Ecco le prime immagini della nuova Renault R30, con cui la casa francese affronterà il campionato 2010 di Formula 1. La monoposto d’oltralpe è stata svelata sulla pista di Valencia, nell’abbraccio affettuoso del team. Come ampiamente previsto, la livrea segna un ritorno al classico abbinamento cromatico della Régie, fatto di giallo e nero. Una combinazione simile era stata utilizzata nella prima parentesi nel Circus.
I piloti potranno contare su un bolide dallo stile meno estremo di Ferrari e McLaren, ma sempre molto curato, come si evince dalla purezza del corpo. Anche in questo caso l’aerodinamica ha ricevuto grandi attenzioni, per sfruttare al meglio il doppio profilo estrattore. Dal punto di vista “estetico” spicca l’ampia pinna di collegamento fra il cofano motore e l’ala posteriore, come sulla MP4-25.

Nelson Piquet Junior, attore del finto incidente di Singapore 2008 che ha creato un terremoto alla Renault, scuotendo le coscienze della Formula 1, non ha trovato un posto nel Circus. Il pilota brasiliano sognava la gloria nei Gran Premi, ma si è dovuto accontentare di altre scelte, mettendo la felicità davanti all’ambizione.
Al giovane figlio d’arte non è rimasto che tentare l’avventura a stelle e strisce, nella serie Nascar. Già ad ottobre Nelshino aveva provato una Toyota Tundra della Truck Series, per assaggiare il mondo delle competizioni americane. Quell’esperienza avrà quindi un seguito nella terra dei sogni.

Dopo la sentenza del Tribunale delle Grandi Istanze di Parigi, che ha annullato il provvedimento di radiazione di Flavio Briatore emesso dalla Fia, perché non rispettoso del principio di separazione fra gli organi incaricati delle indagini e quelli chiamati ad esprimere un giudizio, Max Mosley torna a fare la voce grossa contro il manager italiano.
Secondo lui la questione non può risolversi in questo modo, per ragioni connesse alla serietà della Formula 1, che non può permettersi casi come il “crash-gate” di Singapore 2008. Dice l’ex boss della Fia: “Quando tutto questo polverone si sarà posato, Briatore sarà costretto a gettare la maschera“.
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Nonostante la sentenza del Tribunale delle Grandi Istanze di Parigi, che ha revocato il provvedimento di interdizione dalle corse deliberato dal Consiglio Mondiale della Fia per i fatti di Singapore 2008, c’è qualcuno che non crede a un ritorno imminente di Flavio Briatore nel Circus. Fra i più scettici Bernie Ecclestone: “Se tornerà, non lo farà tanto presto. Il suo caso non è ancora chiuso“.
“Il giudice -aggiunge il boss della F1- ha assunto una decisione, ma per la federazione non è cambiato nulla. E’ stato messo in evidenza che la Fia ha commesso degli errori in sede processuale, ma ora la stessa Fia può cominciare tutto da capo, convocando una nuova udienza. Questo allungherà i tempi, creando lo scenario meno auspicabile. Sarebbe stato meglio se i protagonisti della vicenda si fossero seduti attorno a un tavolo per trovare fra loro la soluzione migliore“.
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Attendeva con fiducia il responso e adesso si gode l’esito favorevole del suo ricorso. Flavio Briatore si è visto annullare la squalifica inflittagli dalla Fia per i fatti di Singapore 2008, in relazione ai quali era stato accusato di aver ordito il finto incidente di Nelson Piquet Junior, per agevolare la rimonta di Fernando Alonso. L’ex team principal della Renault, che reclamava l’estraneità ai fatti a lui imputati, non dovrà quindi scontare l’allontanamento coatto dall’automobilismo sportivo voluto da Max Mosley.
Il provvedimento assunto a suo carico dalla Fia è stato annullato dal tribunale delle Grandi Istanze di Parigi, che ha giudicato irregolare la decisione di radiarlo assunta a suo tempo dalla federazione. Per il danno di immagine subito a causa della vicenda, il manager italiano ha ottenuto un risarcimento di 15.000 euro, contro il milione originariamente preteso. Ma non era sul risultato finanziario che Briatore puntava le maggiori attenzioni. Bisogna dire che la pronuncia odierna fa riferimento al rito seguito per giungere al verdetto e non al merito della questione. Quindi non si tratta di un’assoluzione vera e propria.
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Dopo la conferma della presenza nel Circus della Renault con una propria squadra, gli appassionati si chiedono chi andrà a ricoprire il ruolo di team manager nella stagione 2010. Secondo le ultime indiscrezioni il candidato più probabile è Gerhard Berger, che dovrebbe guadagnare la posizione appartenuta a Flavio Briatore, prima della sua partenza per i fatti di Singapore 2008.
Il geometra cuneeese era stato sostituito in via provvisoria da Bob Bell, che ha compiuto la missione di traghettare la squadra fino all’ultimo appuntamento iridato dell’anno. Ora, però, le cose sono cambiate, anche in virtù dell’intesa con Genii Capital, che avrà riflessi nella definizione degli organigrammi. Uno dei passaggi chiave sarebbe proprio l’arrivo nella cabina di comando dell’ex pilota austriaco. Nei prossimi giorni ne sapremo di più.
Via | Paddock.it
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Oggi il Tribunale delle Grandi Istanze di Parigi esaminerà il ricorso presentato da Flavio Briatore contro la Fia, per tentare di ottenere l’annullamento della sentenza di radiazione emessa dal Consiglio Mondiale nei suoi confronti, dopo l’imputazione a suo carico dell’incidente di Nelson Piquet Junior nel Gran Premio di Singapore 2008. L’ex direttore della Renault chiede anche un milione di euro di danni e interessi.
Briatore è fortemente convinto che a ordire la trama contro di lui sia stato il presidente uscente Max Mosley, per fargli pagare dazio dopo gli attriti emersi fra i due, specie durante il tentativo di creare un campionato parallelo. Per i legali del manager italiano la squalifica del loro assistito violerebbe le leggi dell’Unione Europea e della Corte Europea per i diritti umani. I togati dovranno ora assumere delle scelte sul merito del provvedimento emesso dalla federazione.
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Vi abbiamo riferito ieri delle ragioni che hanno spinto Flavio Briatore ad impugnere la sentenza della Fia, che lo ha radiato a vita dall’automobilismo sportivo per la vicenda dell’incidente di Nelson Piquet Junior nel Gran Premio di Singapore 2008. Il manager italiano crede di essere vittima di un complotto, ordito ai suoi danni dal nemico Max Mosley.
Anche le procedure seguite per arrivare al verdetto lo lasciano perplesso: a suo avviso sarebbero state condizionate dal personale desiderio di rivincita del presidente uscente dell’organo. La federazione non accetta l’analisi e fa sapere all’ex direttore del team Renault che la punizione a suo carico non è viziata da elementi distorsivi, ma scaturisce da un giudizio deliberato a schiacciante maggioranza dal Consiglio Mondiale, quindi in un quadro di ampia condivisione.

