Follie dal Tokio Auto Salon




Si tratta del salone dedicato ai preparatori, in tre giorni attrae una folla enorme interessata a vedere le follie che possono uscire dai laboratori giapponesi o anche dal Japan Automobile College (NATS). Rispetto alle manifestazioni italiane o europee dello stesso settore sembra di vedere più gusto e maggior qualità. Probabilmente si tratta solo di un’impressione, però a sentire i nomi degli espositori, cioè Mugen, Nismo, STI, Mazdaspeed, tutto è molto più chiaro, sono le stesse case automobilistiche che in questa occasione espongono la produzione dei loro reparti sportivi e corse.

[Via: edmunds.com]

Un altro aspetto interessante è la vasta presenza di auto prodotte in maniera artigianale sullo stile dei costruttori inglesi, in cui si utilizzano telai e motorizzazioni già esistenti, e si ricarrozza il tutto con scocche originali e a volte anche attraenti. Per fortuna manca la cultura europea di accanirsi sui profili aerodinamici per snaturare delle mediocri utilitarie appesantendone l’estetica. Lo scempio su questo tipo di auto viene eseguito in maniera più palese, trasformando delle semplici Micra in furgoncini oppure in berline, per il solo gusto di attrarre gli sguardi ma senza la pretesa di accedere al mercato. Ovviamente non è tutto bello, e spesso si tratta di gusti personali, le inevitabili brutture non mancano, ma fondamentalmente si tratta di un salone interessante e particolarmente orientato a vetture da corsa pensate per la circolazione stradale.




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