
Dominio della Racing Box alla 6 ore di Vallelunga, che vince con l’equipaggio Francioni-Piscopo-Biagi, e precede di 8 giri la vettura gemella di Piccini-Piccini-Geri.
La partenza avviene in regime di safety car causa la nebbia del mattino, e le due Lola forzano subito l’andatura, con Francioni che passa Andrea Piccini e si prende la testa della corsa, mantenendola fino alla fine.
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L’avveniristico tracciato di Abu Dhabi ha ospitato l’appuntamento conclusivo del campionato di Formula Uno e le due gare iniziali della GP2 Asia Series, che tornerà su questa pista a febbraio 2010.
Nel secondo match sul circuito di Yas Marina, la fortuna non è dalla parte della della nuova coppia formata da Daniel Zampieri e Vladimir Arabadzhiev, con cui il team Piquet GP affronta il campionato asiatico.
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Il GP del Giappone è andato in archivio con una grande prestazione di Vettel che così resta ancora aggrappato alle speranze mondiali, segue uno strepitoso Jarno Trulli che regala un secondo posto in casa ai nipponici da incorniciare, e Lewis Hamilton autore anch’esso di un’ottima gara.
Vediamo proprio come si sono espressi i tre piloti a podio dopo la gara: Sebastian Vettel – Red Bull – 1° : “Che gara ! Avevamo già la pole ed eravamo i favoriti come strategia, ma prima c’è la partenza.
Sebastian Vettel è visibilmente felice per il successo conseguito oggi nel Gran Premio del Giappone di Formula 1. Il pilota tedesco della Red Bull ha centrato a Suzuka un successo che lo riempie di gioia: “Che gara! E’ bello tornare a vincere“. Adesso la sua situazione di classifica migliora, tendendo aperta la speranza della matematica, ma il titolo piloti resta un miraggio, per i 16 punti di ritardo dal leader. Davvero tanto, se si considera che mancano solo due appuntamenti all’appello.
Più facile togliere il secondo posto a Rubens Barrichello, che lo precede di due sole lunghezze. Il week-end di Vettel si è chiuso nel migliore di modi, con un meritato trionfo sotto la bandiera a scacchi: “Già ieri, con la conquista della pole, ero fiducioso. Al via ho visto lo scatto di Hamilton, ma ero all’interno, in vantaggio. Poi ho spinto a testa bassa, giro dopo giro, fino a conquistare un discreto vantaggio. Tutto ha funzionato bene e sono riuscito a mantenere il controllo della situazione fino al termine“.

Felipe Massa, in un’intervista al canale televisivo Globo, ha affermato che la battaglia di Singapore 2008, vinta da Fernando Alonso, gli ha impedito di centrare il mondiale. Quella del brasiliano non è una polemica nei confronti del nuovo compagno di squadra, ma un’accusa verso chi gestisce le sorti della Formula 1.
Secondo Massa, la classifica doveva essere rivista dopo lo scandalo dell’incidente di Nelson Piquet Junior, studiato a tavolino dagli uomini Renault. La strategia subdola ordita dai box della Règie lo ha privato ingiustamente di un risultato migliore, per via del pessimo pit stop della Ferrari dopo l’ingresso in pista della safety car. Ma la giustizia sportiva ha lasciato inalterata la geografia dell’evento, senza azzerarne l’impatto. Parlando di quella tappa, Massa dice: “Tutto quello che è successo è stato un furto, che ha cambiato le sorti del campionato, facendomi perdere il titolo. Nulla, però, è stato fatto sul fronte della classifica, visto che la gara non è stata annullata. Questo non è corretto“.
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Secondo successo stagionale per la McLaren che, con Lewis Hamilton, conclude al comando il Gran Premio di Singapore di Formula 1, confermando lo stato di grazia espresso nelle qualifiche di ieri. Nessun problema per il vincitore, che ha dominato in modo autorevole il confronto, guadagnando con merito il gradino più alto del podio. Alle spalle della sua freccia d’argento sono giunte la Toyota di Timo Glock e la Renault di Fernando Alonso.
