Dino 246 GT, un gioiello senza tempo in video

Oggi gustiamo le linee, il rombo e le impressioni onboard della Dino 246 GT, una creatura dedicata al figlio di Enzo Ferrari che, nel 1969, prese il posto della Dino 206 GT. Dalla sigla numerica si colgono alcuni dei suoi elementi caratteristici: la cubatura di 2.4 litri e l'uso di un propulsore a 6 cilindri. La vettura nacque con l'obiettivo di intercettare nuovi e più vasti segmenti di clientela.

Per riuscirci sfruttava un prezzo di listino meno impegnativo e l'intrigante disposizione posteriore centrale del motore che, con il suo carico di novità, creò interesse attorno alla nuova creatura. La Dino è stata infatti la prima stradale uscita dai cancelli di Maranello a distinguersi per questa architettura tecnica. La sua linea, morbida e ondulata, esprime ancora oggi un grande carattere.

Firmata da Pininfarina, divenne presto un must, una pietra miliare imprescindibile per gli sviluppi successivi di tutta la produzione Ferrari. Le pinne alle spalle dell'abitacolo, che si raccordano dolcemente alla coda, si elevarono a nota estetica di tanti modelli nati dopo di lei. Anche le luci posteriori sdoppiate ebbero lo stesso destino. Questo piccolo grande gioiello, dal fascino ammaliante, godeva della spinta di 195 cavalli, chiamati a muovere sportivamente un corpo vettura pesante 1080 kg.

dino 246
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Foto | Exoticsonroad.com

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