
Ross Brawn pensa che molte squadre faranno ricorso alla strategia delle tre soste nella stagione 2011, ma in qualche caso potrebbero essere opportuni quattro pit stop. La maggiore frequenza delle tappe ai box si lega all’arrivo dei pneumatici Pirelli che, per l’impostazione voluta dalla Fia, hanno un alto indice di degrado rispetto alle coperture dello scorso anno.
Questa elevata usura si traduce in grandi perdite del ritmo dopo alcuni giri, per un decadimento qualitativo che dovrebbe alimentare un valzer di ingressi in pitline. In alcuni casi effettuare una sosta in più potrebbe rivelarsi la strategia migliore. Ecco cosa dice a tal proposito il team principal della Mercedes GP: “Le nuove gomme si degradono in modo piuttosto lineare, per poi precipitare all’improvviso. Meglio evitare la fase critica, perché si può perdere un bel po’ di tempo“.
“L’ideale -aggiunge Brawn- è trovare la giusta combinazione per ottenere il miglior passo di gara con il numero minimo di soste ai box. Penso che la maggior parte dei protagonisti punterà sulle tre fermate. Se si arriva a quattro allora vuol dire che, probabilmente, si usano le gomme peggio del dovuto, con la difficoltà aggiuntiva di recuperare il tempo extra perso nel pit-stop supplementare. Ma dipende dalle circostanze. In qualche caso il modello delle quattro soste può essere vincente“.
Via | Planet-f1.com

“Da una parte c’è la soddisfazione per la prestazione che abbiamo fatto vedere oggi, dall’altra il dispiacere per un risultato inferiore a quello che potevamo ottenere.
Avevamo tutti gli elementi al posto giusto per vincere: la velocità della macchina, la migliore scelta strategica in termini di gomme, la qualità del lavoro della squadra ai pit-stop.
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Come abbiamo visto, quello di Jules Bianchi è stato un debutto positivo in GP2 Asia, con una bella prestazione sul tracciato di Yas Marina, ad Abu Dhabi. Il pilota della Ferrari Driver Academy e dell’ART Grand Prix ha ottenuto un brillante terzo posto nella prima gara e si è classificato al settimo nella prova sprint.
In entrambe le sfide, il talentuoso driver si è messo in luce per il suo temperamento, che ha regalato momenti di gradevole agonismo al pubblico, grazie ai molti sorpassi effettuati in pista. Un dato, questo, che conferma le sue doti di aggressività e velocità.
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Gara penalizzata da un colpo di scena nel finale per Matteo Bobbi al Paul Ricard nel penultimo appuntamento del campionato FIA GT 2009.
A pochi giri dalla conclusione, quando il terzo gradino sul podio sembrava ormai conquistato, si è resa necessaria un’imprevista sosta ai box per uno splash a causa di un’anomalia nell’ultimo rifornimento dove non era stato imbarcato tutto il carburante previsto. La Maserati MC12 numero 33 ha così tagliato il traguardo solo sesta, lontana purtroppo dalle posizioni di testa.
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La Scuderia Ferrari Marlboro torna con cinque punti dalla trasferta nella terra dei samurai. Kimi Raikkonen ha chiuso al quarto posto il Gran Premio del Giappone, mentre Giancarlo Fisichella si è dovuto accontentare della dodicesima posizione.
Quando mancano due gare all’appello, la casa del “cavallino rampante” conserva il terzo posto nella classifica costruttori, anche se il margine di vantaggio sulla più immediata inseguitrice si è ridotto a due sole lunghezze. Davvero poco per sentirsi tranquilli.
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Rubens Barrichello è felice come un bambino per il successo conseguito nel Gran Premio d’Europa di Formula 1, che si è disputato sul tracciato di Valencia. Ma il primo pensiero del brasiliano è per Felipe Massa, ferito da una molla della sua Brawn in occasione delle qualifiche della gara di Budapest: “Voglio dedicare a lui questa vittoria“.
Parlando della sfida di ieri, i pensieri di Barrichello corrono al lungo digiuno, durato un lustro: “Cinque anni sono lunghi, ma non ho dimenticato come si fa a vincere. E’ stata dura: in gara spingi, spingi e ti passano per la testa un sacco di cose. Vuoi vincere per te stesso, per il tuo paese, per la famiglia. Quello spagnolo è stato un week-end fantastico, non lo dimenticherò mai. Mi piacerebbe che le emozioni di questo momento durassero per sempre“.
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La Renault è stata sospesa per un Gran Premio a causa della ruota persa da Fernando Alonso dopo il primo pit-stop sulla pista dell’Hungaroring. Il team ha fatto appello: solo se verrà accolto le vetture della Régie saranno ai nastri di partenza del prossimo appuntamento, che si svolgerà a Valencia il 23 agosto.
La punizione è stata inflitta dai commissari della gara ungherese, dopo aver sottoposto ad osservazione il caso incriminato. Alla fine è maturata la decisione di condannare la negligenza della squadra francese, rea di aver mandato in pista il suo pilota pur sapendo che la gomma anteriore destra era stata fissata male.
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Helio Castroneves ha vinto la 500 Miglia di Indianapolis. Per lui è il terzo successo nella classica sfida a stelle e strisce. Un sigillo che giunge a completamento di una gara iniziata male dalla pole position: il brasiliano cede infatti a Dario Franchitti il comando delle danze al primo re-start, dopo l’incidente tra Mario Moraes e Marco Andretti.
La tornata inaugurale dei pit-stop fa scorrere Ryan Briscoe in seconda posizione. Al trentaduesimo giro, anche Scott Dixon passa Castroneves, soffiandogli la terza piazza. Ma la sfida è ancora lunga. Al re-start del 64° giro, Briscoe perde terreno vistosamente e recupera la pit line, per un treno di gomme non performante, che gli crea diversi problemi. Dixon passa in testa.
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Il cambio di strategia, che ha ridotto il numero dei pit-stop di Jenson Button nel Gran Premio di Spagna di Formula 1, ha alimentato diverse speculazioni su un possibile atteggiamento di stampo gerarchico della Brawn GP, volto a favorire il leader del campionato rispetto al compagno di squadra Rubens Barrichello. Ma dal team inglese smentiscono seccamente ogni ipotesi del genere.
Lo dice Ross Brawn: “Non abbiamo voluto creare vantaggi. Spero che Rubens ne sia consapevole, perché non stiamo privilegiando Button“. Informato del malumore del brasiliano, il manager britannico risponde: “E’ naturale. Un pilota che viene battuto ed è felice non è il tipo di pilota che voglio avere nella mia squadra. Il fatto che Barrichello sia deluso è naturale, troverei strano se fosse contento dopo essere stato un secondo più lento di Button“.
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Dopo una stagione infelice in Nascar, Dario Franchitti riscopre il gusto della vittoria in Indycar, tagliando per primo la linea del traguardo a Long Beach, secondo appuntamento stagionale della serie. Scattato male allo start, il pilota Ganassi si fa sfilare subito da alcuni rivali, mentre il poleman Power compie una partenza imperiosa.
Fino al quinto passaggio i giochi sembrano congelati, con Matos e Wilson in seconda e terza posizione. Dietro di loro Franchitti, che supera i due che lo precedono. Davanti a lui solo il leader della gara. Tutto procede regolarmente, ma al 15° giro c’è un rallentamento per l’incidente di Conway, finito contro le barriere di protezione.
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