24 Ore di Le Mans: parata Audi al traguardo

audi r15

L'Audi conquista una meravigliosa tripletta nell'edizione 2010 della 24 Ore di Le Mans. La sfida della Sarthe è stata caratterizzata da molti colpi di scena, che hanno cambiato il destino della gara, stravolgendo i pronostici della vigilia, che davano la Peugeot per favorita. La casa francese ha invece pagato la scarsa affidabilità delle 908 HDi, con una deblache di proporzioni catastrofiche.

Gli uomini del "Leone Rampante" si sono resi protagonisti dell'errore di consegnare ai piloti dei bolidi velocissimi ma fragili, una combinazione che non si concilia con lo stress di una maratona così lunga e difficile. Il successo va alla R15 di Bernhard, Rockenfeller e Dumas, davanti alle vetture gemelle di Treluyer, Fassler e Lotterer e di Kristensen, McNish e Capello. Primo posto in LMP2 per l'HPD di Leventis, Watts e Kane, mentre in GT1 è la Saleen S7R a tagliare per prima il traguardo. Trionfo in GT2 per la Porsche di Lieb, Lietz e Henzler.

Ma andiamo alla cronaca della gara, che ha offerto continui spunti di interesse agli appassionati, mai presi dalla noia per l'evoluzione del confronto. Tutto sembrava orientato a un certo esito, ma la situazione è andata in modo diverso rispetto alle attese della vigilia.

Al via le quattro Peugeot conservano il comando, con la vettura dell'Oreca tallonata nei momenti iniziali dall'Audi di McNish. Le prime posizioni sono occupate da Lamy, Montagny, Genè e Lapierre. Molto presto Nigel Mansell rimane vittima di un incidente. L'ex pilota di Formula 1 sbatte violentemente contro le barriere alla Mulsanne, per lo scoppio di una gomma della sua Ginetta. Sono attimi di paura, ma per fortuna le conseguenze non sono gravi. Entra la safety car, che rimane a lungo in pista.

Anche se la corsa del campione dell'isola di Man finisce, tranquillizzano le sue condizioni di salute. Questo è ciò che conta veramente. Le difficoltà della sfida si fanno sentire sulla Lola-AER di Michael Lewis, Bryan Willman e Tony Burgess, che parcheggia lungo il circuito, per noie meccaniche. Poi tocca alla Ford GT di Bas Leinders, Markus Palttala ed Eric de Doncker suscitare l'apprensione del pubblico, per un'uscita alla Tertre Rouge, con conseguenze ben visibili sul bolide americano.

Al vertice, la pattuglia dei "Leoni Rampanti" perde l'esemplare numero 3 di Lamy, Bourdais e Pagenaud, che conduceva il gruppo. Il ritiro è dovuto alla rottura dell'ancoraggio della sospensione anteriore destra del prototipo francese. A due ore dallo start tocca a Sarrazin guidare le danze, con 4"5 su Davidson, oltre 20" su Lapierre e circa 1'30" su Kristensen, con la prima delle Audi. Dopo quattro ore ci sono sempre tre Peugeot davanti, seguite dalle creature dei "quattro anelli".

La situazione sembra abbastanza stabile, ma il circuito della Sarthe non permette calcoli di probabilità. In LMP2 sono le due HPD a dettare legge, mentre in GT1 è la Ford di Hirschi a fissare il ritmo. La Ferrari di Bruni guida la flotta delle GT2, seguita dalle due Corvette. Quarta la Porsche di Henzler. Tornando alla categoria principale, si segnala l'uscita di pista dell'auto di Kristensen, per evitare la Bmw M3 di Priaulx, Muller e Werner, decorata da Jeff Koons, che procede ad andatura ridotta per problemi all'alimentazione.

L'Audi è costretta e tornare ai box, per la sostituzione del fondo, perdendo tempo prezioso e scivolando in ottava posizione. Sono le 19.30, quindi ci si avvia verso la quinta ora di gara. In GT2 il comando passa alla Corvette di Collard, con margine sufficiente sui rivali. Un incendio coinvolge la Ford GT di Natacha Gachnang, costringendo l'elvetica a darsela a gambe. L'uscita dell'Aston Martin di Bryce Miller riporta in pista la safety car. In testa la situazione sembra cristallizzata, ma a Le Mans non si può stare mai tranquilli: la Peugeot numero 1, infatti, rientra ai box per problemi meccanici.

Dopo le riparazioni torna sul nastro d'asfalto, in settima posizione. Al comando c'è Montagny, con la Peugeot numero 2. Sarà così fino alle sette di mattina, quando il leader deve cedere le armi all'altezza del Tertre Rouge, per la rottura del turbo. Le due posizioni al vertice passano alle Audi, seguite dalla Peugeot numero 1. Al comando c'è la R15 di Dumas, seguita da quella di Faessler. Primo posto fra le LMP1 a benzina per la Lola Aston Martin, sesta a 9 giri dal leader. Prosegue il dominio HPD in LMP2, mentre in GT1 la Ford perde l'ultima vettura rimasta, consegnando il primato di classe alla Saleen S7R 'Larbre'. In GT2 è la Porsche 911 GT3 RSR di Lietz a guidare le danze, seguita dalle Ferrari di Simonsen e Fisichella.

