La polemica sui diffusori posteriori di Brawn, Toyota e Williams è stata il più grande tormentone tecnico di questo scorcio di campionato. Il pregio della soluzione e la qualità dei risultati raccolti da Jenson Button e Rubens Barrichello hanno fatto pesare gli oneri del gap alle altre scuderie, costrette ad inseguire a grande distanza. Una situazione imbarazzante, suscettibile di durare a lungo.
Qualche cambiamento nella gerarchia potrebbe giungere dall’eventuale bocciatura dell’estrattore, ma non è detto che la cosa sia sufficiente, vista la bontà generale della monoposto che ha dominato i primi due appuntamenti dell’anno. In ogni caso la sentenza della Corte d’Appello della Fia, che domani si esprimerà sul caso, viene attesa con una certa ansia da tutti.
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E’ la soluzione più discussa di questo campionato e ancora per molto tempo se ne parlerà. I diffusori di Williams, Toyota e Brawn GP tengono banco nel Circus, specia fra i costruttori con grosse ambizioni, che sperano in un verdetto di illegalità della Corte d’Appello per coltivare la speranza di una stagione all’altezze delle aspettative.
Ma David Coulthard è dubbioso su questa prospettiva. Lo scozzese è convinto che i giudici confermeranno la legalità del dispositivo, per un motivo molto semplice: “Non essendo un ingegnere mi devo fidare del giudizio dei tecnici della Fia. A Melbourne hanno detto che le macchine erano conformi alle regole e credo che il tribunale confermerà questo parere il 14 aprile“.
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In Ferrari, dopo la strigliata del presidente Luca di Montezemolo, che chiede un bagno di umiltà, si guarda ai prossimi appuntamenti del calendario con un atteggiamento diverso, dove la prudenza guadagna un ruolo centrale. Gli errori strategici commessi dagli uomini del “cavallino rampante” hanno determinato delle conseguenze, che vanno ad aggiungersi a quelle derivanti dai problemi intrinseci della monoposto.
Le traversie della McLaren non sono un conforto o un alibi per giustificare gli sbagli, che devono essere rimediati in tempi brevi. Gli uomini di Maranello lo sanno, ma si rendono conto che il lavoro da fare è imponente. Per questo si guarda con ansia alla decisione della Corte d’Appello del 14 aprile sul caso dei diffusori di Brawn GP, Williams e Toyota. Con queste scuderie la Ferrari non può attualmente competere. Lo dice Kimi Raikkonen, che teme la legittimazione dell’estrattore.
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L’appuntamento di Melbourne è stato archiviato e le scuderie di Formula 1 si apprestano ad affrontare la battaglia della Malesia, che si svolgerà domenica sulla pista di Sepang. Lo scarto temporale minimo dalla prima tappa del Mondiale non consente di ipotizzare scenari stravolti rispetto all’Australia, ma le diverse condizioni ambientali potrebbero sancire alcuni cambi gerarchici.
Anche se la Brawn GP sembra di un altro pianeta, dietro non è da escludere qualche sorpresa. Rubens Barrichello, dal canto suo, conferma il valore della BGP 001 e si allinea alle dichiarazioni fatte dal compagno di squadra Jenson Button, che reputa credibile la prospettiva iridata: “Ho una grandissima macchina che può darmi la possibilità di lottare per il titolo“.
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Durante i test di preparazione al campionato in tanti si interrogavano sul reale potenziale delle Brawn GP, subito veloci ed affidabili. Qualcuno credeva che le loro zampate nelle prove collettive fossero il frutto di una strategia ben precisa, tesa a reclutare sponsor disposti a sostenerne l’avventura nel Circus.
Ma con il ripetersi delle performance il ragionamento cominciava a traballare, perché le BGP 001 erano davvero efficaci in tutte le condizioni. Solo il primo Gran Premio avrebbe potuto svelare le carte, dissipando i dubbi residui. A Melbourne è arrivata la conferma del valore dinamico delle monoposto di Ross Brawn, che hanno dominato le qualifiche e centrato la doppietta alla bandiera a scacchi. L’auto c’è e sarà un osso duro per i rivali.
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Come avevamo previsto, la Fia ha respinto il ricorso di Ferrari, Renault e Red Bull contro Brawn GP, Williams e Toyota, accusate di far uso di diffusori non in linea con il regolamento.
Le tre squadre imputate potranno quindi presentarsi al via del Gran Premio di Australia, che si svolgerà domenica sulla pista di Melbourne. Il verdetto è giunto dopo 4 ore di confronto con i team chiamati in causa.
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Era già nell’aria e con la puntualità di un orologio svizzero è arrivato il reclamo contro il profilo estrattore di Brawn GP, Williams e Toyota, esteso oltre misura per l’interpretazione opinabile di una lacuna regolamentare. Il ricorso porta la firma di Red Bull, Renault e Ferrari, che mettono sotto i riflettori della giustizia sportiva la scelta aerodinamica dei rivali.
I tre team auspicano dei provvedimenti immediati contro i destanatari dell’accusa. Anche la Bmw Sauber si è unita al reclamo, ma in ritardo, venendo così esclusa dal blocco degli attori. I convenuti, chiamati in causa dall’accusa, sono stati invitati dai commissari della Fia, per una riunione in direzione gara. Qui si ascolteranno i rappresentanti di Williams, Toyota e Brawn GP, prima di assumere una decisione.
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Notizia beffarda e curiosa quella apparsa su Colin McRae sul finire di settimana scorsa e che arriva in seguito al verdetto finale della AAIB - l’autorità inglese che indaga sugli incidenti aerei, in merito all’incidente in elicottero che nel novembre 2007 costò la vita all’ex campione del mondo Colin McRae - che seppure in apparenza vago, nella sostanza è molto chiaro.
“Non è stato possibile determinare in modo definitivo la causa dell’incidente”, è scritto nel rapporto. Ma poi si fa nota che “gli esperti sostengono anche che McRae poco prima di schiantarsi aveva sottostimato una manovra molto impegnativa”.
Senza contare che la licenza di volo di McRae era scaduta nel 2005 e che il campione scozzese non aveva comunque l’autorizzazione a guidare quel tipo di velivoli.
La conclusione della sesta tappa del Rally Dakar 2009 è stata segnata da un colpo di scena che muta sensibilmente la geografia dei valori: il principe del Qatar Nasser Al Attiyah che, con la sua Bmw, comandava la classifica riservata alle auto, è stato squalificato dalla gara per aver saltato alcuni punti di passaggio obbligatori lungo l’itinerario che congiunge San Rafael a Mendoza.
Il ricco uomo orientale, vincitore cronometrico della sfida di ieri, ha ammesso di aver bypassato il posto di controllo del chilometro 38. Questo taglio del percorso gli è costato a caro prezzo, anche se la decisione dei commissari è stata molto sofferta, come testimoniano le due ore di discussioni prima del verdetto. Il successo di tappa e la leadership di classifica passano quindi al sudafricano Giniel De Villiers, che precede il campione spagnolo Carlos Sainz. Entrambi guidano una Volkswagen.
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Anche Paul Stoddard si unisce al coro di critiche per l’assoluzione di Max Mosley. Il titolare di Minardi Usa Team è convinto che la rinnovata fiducia nel suo presidente porterà alla dissoluzione della Fia.
Lo ha detto ai microfoni di BBC Radio Five Live, a poche ore dal verdetto: “Oggi è un gran brutto giorno per il motorsport, che segna l’inizio della fine della Federazione internazionale come l’abbiamo conosciuta. Il danno che è stato fatto a Parigi con la conferma di Mosley è irreparabile“.
Via | Paddock.it