Si è aperta oggi la prima edizione del Qatar Motor Show, nuovo salone dell’auto mediorientale che si va ad aggiungere ad un panorama internazionale di esposizioni sempre più orientato verso la Cina e i paesi arabi per l’appunto. La Volkswagen, che proprio dall’emirato del Qatar è posseduta per il 17%, ha presentato in questa sede una concept car che omaggia la recente vittoria della Dakar 2011: la Race Touareg 3 Qatar.
Questo modello, oltre ad omaggiare il paese rende anche un plauso indiretto a Nasser Al-Attiyah, il principe-pilota originario del Qatar vincitore dell’edizione 2011 del Dakar Rally. La Race Touareg 3 Qatar è un modello a trazione integrale la cui potenza massima, 310 CV, è pari a quella del modello da corsa. La vettura è in grado di accelerare da 0 a 100 in meno di 6 secondi.
Il modello, potenzialmente omologabile per la circolazione stradale (!) è largo oltre due metri, e fa uso di esclusivi cerchi BBS da 18″ in luogo dei 16 da competizione. Anche guardando gli interni si fa fatica a riconoscere l’abitacolo spartano e spesso polveroso delle Touareg della Dakar: qui, su una ispirazione evidentemente racing è stato creato qualcosa di ben più ricercato e raffinato.
Volkswagen Race Touareg 3 Qatar - Qatar Motor Show 2011
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Onore al merito: la Volkswagen con la Race Touareg 3 ha sbaragliato ancora una volta la concorrenza alla Dakar. Anche nel 2011, proprio come l’anno scorso, il costruttore tedesco è riuscito a piazzare tre auto ai primi tre posti della corsa. Una prestazione di quelle da ricordare, quella raggiunta nel primo dei grandi appuntamenti del motorsport del 2011. Ecco una breve selezione di scatti spettacolari che vedono protagonista il fuoristrada tedesco, un piccolo omaggio a questo velocissimo e instancabile gigante dei raid.
Dakar 2011: le foto più belle delle Volkswagen Race Touareg 3
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Dopo la breve parentesi rappresentata dalla penultima tappa, quando a vincere è stato il compagno di squadra Nasser Al-Attiyah, Carlos Sainz si è subito rimesso a fare il Matador. Vincendo la terza delle prime quattro tappe della Dakar 2011 e mettendo in chiaro che batterlo quest’anno sarà forse ancora più dura che nel 2011.
Tra le marche, Volkswagen prende con sempre maggior decisione il largo: a quattro speciali dall’avvio le Race Touareg 3 dello spagnolo e del principe del Qatar non hanno lasciato che misere briciole alla BMW X3 CC di Stéphane Peterhansel (l’unico in grado di contrastarle) e al resto del plotone. Va detto però che i 4′24″ secondi di vantaggio che Sainz ha sugli altri sono ancora un soffio: nella Dakar tutto può rivoluzionarsi da un momento all’altro.
La quarta speciale non è stata una delle più lunghe della Dakar: 207 km su una tappa -quella da San Salvador de Jujuy a Calama- di oltre 700. Tutta la speciale si è svolta ad elevate altitudini (si è partiti da 3300 m e si sono raggiunti i 4800) e in territorio cileno: ieri è stato passato il confine con l’Argentina, e si rimarrà nel paese affacciato sul Pacifico ancora per molti giorni.
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Due a uno: il Principe accorcia le distanze dal Matador. Nasser Al-Attiyah, come vi abbiamo raccontato in mattinata, ha vinto la tappa di ieri della Dakar 2011, “sventando” il rischio di tripletta da parte di Carlos Sainz. La nota comune alle prime tre speciali c’è comunque stata: la prevista supremazia Volkswagen.
La prova di ieri tra San Miguel de Tucuman e San Salvador de Jujuy, è passata per 500 km tondi di speciali su varie sezioni, il percorso cronometrato più lungo dall’inizio della Dakar di quest’anno. Sainz stavolta non ha potuto fare la voce grossa, anzi, sin dall’inizio della tappa ha visto il progressivo avvicinamento di Stéphane Peterhansel su BMW X3 CC e del compagno di colori del Qatar.
Già al primo checkpoint il principe Al-Attiyah era davanti al rivale spagnolo e al secondo la classifica era ancora inalterata, con la Race Touareg 3 del Matador a 1′21″ e la BMW di Peterhansel a 1′47. Nella sezione successiva però, Sainz e Peterhansel sono riusciti ad accorciare significativamente le distanze, senza però poter riacciuffare Al-Attiyah, che si può dunque godere la prima vittoria di tappa in questa Dakar 2011.
La Dakar 2011 ha ufficialmente preso il via, dando di fatto l’inizio alla nuova annata di motorsport: dopo la prima tappa, la passerella che ha condotto i veicoli da Buenos Aires a Victoria, è andata “in onda” ieri la prima speciale vera, sui 222 km che dividono Victoria da Cordoba. Ecco il primo dei video che racchiudono gli highlights delle singole tappe, e che quest’anno vi proporremo giorno per giorno, per meglio seguire questa splendida corsa.
Come saprete, a spuntarla al primo scontro è stato Carlos Sainz, con la sua Volkswagen Race Touareg 3: pilota e auto vincitori della scorsa edizione sono in testa dopo questa tappa iniziale, con 1′31″ di vantaggio sulla BMW X3 CC del francese Stéphane Peterhansel, nove volte vincitore della gara, sei in moto e tre in auto. Sainz è stato davanti sin dal primo checkpoint.
A seguire i due di testa, un trio di Race Touareg, composto da Nasser Al-Attiyah (a 2′16″ di distacco), Mark Miller (4′17″) e Giniel de Villiers (5′06″). Insomma, anche quest’anno sarà dura per gli avversari della Volkswagen…
Obiettivo? La terza vittoria consecutiva. Con questo target in mente Volkswagen si schiera alla partenza del Dakar Rally 2011. Dopo aver annunciato la partecipazione di Mini alla gara di gennaio, oggi torniamo a occuparci del rally raid più famoso del mondo in occasione dell’annuncio ufficiale da parte di VW sui suoi programmi 2011 e sui dettagli della nuova Race Touareg 3.
I quattro equipaggi che la casa tedesca si appresta a schierare ai nastri di partenza (Sainz/Cruz vincitori 2010, de Villiers/von Zitzewitz vincitori 2009, Al-Attiyah/Gottschalk secondi nel 2010, Miller/Pitchford secondi nel 2009), potranno contare su vetture sensibilmente affinate rispetto a quelle che hanno vinto nel 2009 e nel 2010.
Per l’edizione 2011 è stato deciso che 6 delle 14 prove speciali si svolgeranno nel cuore del Deserto di Atacama, la zona più arida della Terra. Le sfide quotidiane alterneranno come sempre sterrati e percorsi su dune sabbiose, con tanto di due attraversamenti delle Ande a un’altezza di oltre 4700 metri sul livello del mare.
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