
Niki Lauda crede che la Fia debba essere severa nella punizione da infliggere alla Renault per l’incidente di Nelson Piquet Junior al Gran Premio di Singapore 2008, studiato forse a tavolino per favorire la rimonta di Fernando Alonso. L’ex campione austriaco pensa che questo sia necessario per ripristinare la credibilità del Circus.
La sentenza dovrà essere dura anche se Flavio Briatore e Pat Symonds, i due uomini al centro dello scandalo, si sono defilati dalla scuderia francese. Secondo Lauda sarebbe ingiusto che i giudici fossero clementi per il solo fatto che la Régie abbia divorziato dalle persone direttamente coinvolte nella sospetta trama.
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Nelson Piquet Senior allarga il bersaglio e cita Fernando Alonso come persona informata sui fatti del Gran Premio di Singapore 2008, dove il figlio venne spinto all’incidente per procurare l’ingresso della safety car, agevolando la rimonta dello spagnolo e il suo successo. Fino ad oggi l’asso asturiano era stato tenuto fuori dalla polemica, ma il padre di Nelsinho non risparmia nessuno.
L’ex campione del mondo brasiliano, in un’intervista al quotidiano “Diario Sport”, ha dichiarato: “Fernando sapeva tutto. Lui non poteva ignorare quanto stava succedendo. Se sei quindicesimo in un circuito cittadino non ha senso partire col serbatoio vuoto. Al limite riesci a superare tre vetture e dopo la tua ultima sosta ti ritroverai allo stesso punto. E’ una strategia senza senso“.
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La Renault è stata sospesa per un Gran Premio a causa della ruota persa da Fernando Alonso dopo il primo pit-stop sulla pista dell’Hungaroring. Il team ha fatto appello: solo se verrà accolto le vetture della Régie saranno ai nastri di partenza del prossimo appuntamento, che si svolgerà a Valencia il 23 agosto.
La punizione è stata inflitta dai commissari della gara ungherese, dopo aver sottoposto ad osservazione il caso incriminato. Alla fine è maturata la decisione di condannare la negligenza della squadra francese, rea di aver mandato in pista il suo pilota pur sapendo che la gomma anteriore destra era stata fissata male.
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La Fia esprime la propria soddisfazione per la sentenza emessa dal Tribunale delle Grandi Istanze di Parigi sul ricorso presentato dalla Ferrari che, come abbiamo visto, è stato bocciato. Così gli uomini delle federazione potranno andare avanti sulla loro strada, fatta di importanti novità per il prossimo anno, che dipingeranno una nuova geografia del Circus.
Max Mosley accoglie compiuciuto il verdetto e sfrutta l’occasione per lanciare un’altra frecciata al Cavallino Rampante: “Nessun concorrente dovrebbe mettere i suoi interessi al di sopra di quelli dello sport a cui partecipa. Le squadre ed i nostri partner commerciali continueranno a lavorare per il bene della Formula 1 nel 2010 e nel futuro“. Ma a questo punto ci si chiede quale sia, veramente, il bene del Circus.
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Ha prodotto un certo malcontento fra gli appassionati la sentenza del Consiglio Mondiale, che ha squalificato tre Gran Premi con la condizionale la McLaren per le false dichiarazioni rilasciate ai commissari sul sorpasso di Jarno Trulli nella sfida di Melbourne di inizio stagione.
Ma qualcuno la pensa in maniera diversa, ritenendo corretta la decisione assunta dai giudici. Stiamo parlando di Max Mosley, presidente della Fia, che considera “assolutamente equo” il provvedimento finale. La sua valutazione nasce dall’analisi delle dichiarazioni di Martin Whitmarsh.
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Rubens Barrichello reagisce ai commenti di Flavio Briatore che, nelle esternazioni di disappunto per la sentenza della Corte d’Appello sui diffusori, lo aveva tirato in ballo, definendolo “pensionato”. Ancora più sarcastico il giudizio del geometra sul compagno di squadra Jenson Button, etichettato come “paracarro”. Ma mentre l’inglese non fa sentire la sua voce, il brasiliano risponde per le rime al team manager della Renault e lo accusa di non saper stare al gioco.