Quarto posto per la Red Bull di Sebastian Vettel, nel gruppo di testa fino alla penalità rimediata in occasione della seconda sosta. Più indietro le Brawn GP di Jenson Button e Rubens Barrichello, seguite dalla McLaren di Heikki Kovalainen e dalla Bmw Sauber di Robert Kubica. Problemi ai freni hanno costretto al ritiro Mark Webber, facendo svanire i suoi sogni mondiali. Giornata incolore per la Ferrari, costretta ad accontentarsi della decima e tredicesima posizione. Ma andiamo alla cronaca della gara.
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Con la prime due sessioni di prove libere, in programma venerdì, si accenderanno i riflettori sulla seconda edizione del Gran Premio di Singapore, unica tappa del mondiale di Formula 1 in notturna. A tenere banco è però la nota vicenda Renault, nonostante la sentenza emessa dal Consiglio Mondiale il 21 settembre scorso.
Giancarlo Minardi, dall’alto della sua esperienza, ha commentato ai microfoni di Minardi.it l’allontanamento di Flavio Briatore dal mondo delle corse, dichiarandosi indignato per il trattamento riservato all’ex Managing Director della scuderia francese: “Non è facile rilasciare delle dichiarazioni in merito ad un argomento così complesso, leggendo le notizie solamente dalla carta stampata, in quanto è molto facile cadere in errore“.
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Dopo aver salutato la stagione europea con un altro podio nella sfida di casa a Monza, la Scuderia Ferrari Marlboro si prepara alle ultime quattro gare dell’anno, a cominciare dal Gran Premio di Singapore. Su questa pista, nel 2008, si è disputata la prima corsa in notturna della Formula 1, sciogliendo le perplessità delle squadre, perché la luce artificiale è stata così buona da non minare le condizioni di visibilità.
Restano i dubbi sugli effetti in caso di pioggia, che non si è manifestata lo scorso anno. Questa volta, però, le previsioni sembrano di tenore diverso ed indicano la possibilità di forti temporali, ma resta da vedere se arriveranno durante i periodi di attività in pista. Le temperature attese si attestano fra i 25 e i 31 gradi Celsius.
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Nelson Piquet Senior allarga il bersaglio e cita Fernando Alonso come persona informata sui fatti del Gran Premio di Singapore 2008, dove il figlio venne spinto all’incidente per procurare l’ingresso della safety car, agevolando la rimonta dello spagnolo e il suo successo. Fino ad oggi l’asso asturiano era stato tenuto fuori dalla polemica, ma il padre di Nelsinho non risparmia nessuno.
L’ex campione del mondo brasiliano, in un’intervista al quotidiano “Diario Sport”, ha dichiarato: “Fernando sapeva tutto. Lui non poteva ignorare quanto stava succedendo. Se sei quindicesimo in un circuito cittadino non ha senso partire col serbatoio vuoto. Al limite riesci a superare tre vetture e dopo la tua ultima sosta ti ritroverai allo stesso punto. E’ una strategia senza senso“.
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Dopo il divorzio dalla Renault di Flavio Briatore e Pat Symonds, ci si interroga sulle motivazioni che stanno dietro la scelta. Per inquadrare il caso bisogna andare a ritroso, fino all’incidente di Nelson Piquet Junior al Gran Premio di Singapore del 2008. Il pilota brasiliano, licenziato dalla Règie, ha puntato l’indice contro l’ex squadra, accusandola di aver studiato a tavolino la sua uscita, per favorire la rimonta di Fernando Alonso, sfruttando l’ingresso della safety car.
Il team manager italiano ha sempre negato ogni addebito, mentre Symonds è stato nebuloso sulle risposte. Ecco perché la federazione gli ha garantito l’immunità in caso di confessione. Qualcuno sospetta che questo piano sia stata ordito da Max Mosley, nel tentativo di spingere lo stato maggiore della Renault a sacrificare il “nemico” Briatore in cambio di una decisione benevola del Consiglio Mondiale, che si riunirà il 21 settembre per l’udienza decisiva.
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