
Breve ed intensa la storia della Toleman, forse l’ultimo dei garagisti inglesi, il team che porto al debutto in Formula 1 il grande Ayrton Senna, ed il brasiliano li ripago sfiorando una clamorosa vittoria al GP di Monaco nel 1984.
Ma oltre alle prime gesta di Ayrton la Toleman vide formarsi il genio di Rory Byrne, che tante soddisfazioni avrebbe dato in seguito alla Ferrari, e la sagacia tattica di Pat Symonds.
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In Formula 1 ci si interroga sul futuro della Renault. La prospettiva che tiene banco è quella di una possibile uscita dal Circus del costruttore francese, che si limiterebbe al ruolo di fornitore di motori. Al momento non è facile sbilanciarsi, ma in tanti sostengono che la casa d’oltralpe si stia guardando attorno, per cercare un compratore all’altezza della situazione. Dello stesso tenore sono i segnali che giungono da importanti membri del team.
Sul campo c’è pure un’altra prospettiva, quello di un radicale ammodernamento. Considerando anche l’eventuale permanenza, il ventaglio è quindi molto ampio, per questo ci sono visioni assortite, anche in seno alla squadra transalpina. L’ipotesi di ridursi al ruolo di motorista viene accreditata da “L’Equipe”, che oggi parla apertamente di questa possibilità. In attesa di conoscere le sue sorti, il team si è riorganizzato in forma provvisoria, per fronteggiare il vuoto nato dopo l’uscita di scena di Flavio Briatore e Pat Symonds.
Alcuni pensano all’ingresso di un partner che consenta la permanenza nel Circus. In questo filone si inseriscono le indiscrezioni sull’intervento di Gerard Lopez, che spiegherebbe la presenza di Ho-Pin Tung durante i test di Jerez. Il giovane pilota cinese fa capo alla compagnia Gravity, dove l’uomo d’affari sarebbe coinvolto. Negli ultimi giorni, però, Carlos Ghosn, presidente della Regié, si sarebbe incontrato con Bernie Ecclestone e avrebbe dato incarico a Bernard Rey di individuare un potenziale acquirente. La scelta, secondo i ben informati, sarebbe caduta su David Richards. Il nuovo team dovrebbe chiamarsi Prodrive Renault. Ma la notizia, spacciata per certa in queste ore, non è ancora tale.
Via | Eurosport.com
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Felipe Massa vuole dimenticare le vicende di Singapore 2008, ma quanto è successo in quel Gran Premio continua a produrgli un certo fastidio. Lo si si capisce dalle riflessioni senza filtri con cui si congeda dall’argomento. Il brasiliano, davanti ai giornalisti del suo paese, tira in causa Fernando Alonso: “Ho l’assoluta certezza che fosse a conoscenza del falso incidente di Nelson Piquet Junior. Non poteva non sapere. Guardando a quella gara mi viene spontaneo pensare a un furto. Il fatto che abbiano mandato a casa Flavio Briatore e Pat Symonds non cambia il succo della questione“.
Poi, a mente fredda, Massa smorza i toni della polemica. Lo fa sulle pagine del sito della Ferrari, dove scrive: “Quello che ho detto è frutto di una mia sensazione e non si basa su alcun elemento concreto. Il Consiglio Mondiale della Fia ha stabilito che non c’è nessuna prova che Fernando fosse informato di quanto sarebbe accaduto ed io rispetto questa decisione. E’ ovvio che sono molto dispiaciuto per i retroscena emersi a proposito di quella gara“.
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Anche Nico Rosberg esprime il suo punto di vista sul Gran Premio di Singapore 2008, che chiuse al secondo posto, dietro quel Fernando Alonso favorito dall’illecita strategia messa in atto dai box Renault: “La casa francese doveva essere squalificata, per via dell’imbroglio ordito dai suoi uomini. Il successo toccava a me“.
Dal pilota Williams giunge una bordata anche a Nelson Piquet Junior, uscito indenne dal processo del Consiglio Mondiale: “Ha ottenuto l’immunità in cambio della sua testimonianza sulla trama. Questo non riesco a capirlo, è implicato quanto Flavio Briatore e Pat Symonds, perché è quello che ha provocato l’incidente. Anche lui avrebbe dovuto essere sanzionato“.
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La Formula 1 torna a Singapore, dopo l’esordio dello scorso anno. Il Gran Premio sarà ancora una volta in notturna, per consolidare una scelta portata all’esordio nel 2008. Purtroppo i ricordi di quell’edizione si legano fortemente all’urto contro le barriere di Nelson Piquet Junior, ordito dai box Renault per agevolare la rimonta di Fernando Alonso. Un fatto biasimabile, lontano dallo spirito dello sport.