Per Barrichello sarebbe più utile che Briatore cercasse di risolvere i problemi delle sue auto, piuttosto che gettare fango sui rivali: “Alcune persone abbassano le loro teste e lavorano, mentre altre non sanno perdere. Nella mia opinione Briatore fa parte di questo secondo gruppo“. Il pilota della Brawn GP smonta anche all’idea secondo cui lo svantaggio prestazionale della R29 rispetto alla BGP 001 sia da connettere al mancato uso del doppio estrattore: “Se togli il diffusore dalla mia vettura e lo metti nella loro questo non risolverà i loro problemi“.
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Non fa giri di parole Felipe Massa dopo le prime prove libere del GP di Shangai, ma anzi va dritto alla questione, che è quasi drammatica: “Già non eravamo al 100%, senza il Kers siamo anche meno competitivi“. Che non è esattamente quello che speravano di sentire i tifosi ferraristi, ma la realtà è questa, che piaccia o no.
Ma del resto quello che fa Massa non è che confermare quando ha fatto vedere la pista: il suo 1′36″847 è un tempo che lo mette ad oltre un secondo dal 1′35″679 della BrawnGP di Jenson Button, rendendo la situazione ancora più difficile da digerire, seppure siamo solo alle prove librere di un GP della Cina sembra già complicatissimo.
Come ha spiegato ancora Felipe: “Sicuramente la situazione è difficile ma sono un professionista e lavorerò fino alla fine per migliorare, evolvere. Il momento è difficile, ma dobbiamo tenere la testa alta e lavorare. Passiamo una situazione difficile, ma dobbiamo lavorare“.

Il Direttore della Gestione Sportiva Stefano Domenicali, ha fatto oggi il punto della situazione riguardo la “questione del diffusore” e le prestazioni della Scuderia Ferrari Marlboro in questo inizio di stagione.
La sentenza che la Corte d’Appello ha emesso ieri a Parigi implica indirettamente che le squadre debbano adottare il nuovo diffusore per essere competitive con la Brawn GP e con gli altri team, la cui interpretazione del nuovo regolamento è stata dichiarata legale.
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La Ferrari attraversa una fase delicata, da cui spera di tirarsi fuori. Il principale avversario è il tempo, che non consente pause o distrazioni. La F60 è in affanno e i suoi problemi non sembrano di pronta soluzione. Specie dopo la sentenza che ha confermato la legalità del doppio estrattore di Brawn GP e company. Per gli uomini del “cavallino rampante” la pronuncia della Corte d’Appello della FIA è stata una doccia fredda, che ha riportato a un’amara realtà.
Come se questo non bastasse, in Cina le “rosse” dovranno fare a meno anche del Kers. Un quadro davvero difficile, specie se si considera l’esito delle prime sfide, magre per Kimi Raikkonen, Felipe Massa e l’intero team. Anche se in Emilia non si disperano, le difficoltà sono tante. In un quadro del genere è facile decontrarsi, ma chi vanta una storia nobile non deve perdere il senso dell’orientamento.
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Come abbiamo visto, la sentenza della Corte d’Appello della FIA sui diffusori ha diviso gli animi, liberando la gioia di chi ha interpretato meglio il regolamento e gettando nello sconforto quanti sono chiamati a recuperare il pesante divario. Un’impresa difficile, di cui nessuno fa mistero. Ma la Formula 1 è fatta anche di questo e chiunque decida di buttarsi nel Circus dev’essere pronto a tutte le sfide.
Incassato il colpo è giunto il momento di mettere al bando le chiacchiere. C’è una sola cosa da fare: lavorare giorno e notte per tentare di ricucire lo strappo prestazionale. Dalle parti di Maranello promettono di dare fondo alle loro energie per agguantare i migliori, ma anche gli altri non staranno a guardare. Resta da verificare se la buona lena riuscirà a porre rimedio a una situazione già abbastanza compromessa.
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