La sfida si avvia verso la conclusione, con altre novità sul piatto. Se l'urto contro i pneumatici dell'Audi di Andre Lotterer fa perdere solo poco tempo, con una sosta ai box per la sostituzione del cofano motore danneggiato nel contatto, diversa è la sorte per la Peugeot numero 1 di Alexander Wurz che, dopo aver macinato giri veloci a ripetizione per recuperare su primi, vive il dramma del ritiro per un inconveniente tecnico, annunciato dalla fumata bianca alla bancata destra del motore della 908 HDi FAP.

L'amarezza della squadra francese si legge negli occhi di Olivier Quesnel, capo di Peugeot Sport, che vede sfumare le ambizioni della vigilia, con l'uscita di scena di tutte e tre le vetture ufficiali. Un esito disastroso e imprevidibile, commentato con queste parole: "Ci sono stati troppi problemi ed evidentemente non abbiamo lavorato bene. Torneremo l'anno prossimo e saremo ancora più forti. Mi dispiace per i tifosi, i collaboratori e la direzione aziendale".

Ora per l'Audi di profila un finale di gloria, con Timo Bernhard davanti a Lotterer e Kristensen. La casa dei "quattro anelli" sogna un en-plein come nel 2000. L'uscita di scena della 908 privata del team 'Oreca', che completa la debacle della casa del "leone rampante", rende ancora più facile l'obiettivo. In LMP2 continua il netto dominio della HPD 'Strakka', mentre la Saleen S7 è ancora in testa fra le GT1. Un risultato, quest'ultimo, davvero incredibile.

La Porsche 'Felbemayr' conduce il gruppo delle GT2, davanti alla Ferrari 'Hankook' e alla Porsche 'BMS'. Quarta la "rossa" di Jean Alesi, Toni Vilander e Giancarlo Fisichella, uscita di pista due ore fa con quest'ultimo al volante. Nessuna novità nelle fasi conclusive, che confermano il successo dei "quattro anelli", con una fantastica tripletta. Primo posto per la R15 di Bernhard, Rockenfeller e Dumas, seguita dalle vetture gemelle di Treluyer, Fassler e Lotterer e di Kristensen, McNish e Capello.

24 Ore Le Mans 2010, Classifica Finale:

01 - Rockenfeller-Bernhard-Dumas (Audi R15) - Audi - 397 giri
02 - Lotterer-Fassler-Treluyer (Audi R15) - Audi - a 1 giro
03 - Kristensen-McNish-Capello (Audi R15) - Audi - a 3 giri
04 - Ayari-Andre-Meyrick (Oreca-AIM) - Oreca - a 28 giri
05 - Leventis-Watts-Kane (HPD ARX-01C) - Strakka - a 30 giri
06 - Primat-Mucke-Fernandez (Lola Aston Martin) - Aston Martin - a 32 giri
07 - Lahaye-Moreau-Charouz (Pescarolo-Judd) - OAK - a 36 giri
08 - Newton-Erdos-Wallace (Lola-HPD) - RML - a 39 giri
09 - Nicolet-Hein-Yvon (Pescarolo-Judd) - OAK - a 56 giri
10 - Ojjeh-Greaves-Chalandon (Ginetta-Zytek) - Bruichladdich - a 56 giri
11 - Lieb-Lietz-Henzler (Porsche 997) - Felbermayr - a 59 giri
12 - Farnbacher-Simonsen-Keen (Ferrari F430) - Farnbacher - a 61 giri
13 - Berville-Canal-Gardel (Saleen S7R) - Larbre Competition - a 66 giri
14 - Holzer-Westbrook-Scheider (Ferrari F430) - BMS - a 70 giri
15 - Grégoire-Policand-Hart (Corvette C6.R) - Alphand - a 70 giri
16 - Fisichella-Alesi-Vilander (Ferrari F430) - AF Corse - a 74 giri
17 - Narac-Pilet-Long (Porsche 997) - IMSA - a 76 giri
18 - Bruneau-Rostan-Meichtry (Radical SR)-Judd) - Race Performance - a 76 giri
19 - Muller-Farfus-Alzen (BMW M3 E92) - BMW - a 77 giri
20 - Amaral-Pla-Hughes (Ginetta-Zytek) - Quifel - a 79 giri
21 - Van Splunteren-Hommerson-Machiels (Porsche 997) - Prospeed - a 80 giri
22 - Nygard-Enge-Kox (Aston Martin DBR9) - AMR Young - a 86 giri
23 - Salini-Salini-Gommendy (WR-Zytek) - Welter - a 89 giri
24 - Felbermayr-Felbermayr-Konopka (Porsche 997) - Felbermayr - a 93 giri
25 - Brabham-Franchitti-Werner (HPD ARX-01C) - Highcroft - a 101 giri
26 - De Pourtales-Noda-Kennard (Lola-Judd) - KSM - a 106 giri
27 - Coronel-Dumbreck-Bleekemolen (Spyker C8) - Spyker - a 117 giri
28 - Drayson-Cocker-Pirro (Lola-Judd) - Drayson - a 144 giri

Via | Paddock.it Racingworld.it Italiaracing.net

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