Oggi gustiamo le linee, il rombo e le impressioni onboard della Dino 246 GT, una creatura dedicata al figlio di Enzo Ferrari che, nel 1969, prese il posto della Dino 206 GT. Dalla sigla numerica si colgono alcuni dei suoi elementi caratteristici: la cubatura di 2.4 litri e l’uso di un propulsore a 6 cilindri. La vettura nacque con l’obiettivo di intercettare nuovi e più vasti segmenti di clientela.
Per riuscirci sfruttava un prezzo di listino meno impegnativo e l’intrigante disposizione posteriore centrale del motore che, con il suo carico di novità, creò interesse attorno alla nuova creatura. La Dino è stata infatti la prima stradale uscita dai cancelli di Maranello a distinguersi per questa architettura tecnica. La sua linea, morbida e ondulata, esprime ancora oggi un grande carattere.
Firmata da Pininfarina, divenne presto un must, una pietra miliare imprescindibile per gli sviluppi successivi di tutta la produzione Ferrari. Le pinne alle spalle dell’abitacolo, che si raccordano dolcemente alla coda, si elevarono a nota estetica di tanti modelli nati dopo di lei. Anche le luci posteriori sdoppiate ebbero lo stesso destino. Questo piccolo grande gioiello, dal fascino ammaliante, godeva della spinta di 195 cavalli, chiamati a muovere sportivamente un corpo vettura pesante 1080 kg.
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La Ferrari Testarossa è un gioiello che ha fatto epoca. Il fascino di questa creatura è sublime, vero e intenso, già a partire dal cuore. Dodici sono i suoi cilindri, come da nobile tradizione, 180 i gradi fra le due bancate, come sulle monoposto 312. E’ un motore che proviene dalla corse, ma adatto all’uso stradale.
Il suono che promana inebria i sensi dei cultori della bella meccanica, sedotti dal suo inimitabile fascino. Esaltanti le sue prestazioni, suadente il suo carattere, unico il suo stile. La linea della carrozzeria è un capolavoro assoluto, incantevole nelle sue innovative proporzioni. Nasce dal genio di Pininfarina e…si vede!
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La Ferrari 308 Gtb è un capolavoro d’arte firmato Pininfarina. Questa berlinetta, spinta da un rombante 8 cilindri, è stata più volte accompagnata al successo nei rally, dove si è messa in luce negli anni Ottanta. Strano vedere una vettura del “cavallino rampante” danzare tra dossi, cunette e strade sterrate, ma è quello che è successo. Piacevole ricordare i suoi trionfi, spinti dall’abbraccio affettuoso dei tifosi, che si esaltavano al passaggio della “rossa”.
Negli anni ottanta la creatura di Maranello seppe mettersi in luce nella disciplina, confermando il suo carattere sportivo. La gallery odierna è dedicata all’esemplare con telaio numero 22409. Si tratta di una versione preparata da Michelotto con specifiche di gruppo B, per eventi quali il Tour de France, la Targa Florio ed altri ancora. L’auto si è battuta in diverse prove del Campionato Italiano Rally con i colori della Pro Motor Sport. Ancora oggi continua a far sognare.
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James Glickenhaus conferma l’intenzione di portare in pista la Ferrari P4/5, realizzata da Pininfarina nel 2006, partendo dalla mitica Enzo. Ne danno notizia i cugini di Autoblog, che pubblicano una ricostruzione del possibile aspetto dell’auto in versione racing. E’ stato lo stesso magnate americano a dare comunicazione della volontà agonistica, che dovrebbe sfociare in un impegno alla 24 Ore del Nurburgring del 2010.
Il progetto prosegue e l’idea si sta evolvendo. E’ lo stesso proprietario a svelare i primi dettagli nei suoi interventi sul forum Ferrarichat. Le ultime soffiate di Glickenhaus riferiscono che non sarà l’esemplare unico ad affrontare i cordoli, ma una vettura gemella specificamente sviluppata, dove il glorioso V12 lascerà spazio a un compatto V8, più idoneo in termini di consumi per la difficile maratona.
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La 612 P 4/5 è un esemplare unico, nato sulla base della Enzo, che sperimenta un nuovo lessico stilistico per offrire un prodotto esclusivo all’acquirente, il collezionista americano James Glickenhaus. Disegnata, progettata e costruita da Pininfarina, questa creatura ha trasformato un semplice sogno in splendida realtà.
La sua linea lascia estasiati, immersi nell’incanto delle sinuose curve e delle magiche e perfette proporzioni da top model. Il frontale, nitido e levigato, apre lo sguardo a un trionfo di fluenti volumi che profumano di raffinata grinta in ogni centimetro di carrozzeria.
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