
Michelin sarà il partner della DeltaWing impegnata nella 24 ore di Le Mans 2012, la cosa è stata ufficializzata ieri con una conferenza stampa organizzata a Road Atlanta nell’ambito della petit Le Mans.
L’avveniristica vettura americana è molto diversa dagli altri prototipi Lmp1, e come tale ha bisogno di pneumatici appositamente studiati, la Michelin svilupperà gomme da 15” al posto di quelli da 18” usate dagli altri prototipi.
La DeltaWing che sarà gestita dall’Highcroft Racing ha un peso di 450Kg, la metà delle Lmp1 e ha una potenza di 300CV, unita ad una resistenza aerodinamica molto ridotta, tutti elementi che lasciano presagire un consumo molto ridotto di coperture.

La Pirelli è sempre molto attiva nel lavoro di sviluppo dei suoi pneumatici, il team italiano si trova adesso presso il circuito di Montmelò in Spagna, con il suo tester ufficiale Lucas di Grassi.
Le prove sono finalizzate a testare i nuovi pneumatici che verranno utilizzati nel Campionato 2012, queste nuove mescole saranno a disposizione dei team per una prima presa di contatto durante i test riservati ai giovani piloti che sono in programma a metà novembre sul circuito di Yas Marina.
Le squadre che saranno in pista in occasione di questi test sono Ferrari con Jules Bianchi, la Sauber con Esteban Gutierrez, la Mercedes con Sam Bird e Gary Paffett, la Williams con Valterri Bottas, ed infine la Red Bull con Jean-Eric Vergne.

Tempo fa l’argomento pneumatici da qualifica era tornato in auge, la Pirelli aveva ammesso che l’idea di reintrodurre mescole super morbide e performanti per i giri di qualifica era in fase di valutazione.
Lo stesso Paul Hembery tramite Twitter smentisce però questa possibilità almeno in chiave 2012, dovranno decidere i team spiega il simpatico responsabile della Pirelli, ma comunque è una ipotesi aperta per gli anni a venire.
Certo il ritorno di mescole più performanti per le qualifiche è un argomento che cozza contro tutti i discorsi di riduzione dei costi e di escalation prestazionale incontrollata, e probabilmente aumenterebbe ancora di più il divario tra le squadre di punta con più mezzi e risorse e gli altri team.

La Pirelli sta assolvendo con impegno la fornitura di pneumatici per la F1, e dopo le difficoltà dei primi GP i progressi nelle mescole sono stati evidenti ed il lavoro di sviluppo e miglioramento non si ferma.
Per il prossimo GP del Nurbungring il gommista italiano porterà due mescole Soft e Medium riviste per contenere il degrado, e per questo il responsabile Paul Hembery azzarda che nonostante il circuito tecnico quasi tutti i Team adotteranno una strategia a due soste, vediamo le sue parole: “Il Nurburgring è uno dei circuiti più tecnici dell’anno, con gli pneumatici sottoposti a una notevole forza laterale, fattore che rende molto importante la strategia.
Anche se sono contigui nella nostra gamma, c’è comunque uno step significativo tra gli pneumatici P Zero Yellow soft e P Zero White medium, come abbiamo visto l’ultima volta in cui questa combinazione è stata usata, nel Gran Premio d’Europa, a Valencia”.
Continua a leggere: F1: nuove mescole Pirelli per il GP del Nurburgring

Il GP d’Europa di Valencia non è stata una gara particolarmente interessante dal punto di vista dello spettacolo: dal tipo di circuito forse era lecito aspettarsi di più, ma comunque gli spunti interessanti non sono mancati, e le strategie legate all’uso più intelligente possibile delle coperture Pirelli la fanno da padrone.
Questa stagione, è condizionata come non vedevamo da anni dalla gradazione di durezza delle mescole, da come i piloti le gestiscono, e soprattutto da come le squadre pianificano i cambi e l’alternanza delle mescole dure e morbide.
A valencia i primi tre al traguardo sono partiti con i PZero soft per poi passare ai medium, e tutti e tre hanno adottato una strategia a tre soste, tra i piloti arrivati a punti c’è anche chi ha optato per una strategia a due soste, Jaime Alguersuari ottavo all’arrivo.
Continua a leggere: Formula 1: considerazioni di Paul Hembery su gomme e strategie

Aggiustamenti al sistema di marchiatura colorato applicato agli pneumatici Pirelli, sappiamo dei diversi colori del logo che contraddistinguono sia la tipologia “ asciutto bagnato” che la durezza della mescola.
Ora però la Pirelli segue un po’ la strada dei predecessori della Bridgestone, e questo fine settimana a Sepang la versione più morbida della gomma ( sempre che verrà usata, causa probabile pioggia ) avrà anche una striscia color oro che correrà lungo il fianco.
Questa variazione è dovuta al fatto che in Australia la sola differenza di colore del logo non si distingueva bene in velocità creando qualche confusione. Un portavoce della Pirelli ha spiegato però che la soluzione della striscia è solo temporanea per le gare di Sepang e Shangai, poi si tornerà alla sola soluzione originaria, ottimizzando la quantità di colore sul logo per renderlo più distinguibile.