Flavio Briatore, dopo un lungo periodo di silenzio, torna a fare sentire la sua voce, per esprimere il forte disappunto sulla gestione della vicenda di Singapore 2008 da parte della giustizia sportiva, che si è tradotta in una sua radiazione a vita dall’universo Fia.
Il manager cuneese non ha peli sulla lingua: “La sentenza che mi ha estromesso è da annullare, perché viziata da un eccessivo accanimento nei miei confronti e dal desiderio di vendetta personale“. Chiaro il riferimento alla contrapposizione con Max Mosley, vecchio presidente della federazione.
A giudizio di Briatore, il Consiglio Mondiale non avrebbe rispettato regole e procedure, pur di escluderlo a vita dall’automobilismo da corsa. Questo atteggiamento gli produce un certo fastidio, anche perché si è risolto in un rilevante danno di immagine.
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In questo momento nella Formula 1 regna l’incertezza. Dopo l’abbandono della Toyota in molti temono l’addio della Renault, che potrebbe far perdere un altro pezzo importante al mondo dei Gran Premi. La casa francese ha convocato nelle scorse ore una riunione operativa, per approfondire il caso e valutare le prospettive future.
Tre le ipotesi al vaglio: restare come costruttore, proseguire solo come fornitore di motori o uscire di scena. Quest’ultima è la prospettiva più temuta dagli sportivi, ma anche da chi gestisce le sorti della categoria. L’amministratore delegato Carlos Ghosn non si sbilancia e rimanda al futuro prossimo: “Bisogna avere pazienza. Prima della fine dell’anno annunceremo la nostra strategia rispetto alla partecipazione di Renault“.
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