Ferrari, Massa: "In Ungheria abbiamo fatto il massimo"

felipe massa

Dopo il Gran Premio d'Ungheria, che ha chiuso al quarto posto, Felipe Massa si concede il relax concesso dalla lunga pausa prima del prossimo appuntamento iridato, che si svolgerà a Spa il 29 agosto. Il pilota brasiliano non ha fretta di raggiungere la data, perché avverte il bisogno di trascorrere un po' di tempo con la famiglia.

Nel suo blog, però, offre alcune riflessioni sulla sfida di Budapest, concentrandosi sull'analisi della strategia che, a suo avviso, è stata quella giusta. Sul tracciato dell'Hungaroring le "rosse" hanno ottenuto il massimo, compatibilmente con lo scenario. Dal paulista giungono pure dei ricordi legati all'incidente dello scorso anno.

Ecco cosa il pilota del "cavallino rampante" ha scritto nel suo diario:

Sono tornato in Brasile per questa pausa estiva volando direttamente da Budapest domenica sera. E’ bello essere di nuovo a casa dopo uno dei mesi più intensi che io mi ricordi nella mia carriera in Formula 1: fortunatamente si è concluso con un paio di buoni risultati che indicano come la Ferrari sia tornata allo standard che ci aspettavamo.

Credo che l’esito della gara dell’Ungheria sia stato, per vari motivi, il migliore che potessimo sperare di ottenere. Il passo della Red Bull, il fatto che la pista sia ben nota per non offrire possibilità di sorpassi e il pizzico di sfortuna di aver perso una posizione al pit-stop in regime di safety-car a vantaggio di Hamilton, compensata dal suo successivo ritiro, sono gli elementi che hanno determinato il risultato finale. Quarto ero in griglia e quarto sono arrivato al traguardo.

Al momento della neutralizzazione abbiamo scelto di fare il doppio pit-stop ed io sono rientrato dietro Fernando. Perché non abbiamo imitato Webber e continuato a girare con le gomme morbide? La scelta di Mark è stata giusta ma soltanto perché lui aveva una macchina in grado di tenere il ritmo giusto per accumulare il margine di vantaggio necessario per farlo rimanere in testa dopo la sua sosta.

Per noi questa scelta non avrebbe funzionato. Il nostro doppio pit-stop è stato impeccabile: quando sono arrivato alla piazzola Fernando era già partito e ho perso la posizione perché sono cose che possono accadere in frangenti come quello. Quindi, pur avendo fatto il “doppio”, ho avuto la possibilità di lottare per la mia posizione: in tutta onestà, è stata la scelta strategica giusta.

In Germania sembrava avessimo la macchina più veloce e soltanto pochi giorni dopo la Red Bull è sembrata su un altro pianeta rispetto a tutti gli altri. Sono stati praticamente in più veloci, eccezion fatta per il Bahrain all’inizio e poi appunto la Germania: questo è dovuto principalmente alla diversa natura delle piste. In Germania ci siamo qualificati praticamente sugli stessi tempi mentre in Ungheria erano 1”2 più veloci, il che ci fa capire come a Hockenheim probabilmente fossero sotto il loro livello abituale.

Dal punto di vista personale, Budapest è stato un weekend particolare per me. Tornare lì dopo quello che era successo lo scorso anno e incontrare le persone che mi hanno tirato fuori dalla macchina subito dopo l’incidente e che si sono prese cura di me nel centro medico e poi nel trasporto in elicottero in ospedale è stato molto bello così come mi ha fatto un enorme piacere cenare giovedì sera con il chirurgo che mi ha operato: è stato qualcosa di davvero speciale. In pista, non ho mai pensato all’incidente quando sono passato in quella curva anche se mi ha fatto piacere vedere che sulle tribune c’erano degli striscioni con messaggi come “Bentornato Felipe”: è stato molto carino da parte dei tifosi.

Ora abbiamo una pausa piuttosto lunga, con tre fine settimana senza corse. Anche se la Ferrari è in una fase positiva, sono contento che ci sia questa interruzione. E’ importante per noi piloti avere un po’ di riposo dopo un periodo tanto intenso e lo è ancora di più per la squadra, che ha lavorato davvero tantissimo. Passerò queste settimane qui in Brasile con la mia famiglia, rilassandomi e cercando di stare il più possibile con mio figlio, il che è praticamente un lavoro a tempo pieno!

Via | Ferrari.com

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