Martin Whitmarsh esce allo scoperto in difesa della Pirelli, invitando team e piloti a riflettere di più prima di criticare il costruttore di pneumatici. Al nuovo fornitore di gomme per la Formula 1 era stato chiesto di creare dei prodotti a più rapido consumo, per aumentare la quantità di pit-stop durante le gare, allo scopo di animarle. Ma diversi protagonisti hanno espresso delle riserve.
L’azienda italiana è stata oggetto di molte critiche, sin dai primi test collettivi, per l’alto livello di degrado sofferto dalle sue coperture. Whitmarsh è deluso dal fatto che non vengano messi in luce gli aspetti positivi di questi pneumatici: “Ci sono lamentele sull’usura, ma nessuno parla della buona aderenza fornita dalle gomme fresche. Il consumo è notevole solo perchè il grip è altrettanto significativo“.
“I piloti e le squadre -aggiunge il team principal della McLaren- dovrebbero forse essere più attenti nelle loro espressioni. E’ facile brontolare, ma volevamo più soste ai box durante i Gran Premi, per aumentare lo spettacolo. Dalla mia posizione in seno alla Fota, apprezzo l’operato di Pirelli, che ha interpretato bene il bisogno di pneumatici più estremi, avvertito da molti di quelli che ora criticano“.
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Pirelli è soddisfatta dell’esito dei test di preparazione al prossimo campionato del mondo di Formula 1. Il produttore italiano crede di poter concorrere ad animare la stagione, grazie alle nuove coperture, che dovrebbero far crescere i pit stop in gara.
In questo modo si spera di rendere più effervescente il confronto, invertendo la linea di sviluppo della Bridgestone, che aveva portato a gomme molto resistenti, capaci di durare anche un intero Gran Premio. Per ottenere questo è stato svolto un attento lavoro, che dovrebbe produrre i suoi effetti in pista, aggiungendo un altro fattore di incertezza alle sfide del 2011.
Il maggior tasso di degrado delle coperture Pirelli renderà frequenti le soste ai box, rimescolando più spesso le carte. Paul Hembery, responsabile del reparto motorsport dell’azienda italiana, è fiducioso: “Da quello che abbiamo visto nelle prove collettive, siamo convinti che vedremo due pit stop per gara, che potrebbero ridursi ad uno su certe piste e crescere a tre in altre, a seconda delle vetture e delle caratteristiche del circuito“.
Continua a leggere: F1, Pirelli spera di animare i Gran Premi

Mark Webber, in un’intervista pubblicata su formula1.com, racconta le sue sensazioni dopo i primi giorni di test collettivi, confermando le sensazioni positive espresse da molti osservatori sulla sua vettura. L’opinione generale, nel paddock, è che la nuova Red Bull RB7 sia una degna erede della monoposto che ha permesso alla squadra austriaca di vincere i titoli iridati dello scorso anno.
Nelle prove compiute fino ad oggi il bolide 2011 ha dato dei segnali incoraggianti agli uomini di Dietrich Mateschitz, confermando le impressioni sul suo conto. Ovvio che nella fase attuale, orientata alla preparazione della stagione agonistica alle porte, nessuno voglia mettere in mostra l’effettivo potenziale, ma il pilota australiano è fiducioso e si aspetta cose buone dalla sua vettura.
Queste le parole di Webber: “La RB7 è nata sana e cresce bene, anche se resta ancora tanto da fare. Sul versante delle prestazioni stiamo realizzando dei progressi, ma è difficile compiere dei paragoni con gli altri, per la natura del confronto di questi giorni, utilizzato da tutti per conoscere e sviluppare al meglio i prodotti da gara“.
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Manca ancora un dettaglio all’impegnativo programma del ritorno della Pirelli come fornitore unico della massima formula: si tratta del metodo che verrà usato per marcare le gomme.
Sappiamo che la Pirelli per ogni gara dovrà portare due diverse mescole, così come faceva la Bridgestone: cioè una più dura conosciuta come “Prime”, ed una più morbida la “Option”, che nel corso della gara per regolamento ( a dire il vero molto discutibile) i team devono necessariamente utilizzare.
Il gommista giapponese come ricordiamo usava distinguere le due tipologie di pneumatici tramite una striscia verde che contraddistingueva le “Option”, la Pirelli invece non ha ancora deciso quale sistema di identificazione adotterà per distinguere rapidamente le due mescole durante i GP.