Lotus: e se un domani diventasse anche motorista in Formula 1?

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Chiariamo subito: stiamo parlando ovviamente di Lotus Cars, la casa automobilistica, non certo Lotus Racing, la squadra di Tony Fernandes e Mike Gascoyne che proprio in questi ultimi giorni ha dovuto mandare giù il rospo dell'ingresso in F1 degli...omonimi. Detto questo, passiamo ai fatti: Lotus Cars, che nel 2011 debutterà al fianco di Renault come main sponsor e partner finanziario, potrebbe un giorno diventare anche motorista nella serie.

Nel corso di una cena con la stampa che ha avuto luogo mercoledì sera a Londra, Dany Bahar, amministratore delegato di Group Lotus, ha affermato che "si sta lavorando" per valutare quest'opportunità. Vi ricordiamo che alla fine di novembre, la stessa casa inglese ha annunciato che dal 2012 si cimenterà come motorista anche in IndyCar Series.

"Ne abbiamo la capacità e non c'è alcuna ragione per la quale non dovremmo essere in grado di costruirci da soli un motore da F1", ha affermato Bahar, che ha comunque precisato: "Un eventuale programma da motoristi in F1 è ancora lontano dal diventare concreto". Parlando con i giornalisti inglesi, l'ad di Hethel ha avuto modo di soffermarsi anche sulla querelle con Lotus Racing.

E qui vengono le note dolenti, perché pare prendere corpo l'ipotesi paventata da noi nei giorni scorsi: il ricorso alle vie legali. Bahar ha bollato letteralmente come "ridicole e assurde" le richieste fatte da Fernandes per risolvere il tutto con un gentlemen's agreement.

Allo stato attuale delle cose, dice Bahar, Fernandes è libero di chiamare "Team Lotus" la sua squadra nel 2011, mentre Renault non potrà aggiungere il nome Lotus alla sua denominazione ufficiale, rimanendo semplicemente Renault F1 Team. E il peggio è che questa situazione imbarazzante, senza alcun tipo di intervento risolutore, potrebbe protrarsi fino al 2013, quando cioè sarà firmato il nuovo Patto della Concordia.

Bahar comunque non si rassegna all'idea che Fernandes possa disporre della denominazione Team Lotus a suo piacimento: "Si tratta di un nome che dovrebbe essere lasciato in pace. Non vogliamo che nessun altro chiami Lotus le sue monoposto, perché è il nostro brand e noi siamo un costruttore di sportive che intende tornare con un nuovo programma di impegno in F1".

Non ci resta che ripetere il nostro auspicio: speriamo di parlare solo di sport nel 2011...

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