
Il test di Kimi Raikkonen a bordo della Peugeot 908 ha avuto luogo, come precedentemente detto il teatro è stata la pista spagnola di Motorland Aragon.
Kimi ha inanellato 35 giri ed è stato molto soddisfatto del test, definendo la vettura molto divertente da guidare, al test erano presenti ed hanno girato anche i piloti titolari quali Montagny, Sarrazin, Pegenaud e Wurz, .
Il boss Peugeot Quesnel ha ancora una volta dichiarato che nessuna decisione è stata ancora presa, e che il test era programmato da tempo.

L’irrequieto Kimi Raikkonen esplora una nuova frontiera, dopo i Rally e la poco convincente esperienza Nascar la sua attenzione è ora rivolta alla 24 ore di Le Mans, il finnico nella giornata di mercoledì proverà la Peugeot 908 sul circuito spagnolo di Motorland Aragon.
Kimi sembra interessato alla classica gara francese, ma vuole affrontarla con una adeguata preparazione, prendendo parte ad un programma completo con la casa del leone.
Il boss della Peugeot Olivier Quesnel ha sempre visto di buon occhio l’impiego di piloti titolati e di fama sulle sue vetture, quindi l’operazione Raikkonen potrebbe veramente andare in porto e deviare iceman nuovamente verso la pista: terreno sicuramente più consono a lui.
La Peugeot 908 è stata la grande protagonista della 6 Ore di Imola, andata in scena nell’autodromo dedicato ad Enzo e Dino Ferrari. Il bolide francese ha accompagnato al successo l’equipaggio composto da Anthony Davidson e Sébastien Bourdais, che hanno preceduto al traguardo i compagni di squadra Stéphane Sarrazin e Franck Montagny.
Terzo e quarto posto per le Audi R18, con Timo Bernhard e Marcel Fassler davanti ad Allan McNish e Tom Kristensen. La sfida del Santerno, inserita nei calendari dell’Intercontinental Le Mans Cup e della Le Mans Series, è stata quindi felice per il bolide del “leone rampante”, dal cui abitacolo possiamo vivere le riprese odierne. Buona visione!

Marcel Fassler ha messo l’Audi in cima alla lista dei tempi nella seconda sessione di qualifica della 24 Ore di Le Mans. Il pilota svizzero dei “quattro anelli” ha tenuto dietro la Peugeot di Stephan Sarrazin, scavalcato all’ultimo giro. Tra i due un divario di appena 195 millesimi, che conferma il tenore della lotta.
Terzo tempo per la 908 Marc Genè, in ritardo di tre decimi dal leader. Più staccate le R18 di Tom Kristensen e Romain Dumas, giunte in quarta e quinta posizione, con la Peugeot di Pedro Lamy ad inseguire, anche se a debita distanza.
Leadership in LMP2 per Ayari su Oreca-Nissan, mentre in GT Pro l’onore della vetta tocca alla Ferrari 458 “AF Corse” di Gimmi Bruni. Il team piacentino raccoglie la pole provvisoria anche in GTAm, grazie alla performance di Marco Cioci con la F430.
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Dopo la sessione inaugurale di prove libere, che aveva visto due Audi chiudere davanti ad altrettante Peugeot, è stato un bolide del “leone rampante” a spiccare il tempo di riferimento nel primo turno di qualifica della 24 Ore di Le Mans 2011. Il miglior crono è stato ottenuto dalla 908 di Stephane Sarrazin, con 3′27″033.
Dietro di lui, a meno di un secondo di ritardo, è giunta l’Audi R18 di Marcel Fassler, che fino a mezz’ora dal termine deteneva la pole provvisoria. Terza piazza, con un gap di soli 10 millesimi sul compagno di squadra, per Timo Bernhard, davanti a Dindo Capello, staccato di tre decimi da lui. Poi le Peugeot di Marc Genè e Simon Pagenaud, ancora più lontane in classifica. Settima la 908 “Oreca” di Olivier Panis.
Da segnalare l’incidente in pista tra l’Audi di Romain Dumas e l’Aston Martin di Goethe, che ha provocato la bandiera rossa, a poco più di un’ora dalla fine delle ostilità. Non sono mancati altri contatti, il più serio dei quali sul finire del confronto, quando Leventis, leader fra le LMP2, ha capottato più volte, distruggendo la sua auto.
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Peugeot raccoglie una splendida doppietta nella 1000 km di Spa, seconda prova stagionale del campionato ILMC. La casa del “leone rampante” ha chiuso al vertice la sfida sulla mitica pista belga, rovesciando il risultato delle prove. Il successo è andato alla 908 di Wurz/Gené/Davidson, davanti alla vettura gemella di Montagny/Sarrazin/Minassian.
I due equipaggi, scattati dalle retrovie, si sono ripresi con gli interessi quanto pagato nelle qualifiche, per la scelta strategica del team di rimandare alle fasi finali la ricerca del tempo per la griglia, resa poi impossibile dall’interruzione anticipata della sessione. In gara le cose sono andate meglio, facendo svanire le illusioni di quanti si aspettavano un cammino felice per l’Audi.
I bolidi dei “quattro anelli”, scattati dalle tre posizioni di testa, sono stati costretti ad arrendersi al ritmo dei prototipi francesi, che hanno marciato con decisione verso la gloria. La prima R18 è giunta terza, ad un giro di ritardo, con l’equipaggio Capello/Kristensen/McNish. Poi le altre vetture di Ingolstadt portate in gara da Bernhard/Dumas/Rockenfeller e da Fassler/Lotterer/Treluyer, quarti e quinti al traguardo.
