
L’annosa questione del passaggio di nome del team Renault a Lotus, con in mezzo le dispute con il Lotus team di Fernandes sembra finalmente risolta, l’assenso degli altri team è finalmente arrivato e dal 2012 la squadra sarà solamente Lotus: è sarà l’unica.
Risolto questo problema se ne crea subito un altro per la squadra di Eric Boullier, si tratta di un contenzioso di natura economica tra appunto la Renault fornitrice dei motori, e la Genii Capital proprietaria del team.
Se la cosa non si risolve saranno guai grossi per la squadra, che rischia così di perdere la fornitura dei propulsori.

La guerra dei Lotus, cioè la diatriba durata tutta la stagione sull’uso del prestigioso nome tra la Renault ed il team Fernandes, è finalmente finita. Una diatriba che sinceramente ha messo molta tristezza a tutti gli appassionati: vedere il grande nome Lotus ridotto ad un semplice marchio da spartirsi per avere un po’ di quella gloria riflessa.
Ad usare il nome Lotus dalla prossima stagione sarà solamente il Team Renault Genii Capital, mentre la squadra di Tony Fernandes che ha recentemente acquistato la Caterham userà proprio questo nome per la sua scuderia.

Genii Capital e Group Lotus hanno annunciato oggi la creazione di Lotus Renault GP, che prenderà il posto del team Renault in Formula 1, per partecipare al Campionato del Mondo 2011. Quest’annuncio fa parte di un’alleanza strategica tra le due aziende, per dar vita a nuove opportunità e a travasi tecnologici sulla futura gamma di vetture sportive del gruppo Lotus.
Così la casa automobilistica inglese torna nel mondo dei Gran Premi, con il pieno supporto della società madre Proton. Renault continuerà a sostenere la squadra come fornitore di motori e di know-how ingegneristico, per assicurare una piattaforma solida e collaudata. Lotus rientra quindi nel Circus come partner e azionista del team francese. La livrea del futuro bolide riprenderà i colori nero e oro del mitico passato.
Ecco le parole di Gerard Lopez, presidente di Renault F1 Team: “Siamo felici di poter annunciare la notizia che correremo come Lotus Renault GP nel 2011. E’ estremamente eccitante iniziare una nuova era in collaborazione con Group Lotus. Questo è un tributo all’eccellente lavoro svolto quest’anno ad Enstone. Siamo stati in grado di attrarre un nuovo sponsor principale e un nuovo investitore, assicurandoci un grande futuro“.
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Rumors dal Brasile riguardanti la Lotus, nella prossima stagione potrebbe esserci un Team Lotus: ma non quello presente attualmente, ma della Lotus Cars, la quale sta valutando la possibilità di acquistare il team Renault.
La casa francese vuole probabilmente alleggerire la sua presenza in Formula 1 rimanendo solo come fornitore di motori a Red Bull e Lotus ( quella attuale che come vedremo forse cambierà denominazione ).
Per gli appassionati del marchio francese sarà una giornata da segnare sul calendario, ma anche per gli altri costituirà un appuntamento importante. Nel pomeriggio del 31 gennaio il team Renault svelerà al mondo la sua nuova monoposto di Formula 1.
A darne notizia, in forma ufficiale, è la stessa casa d’oltralpe. Lo scenario del vernissage sarà il circuito “Ricardo Tormo” di Valencia, dove l’auto girerà a partire dal giorno dopo. In occasione della cerimonia, accanto alla R30 dovrebbe esserci il nuovo compagno di squadra di Robert Kubica.
Via | F1grandprix.it

Sono nomi che circolano da diversi giorni, ma ora la stampa britannica conferma l’interesse di Gerard Lopez e David Richards per il team Renault, sostenendo che l’acquisto della squadra francese sia ormai una sfida fra loro. Anche Bernie Ecclestone avalla la tesi, ma sottolinea che della partita farebbero parte altri due soggetti, non meglio identificati.
Il patron della Formula 1, secondo quanto riporta L’Equipe, non sarebbe ostile all’ingresso della socierà di Lopez, in virtù della presenza di Craig Pollock, fondatore della BAR. Ecclestone pensa che l’eventuale accordo possa concretizzarsi in tempi stretti: “Non credo ci sia molta fretta, ma spero che il tutto si possa risolvere prima delle interruzioni natalizie“. Forse arriveremo alle feste conoscendo le sorti della scuderia francese.
Via | F1grandprix.it

Flavio Briatore torna ad attaccare la Fia, dopo il recente comunicato della Federazione che legittima la sua radiazione argomentandola con la schiacciante maggioranza raccolta in sede di Consiglio Mondiale. Il manager italiano non ci sta: “La mia sospensione è il risultato di trattative segrete alla vigilia della cosiddetta udienza del 21 settembre scorso, dietro la quale la Fia sta cercando di trincerarsi“.
L’ex direttore del team Renault resta fermamente convinto che a ordire la trama contro di lui sia stato il presidente uscente Max Mosley, per fargli pagare dazio dopo averlo più volte contrastato, specie durante il tentativo di creare un campionato parallelo. Il caso è delicato e verrà rimesso al giudizio del Tribunale delle Grandi Istanze di Parigi, che esaminerà le carte il 24 novembre. Per i legali di Briatore la squalifica del loro assistito violerebbe le leggi dell’Unione Europea e della Corte Europea per i diritti umani.
Via | Eurosport.com

Vi abbiamo riferito ieri delle ragioni che hanno spinto Flavio Briatore ad impugnere la sentenza della Fia, che lo ha radiato a vita dall’automobilismo sportivo per la vicenda dell’incidente di Nelson Piquet Junior nel Gran Premio di Singapore 2008. Il manager italiano crede di essere vittima di un complotto, ordito ai suoi danni dal nemico Max Mosley.
Anche le procedure seguite per arrivare al verdetto lo lasciano perplesso: a suo avviso sarebbero state condizionate dal personale desiderio di rivincita del presidente uscente dell’organo. La federazione non accetta l’analisi e fa sapere all’ex direttore del team Renault che la punizione a suo carico non è viziata da elementi distorsivi, ma scaturisce da un giudizio deliberato a schiacciante maggioranza dal Consiglio Mondiale, quindi in un quadro di ampia condivisione.

Flavio Briatore, quando mancano pochi giorni alla scadenza del mandato di Max Mosley, cerca di prendersi la rivincita sul presidente uscente della Fia, artefice della scelta di radiarlo a vita dalle gare automobilistiche per i noti fatti di Singapore 2008.
Il manager italiano, che in queste settimane ha preferito il silenzio, non è stato certo a guardare. Anzi, ha valutato le cose ed ha depositato un ricorso presso il Tribunale delle Grandi Istanze di Parigi, per ottenere l’annullamento della squalifica subìta.
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