Oggi possiamo gustare, nel loro romanticismo, alcuni filmati delle edizioni della Targa Florio degli anni Cinquanta. Nata nel 1906 da una scommessa di Vincenzo Florio, la corsa siciliana si distinse subito per la grande selettività e per il notevole impegno richiesto ai conduttori che, con spirito di avventura, si sono prestati alla sfida madonita, considerata una delle più dure e affascinanti di tutti i tempi.
I ricordi del primo trentennio di “Targa” si legano alla prima vittoria, conseguita da Cagno su Itala, e a piloti del calibro di Campari, Nuvolari, Masetti, Varzi, Borzacchini (e allo stesso Enzo Ferrari). Nonostante le disastrose condizioni in cui versavano le strade isolane di quegli anni, simili a mulattiere interpoderali, la corsa riuscì a conquistare un’invidiabile fama internazionale.
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E’ stato inaugurato il museo biblioteca “Vincenzo Florio” di Campofelice di Roccella, nato come sigillo di un amore per le auto da corsa sempre molto vivo nei paesi attraversati dalla Targa Florio. Il legame d’affetto fra gli sportivi locali e il magico evento è proseguito nel tempo, senza esitazioni o tentennamenti. L’onda di quel travolgente calore non poteva spegnersi con la fine della gara.
Ecco perché Antonino Venturella ed altri appassionati, con il supporto del Comune, hanno speso le migliori energie per promuovere la nascita della struttura. Un’idea inseguita da tempo e coronata grazie alla lungimiranza del sindaco Francesco Vasta. Ora per i cultori dell’automobilismo c’è un’altra felice realtà da vivere con entusiasmo.
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Alle 17 di oggi verrà inaugurato il museo biblioteca “Vincenzo Florio” di Campofelice di Roccella, con sede in Viale della Provincia. La struttura, che si affianca ai musei dedicati alla Targa Florio e al suo fondatore, intende sottolineare il legame tra la cittadina madonita e la mitica gara automobilistica.
E’ ancora fresca la “battaglia” degli appassionati di questo paese per recuperare la paternità sulle tribune della prima edizione della sfida, disputata il 6 maggio del 1906. Come avevamo sottolineato in un altro pezzo, l’amore per un luogo è il carburante che alimenta il motore della ricerca storica, specie quando il numero di ottani deriva dalla consapevolezza di aver subìto un torto.
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Vi presentiamo un video della Targa Florio del 1973. Oggi la gara continua a vivere nella dimensione rallistica: una formula diversa, per proseguire la tradizione di una sfida che ha lasciato il segno nella storia dell’automobilismo. Ma per gli appassionati le edizioni più belle sono quelle dell’epoca romantica, quando in Sicilia si confrontavano i migliori piloti al volante delle più belle creature da corsa. Il tourbillon di emozioni di quegli anni si è ritagliato uno spazio nel cuore di ogni sportivo, guadagnando un posto per l’eternità. Non è difficile capirne le ragioni, vista la grandezza di quella prova.
Nata nel 1906 da una scommessa di Vincenzo Florio, figlio di Ignazio e discendente di una delle più facoltose famiglie siciliane, la Targa Florio è la più “antica” gara automobilistica su strada. Si distinse presto per la sua selettività e per il notevole impegno richiesto ai conduttori che, con spirito di avventura, si sono prestati alla sfida madonita. Sicuramente è stata una delle competizioni più dure e affascinanti di tutti i tempi. I piloti che hanno corso sia la Mille Miglia che la Targa Florio, affermavano che per vincere a Brescia occorreva il fisico e la macchina e che per vincere in Sicilia ci voleva anche il piede pesante.
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Villa Niscemi, sede di rappresentanza del Comune di Palermo, ha fatto da cornice alla presentazione del libro “a Cursa, tormento ed estasi di un pilota alla Targa Florio”, nato dalla penna di Giuseppe Pitrone.
La trama dell’opera, ambientata nell’affascinante atmosfera della sfida madonita, è fonte di suggestioni infinite per i lettori. Dice l’autore: “Ho affidato la stesura del testo ai ricordi bellissimi, alle emozioni vissute e, naturalmente, alla fantasia. Certo, le vicende di Casa Florio e gli aneddoti sulla gara si basano sui fatti storici, ma si tratta pur sempre di un romanzo“.
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Abbiamo già ammirato l’azione di Totò Riolo sulle strade della Cefalù-Gibilmanna. Adesso torniamo a vederlo nel cuore del piccolo circuito della Targa Florio, in occasione di una speciale dell’Historic Rally 2009. Il “gioielliere volante” di Cerda, con la sua Porsche, vola tra dossi e dissesti con grinta straordinaria. La prova che il Campione Italiano Autostoriche sta affrontando è la Vincenzo Florio. Buona visione.
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E’ stata presentata a Palermo la Targa Florio Historic Rally, nuovo atto del Campionato Europeo Rally Autostoriche, in programma da venerdì 9 a sabato 10 ottobre sulle Madonie. La gara, valida quale prova conclusiva della serie tricolore, avrà al via una nutrita rappresentanza di Porsche.
Ad aprire le danze la 911 di Totò Riolo, seguita ad un minuto dalla vettura gemella del norvegese Walter Jensen, attuale leader del Campionato Europeo. Da corso Ruggero di Cefalù scatteranno poi le altre cavalline di Brazzoli, Plano, Stagno, Rossi, Runfola e Savioli (Aspas), che mirano ad una prestazione al vertice.
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Abbiamo visto ieri come l’area di Floriopoli, dove sorgono le famose tribune della Targa Florio, sia stata acquistata dalla Provincia Regionale di Palermo, grazie alla passione degli sportivi locali e di Giovanni Avanti, presidente dell’ente che ha completato l’operazione.
L’intervento preserva la gloriosa struttura da possibili interventi che ne avrebbero compromesso il valore storico e culturale. Adesso, però, occorre una vigorosa azione di rilancio. Per conoscere l’intricata vicenda del sito, prima della felice soluzione delle ultime ore, ci affidiamo alle parole di Raffaello Brullo, editore del sito “Latargaflorio.it“. Buona lettura.
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La guerra si è finalmente conclusa. Nella gente esplode il desiderio di cancellarne il ricordo. Tutti si sbracciano, lavorando per la ricostruzione. Anche la Targa vuole ripartire. L’impresa è dura, ma i siciliani non demordono. A risolvere la questione ci pensano il principe Raimondo Lanza (nipote di Vincenzo Florio), il barone Antonio Pucci, il marchese Carlo Pottino ed altri collaboratori.
Uno degli scogli da superare è rappresentato dalle condizioni delle strade madonite, che versano in uno stato a dir poco pietoso. Il dramma è amplificato dall’assenza di segnali che facciano scorgere un pronto recupero. Lo staff organizzativo si consulta, per individuare una soluzione capace di aggirare il problema.
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Nasce come sigillo di una passione per le auto da corsa sempre molto viva a Collesano. La storia racconta di episodi che hanno lasciato traccia negli annali dello sport. Come l’ardore di Totò Giorgi, un vigile urbano amato e generoso che riuscì a fermare la corsa. Il legame d’affetto fra gli sportivi locali e il magico evento è proseguito nel tempo, senza esitazioni o tradimenti.
L’onda di quel travolgente calore umano non poteva spegnersi con la fine della corsa. Ecco perché Giacinto Gargano, figlio ideale di quel culto, ha speso le migliori energie per promuovere la nascita della struttura. Un’idea inseguita per anni, insieme ad altri appassionati, e coronata grazie alla lungimiranza dell’allora sindaco Rosario Rotondi.