F1, GP Canada: Giancarlo Minardi dice la sua

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Giancarlo Minardi, dall'alto della sua esperienza, traccia l'analisi del Gran Premio del Canada di Formula 1, che si è chiuso con una doppietta McLaren. Il costruttore faetino riconosce i grandi progressi compiuti dalla scuderia di Woking e ammette che la Ferrari non è andata male.

Adesso, secondo lui, bisognerà vedere l'apporto del nuovo pacchetto destinato alla F10 nella tappa di Valencia, che potrebbe decidere le sorti di campionato delle "rosse". Qualche appunto alla Red Bull, protagonista di una mediocre strategia di gara. Il team austriaco sconta pure dei problemi di affidabilità.

Ecco il resoconto completo di Minardi pubblicato sul sito ufficiale della sua azienda:

Il weekend canadese ci ha regalato un Gran Premio interessantissimo, dove si sono evidenziate tattiche e prestazioni dei vari team, con un bel recupero da parte della Ferrari, come avevamo già anticipato alla fine dello scorso Gran Premio in Turchia, con una Red Bull leggermente in difficoltà e una McLaren in grande spolvero. Il team anglo-tedesco, dopo il grande passo in avanti messo in mostra quindici giorni fa in Turchia, ha praticamente azzerato il distacco da Vettel e Webber.

Difficile invece dare una spiegazione alla decisione presa dai commissari a fine qualifica in quanto, normalmente, se non si hanno almeno tre litri di benzina nel serbatoio non si possono effettuare le verifiche tecniche: di conseguenza scatta la penalità. In questo caso, invece, il team si è subito accollato la responsabilità ricevendo una sanzione di 10.000 dollari. Non capisco come mai siano state usate due misure differenti. Si è creato quindi un precedente.

Proprio la Red Bull, oltre ad aver interpretato male la strategia della gara, ha nell’affidabilità il suo tallone d’Achille. Se non dovessero riuscire a trovare una soluzione, per loro sarà molto difficile mettere le mani sul campionato. A rimescolare le carte in gioco hanno contribuito anche le gomme: sia le mescole soft che le dure avevano una consistenza abbastanza bassa, a causa dell’asfalto molto abrasivo che caratterizza questa pista. Di conseguenza già al sesto passaggio si è aperto il valzer dei pit stop.

Come detto, è stata una corsa molto divertente, in cui la Ferrari poteva ritrovare anche il gradino più alto del podio. Al pit stop di Lewis Hamilton, il ferrarista Fernando Alonso si era reso protagonista di un giro perfetto, segnando i migliori intertempi in ciascun settore e riuscendo a recuperare in un giro 1’’5. Probabilmente, senza il doppiaggio di Jarno Trulli, che gli ha fatto perdere 2’’5, sarebbe rimasto al comando, visto che aveva a disposizione ancora due giri buoni.

I doppiati fanno parte del gioco e il terzo posto è un ottimo risultato. Ora siamo tutti in attesa di questo nuovo pacchetto aerodinamico molto evoluto che darà vita ad una F10B e che dovrebbe arrivare in occasione del Gran Premio d’Europa. A questo punto potremmo assistere, cosa che sta già succedendo, a dei Gran Premi aperti fino alla fine con macchine racchiuse in una forbice di pochi decimi. Con il ritorno in Europa andremo su circuiti veri e caldi in cui potrà succedere tutto e il contrario di tutto.

Tornando alla gara, bella prestazione di Robert Kubica che ormai non è più una sorpresa con la sua Renault e di Sebastian Buemi con la Toro Rosso, che per tutta la durata della corsa è stato competitivo. Un ottimo risultato, convalidato dal fatto che si è ben difeso da Sutil, un compagno di avventura non facile da domare. Molto bene anche Nico Rosberg, con un Michael Schumacher in ombra. Oltre ad arrancare ed essere costantemente più lento del suo compagno di squadra si è reso protagonista di due-tre scorrettezze che, se commesse da un giovane, sarebbero state sanzionate con un passaggio in corsia box.

Discorso a parte, invece, per Felipe Massa, vittima di episodi a lui non imputabili: al pronti-via Liuzzi voleva passare dove non c’era spazio e sul finale è stato stretto verso il muro dal tedesco. E’ stato sotto tono rispetto al suo compagno, ma non possiamo colpevolizzarlo più di tanto. Proprio per quanto riguarda l’italiano della Force India non capisco come abbia potuto rovinare una gara con la macchina che si ritrovava tra le mani. Stando un po’ più calmo allo start poteva ambire tranquillamente al quarto-quinto posto: un’irruenza non giustificata che ha pagato a caro prezzo. Si è reso protagonista, comunque, di una gara egregia portando a termine un bel sorpasso ai danni di Schumacher. Se non avesse rovinato tutto alla prima curva il bottino poteva essere ancora più ricco.

Tra quindici giorni il circus arriverà a Valencia, un tracciato che potrà regalarci diverse emozioni, anche per le alte temperature che ci saranno, rispetto al Canada. Sarà interessante sapere che mescole porterà la Bridgestone, che come costruttore conosce già tutti i pregi e difetti dei team.

Gian Carlo Minardi

Via | Minardi.it

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