Quella scelta strategica è stata pagata a caro prezzo da Flavio Briatore che, dopo le dimissioni dal team, è stato radiato a tempo indeterminato da ogni ambiente collegato alla Fia. La punizione del Consiglio Mondiale tronca senza appello il futuro nel Circus del manager italiano, per il quale si prospettavano ruoli importanti nelle strutture di governo della disciplina. Più tenue, ma sempre severa, la condanna inflitta all’ingegnere capo Pat Symonds, squalificato per cinque anni, contro i due (con la condizionale) della casa francese presso cui operava.

Enrico Gelpi valuta positivamente la sentenza emessa dal Consiglio Mondiale sui fatti di Singapore 2008, per l’incidente tramato dai box della Renault allo scopo di favorire la rimonta di Fernando Alonso. Ricordiamo che il collegio giudicante ha radiato a tempo indeterminato Flavio Briatore, ex team principal del team francese, infliggendo cinque anni di squalifica a Pat Symonds e due anni di pena con la condizionale alla Règie.
Dice il presidente dell’Aci: “La sentenza è congrua alla gravità dell’accaduto, ingiustificabile e fuori da qualsiasi etica. E’ stata punita in modo adeguato un’inaudita frode sportiva, che poteva avere anche gravi conseguenze sull’incolumità del pilota coinvolto, degli altri corridori in gara, dei commissari e del pubblico“. Resta comunque il rammarico per la responsabilità di un italiano nella triste vicenda.
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Due anni con la condizionale per il team Renault e radiazione a tempo indeterminato dal Circus per Flavio Briatore. Questo il verdetto pronunciato dal Consiglio Mondiale della Fia, dopo aver valutato gli elementi a sua disposizione sull’incidente di Nelson Piquet Junior nel Gran Premio di Singapore 2008, ordito volontariamente dai box per agevolare la rimonta di Fernando Alonso.
Secondo i giudici, la condotta del team, sotto la cui regia si è svolta la trama, ha danneggiato l’immagine della disciplina e messo in pericolo la vita degli spettatori presenti in pista. La scuderia francese ha riconosciuto le proprie colpe e si è scusata, dichiarandosi pronta a farsi carico degli oneri della procedura. In virtù del pentimento non è stata comminata nessuna sanzione pecuniaria, mentre l’esecutività della pena risulta sospesa.
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Oggi i giudici del Consiglio Mondiale della Fia, guidati da Max Mosley, saranno chiamati a valutare la posizione della Renault, sul caso dell’incidente di Nelson Piquet Junior nel Gran Premio di Singapore 2008, studiato a tavolino, secondo l’accusa, per agevolare la rimonta di Fernando Alonso.
Si parla di una sentenza già scritta, con una mega multa alla casa francese e la perdita dei punti conquistati finora nel campionato costruttori. Ma, al momento, queste rappresentano delle “semplici” indiscrezioni. L’unico dato certo sono le dimissioni del team manager Flavio Briatore e del capo ingegnere Pat Symonds. Se lo gradite, fateci sapere cosa fareste, in caso di colpevolezza, nelle vesti di togati della federazione.
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Mentre cresce la schiera di quanti riconoscono la responsabilità di Flavio Briatore e Pat Symonds sull’incidente di Nelson Piquet Junior al Gran Premio di Singapore 2008, studiato a tavolino per agevolare la rimonta di Fernando Alonso, si indebolisce la posizione di quanti, fino ad oggi, hanno espresso tesi di tenore diverso.
Ad alimentare la loro incertezza provvedono le parole criptiche di Patrick Pèlata, direttore generale Renault, che alla radio francese RTL ha dichiarato: “La nostra scuderia ha ritenuto che sia stato commesso un errore e questo richiama una sanzione“. Un’affermazione del genere lascia ipotizzare un’inchiesta interna dove la colpevolezza dei soggetti incriminati è emersa in maniera chiara.
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Anche Eddie Irvine interviene sul caso nato dopo le dichiarazioni di Nelson Piquet Junior, che hanno messo in subbuglio la Renault. Ricordiamo che il pilota brasiliano, spalleggiato dal padre, ha svelato i retroscena del suo incidente nel Gran Premio di Singapore 2008, studiato a tavolino per agevolare la rimonta di Fernando Alonso. La Fia deve ancora pronunciarsi sul dolo, ma gli effetti si sono già fatti sentire, con il divorzio dalla Régie di Flavio Briatore e Pat Symonds.
Molti osservatori hanno già emesso un verdetto di colpevolezza, ma Irvine assume una posizione diversa sulla questione, ritenendo normale il comportamento tenuto dagli uomini della casa francese: “La F1 è sempre stata una guerra dove tutto è permesso“. Dice l’ex compagno di squadra di Michael Schumacher ai tempi della Ferrari: “Sono stato in diversi team e ovunque si sarebbe fatto qualsiasi cosa per raggiungere il successo. Era ovvio“.
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