta di un felice ritorno, abbracciato con affetto da molti sportivi.
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Enrico Gelpi valuta positivamente la sentenza emessa dal Consiglio Mondiale sui fatti di Singapore 2008, per l’incidente tramato dai box della Renault allo scopo di favorire la rimonta di Fernando Alonso. Ricordiamo che il collegio giudicante ha radiato a tempo indeterminato Flavio Briatore, ex team principal del team francese, infliggendo cinque anni di squalifica a Pat Symonds e due anni di pena con la condizionale alla Règie.
Dice il presidente dell’Aci: “La sentenza è congrua alla gravità dell’accaduto, ingiustificabile e fuori da qualsiasi etica. E’ stata punita in modo adeguato un’inaudita frode sportiva, che poteva avere anche gravi conseguenze sull’incolumità del pilota coinvolto, degli altri corridori in gara, dei commissari e del pubblico“. Resta comunque il rammarico per la responsabilità di un italiano nella triste vicenda.
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Due anni con la condizionale per il team Renault e radiazione a tempo indeterminato dal Circus per Flavio Briatore. Questo il verdetto pronunciato dal Consiglio Mondiale della Fia, dopo aver valutato gli elementi a sua disposizione sull’incidente di Nelson Piquet Junior nel Gran Premio di Singapore 2008, ordito volontariamente dai box per agevolare la rimonta di Fernando Alonso.
Secondo i giudici, la condotta del team, sotto la cui regia si è svolta la trama, ha danneggiato l’immagine della disciplina e messo in pericolo la vita degli spettatori presenti in pista. La scuderia francese ha riconosciuto le proprie colpe e si è scusata, dichiarandosi pronta a farsi carico degli oneri della procedura. In virtù del pentimento non è stata comminata nessuna sanzione pecuniaria, mentre l’esecutività della pena risulta sospesa.
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Mentre cresce la schiera di quanti riconoscono la responsabilità di Flavio Briatore e Pat Symonds sull’incidente di Nelson Piquet Junior al Gran Premio di Singapore 2008, studiato a tavolino per agevolare la rimonta di Fernando Alonso, si indebolisce la posizione di quanti, fino ad oggi, hanno espresso tesi di tenore diverso.
Ad alimentare la loro incertezza provvedono le parole criptiche di Patrick Pèlata, direttore generale Renault, che alla radio francese RTL ha dichiarato: “La nostra scuderia ha ritenuto che sia stato commesso un errore e questo richiama una sanzione“. Un’affermazione del genere lascia ipotizzare un’inchiesta interna dove la colpevolezza dei soggetti incriminati è emersa in maniera chiara.
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A Monza qualcuno aspettava l’annuncio, che è stato rinviato a tempi migliori. Ma Fernando Alonso, parlando dell’eventuale passaggio in Ferrari nel futuro prossimo, preferisce la prudenza: “Non possiamo essere ancora sicuri di questo, c’è ancora molto lavoro da fare“. Il pilota spagnolo, tirato dentro lo scandalo di Singapore 2008 da Nelson Piquet Senior, vorrebbe mettersi subito al volante di una “rossa”, ma ci sono alcuni aspetti da mettere a punto.
Prima che tutto vada nella casella giusta potrebbe passare del tempo, facendo slittare l’ingaggio al 2011. Anche se i fans italiani lo vedono già con la tuta del cavallino rampante, l’asturiano deve confrontarsi con una realtà meno fluida del previsto. L’incidente di Felipe Massa ha creato degli scenari nuovi ed anche il contratto di Kimi Raikkonen può rappresentare un ostacolo.
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Niki Lauda crede che la Fia debba essere severa nella punizione da infliggere alla Renault per l’incidente di Nelson Piquet Junior al Gran Premio di Singapore 2008, studiato forse a tavolino per favorire la rimonta di Fernando Alonso. L’ex campione austriaco pensa che questo sia necessario per ripristinare la credibilità del Circus.