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L’Audi ha conquistato una splendida tripletta nelle prove di qualificazione della 1000 km di Spa. Il miglior tempo è andato alla R18 TDI di Timo Bernhard, che ha chiuso in pole position davanti a due bolidi dello stesso marchio. Poi la Peugeot 908 HDi FAP del team Oreca. Molto più indietro i “leoni rampanti” ufficiali, con Nicolas Lapierre e Simon Pagenaud al 13° e 18° posto.
Senza crono Stéphane Sarrazin, che non è riuscito ad effettuare un tentativo prima della sospensione anticipata delle ostilità, dovuta all’incidente alla Oak Pescarolo Judd di Matthieu Lahaye, che ha sbattuto violentemente tra le curve Bruxelles e Pouhon, per fortuna senza conseguenze per il pilota.
Questo fatto ha condizionato la sessione, incidendo pesantemente sul risultato della Peugeot, che aveva impostato la sua strategia sullo sfruttamento della fase finale dei giochi per inseguire il risultato, sperando di trovare la pista più sgombra. L’imprevisto, quindi, ha mandato in fumo la pianificazione del team francese, agevolando il compito dell’Audi, che si è dimostrata comunque in gran forma.
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Audi e diesel. Queste le due parole-chiave per leggere i risultati emersi dai test ufficiali della 24 Ore di Le Mans 2011. Ci spieghiamo meglio: la casa tedesca durante i test di domenica mattina ha piazzato tre vetture ai primi tre posti, e nel pomeriggio ha ottenuto nuovamente il miglior tempo. L’altro dato emerso con forza è che, anche con i nuovi regolamenti, i prototipi diesel sembrano ancora scendere da un altro pianeta rispetto al resto della pattuglia.
Il distacco imposto dalle R18 e dalle 908 durante i test è di almeno 7-8 secondi al giro rispetto alle migliori tra le “altre” LMP1, prime fra tutte la Pescarolo-Judd e la Rebellion-Toyota, che hanno facilmente avuto ragione della vecchia Lola-Aston Martin. Quest’ultima, visti i tempi messi a segno, rischia un pressing stretto da parte delle migliori LMP2, a partire dalle Oreca Nissan che non prendono nemmeno 2″ al giro.
Per la cronaca, i tempi migliori sono stati il 3′27”687 per la vettura dei quattro anelli di Capello-Kristensen-McNish-Bonanomi, il 3′27″815 della gemella pilotata da Bernhard-Dumas-Rockenfeller ed il 3’27’’876 per il prototipo del Leone affidato alle mani di Sarrazin-Davidson-Montagny. Tra le vetture GT, solo la 458 Italia Hankook di Farnbacher-Simonsen-Keen è scesa sotto i quattro minuti, con il suo 3′59″966. Alle sue spalle, staccata di sei decimi, la gemella gestita da AF Corse e pilotata da Fisichella-Bruni-Vilander.
La nuova Peugeot 908, presentata a inizio febbraio a Parigi, si prepara a correre per la prima volta sul circuito della 24 Ore di Le Mans. Sarà la giornata di test del 24 aprile, di nuovo in calendario dopo due anni di assenza, a segnare il debutto della vettura sulla pista della Sarthe.
Domenica prossima saranno tre le nuove Peugeot che copriranno per la prima volta i 13.629 metri del leggendario autodromo francese. Le informazioni raccolte nelle numerose sessioni di prove precedenti e alla 12 Ore di Sebring, saranno confrontate con le specificità del tracciato di Le Mans.
“Abbiamo già corso su circuiti che in alcune parti ritroveremo alla 24 Ore, ma nessuno equivale completamente al tracciato della Sarthe”, ricorda Bruno Famin, Direttore Tecnico di Peugeot Sport. “Poter effettuare questa giornata di test è indispensabile soprattutto portando al debutto una nuova vettura. Dopo Sebring abbiamo portato avanti il nostro programma partecipando a sessioni di prove a Monza, Le Castellet e Aragon. Per il 24 aprile, le tre vetture avranno programmi definiti intorno a tre temi: gli pneumatici, l’aerodinamica e il set-up meccanico”.
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Con grande sorpresa, il successo nella 12 Ore di Sebring è andato alla vecchia Peugeot 908 HDi “Oreca” di Nicolas Lapierre, Loic Duval e Olivier Panis. La loro auto, costante e affidabile, ha tagliato il traguardo dell’appuntamento inaugurale dell’Intercontinental Le Mans Cup con 31″ di vantaggio sulla HPD ARX-01e “Highcroft” di Brabham, Franchitti e Pagenaud.
Queste le parole di Duval dopo la bandiera a scacchi: “Non ci aspettavamo di essere così veloci e fortunati. Alla fine della sfida abbiamo raccolto un grande risultato per la nostra squadra“. Impossibile dargli torto, visto che tutti si aspettavano un successo della nuova 908, ma la creatura più recente del “leone rampante” ha mancato le aspettative del team ufficiale.
Montagny, Sarrazin e Lamy sono infatti giunti terzi, anche se la loro marcia è stata rallentata dalla sostituzione del muso e da un testacoda. L’altra creatura transalpina -condotta da Gené, Wurz e Davidson- è arrivata ottava, dopo il contatto con l’Audi R15 Plus di Capello, McNish e Kristensen. I tre alfieri di Ingolstadt hanno pagato un dazio minore, chiudendo in quarta piazza, davanti ai compagni di squadra Bernhard, Dumas e Rockenfeller, protagonisti di una doppia foratura nelle fasi iniziali.
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