La sentenza dovrà essere dura anche se Flavio Briatore e Pat Symonds, i due uomini al centro dello scandalo, si sono defilati dalla scuderia francese. Secondo Lauda sarebbe ingiusto che i giudici fossero clementi per il solo fatto che la Régie abbia divorziato dalle persone direttamente coinvolte nella sospetta trama.
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Nelson Piquet Senior allarga il bersaglio e cita Fernando Alonso come persona informata sui fatti del Gran Premio di Singapore 2008, dove il figlio venne spinto all’incidente per procurare l’ingresso della safety car, agevolando la rimonta dello spagnolo e il suo successo. Fino ad oggi l’asso asturiano era stato tenuto fuori dalla polemica, ma il padre di Nelsinho non risparmia nessuno.
L’ex campione del mondo brasiliano, in un’intervista al quotidiano “Diario Sport”, ha dichiarato: “Fernando sapeva tutto. Lui non poteva ignorare quanto stava succedendo. Se sei quindicesimo in un circuito cittadino non ha senso partire col serbatoio vuoto. Al limite riesci a superare tre vetture e dopo la tua ultima sosta ti ritroverai allo stesso punto. E’ una strategia senza senso“.
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Il giornale madrileno AS ipotizza un’uscita di scena dalla Renault di Flavio Briatore. La clamorosa prospettiva si legherebbe agli sviluppi del caso sollevato da Nelson Piquet Junior, sul presunto dolo dell’incidente di Singapore 2008, preparato a tavolino per agevolare la rimonta di Fernando Alonso. Ovviamente la verità sul caso non è ancora nota, ma alcuni osservatori cominciano a sospettare della colpevolezza.
Per far emerge il reale svolgimento dei fatti, la Fia avrebbe assicurato l’immunità sia al pilota brasiliano che a Pat Symonds, direttore tecnico della Régie. Così Max Mosley spera di acquisire elementi capaci di mettere Briatore con le spalle al muro. I dissapori tra i due sono infatti noti e l’occasione è ghiotta per il vecchio presidente della Federazione, che potrebbe prendersi una rivincita sul rivale a poche settimane dalla scadenza del suo mandato.
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Flavio Briatore è molto arrabbiato per l’atteggiamento di Nelson Piquet junior e senior, che accusano lui e la Renault di aver ordito l’incidente del brasiliano a Singapore per agevolare la rimonta di Fernando Alonso. Il manager piemontese non ci sta a passare per il cattivo della Formula 1 che, pur di vincere, sarebbe disposto a mettere in atto dei piani poco limpidi.
Anzi, Briatore fa della chiarezza e dell’onestà due dei suoi cavalli di battaglia. Per tale motivo, insieme al team, ha avviato un’azione legale contro l’ex pilota e suo padre: “Li abbiamo denunciati sul piano penale, perchè siamo stati ricattati. Possiamo dimostrarlo, ne abbiamo le prove“. Ad avviso del geometra cuneese, infatti, le cose sono andate in modo diverso da come insinuato.
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La Renault rompe il riserbo per difendersi dalle dichiarazioni di Nelson Piquet junior, che accusa la casa francese di aver ordito la strategia di gara che portò all’incidente del brasiliano nel Gran Premio di Singapore dello scorso anno. Secondo il figlio d’arte, quell’urto contro le barriere fu studiato a tavolino, per sancire l’ingresso della safety car nel momento più fruttuoso per la rimonta di Fernando Alonso.
I vertici della Règie, però, non sono disposti ad accettare passivamente un simile attacco sul caso che verrà discusso davanti alla Fia il prossimo 21 settembre. Secondo loro lo svolgimento dei fatti sarebbe diverso e privo di dolo. Il team d’oltralpe e Flavio Briatore hanno quindi intrapreso un’azione legale in Francia contro Piquet Junior e Senior (che ha agitato le acque), per tentata estorsione e false allegazioni.
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