A 20 anni dalla scomparsa di Fangio

Nella vita del pilota argentino c'è anche un misterioso sequestro, durato appena 29 ore.

Fangio su una Maserati 250F

Ayrton Senna era convinto fosse il migliore di tutti. Per i tifosi argentini è El Maestro, per gli altri semplicemente una leggenda. Ha vinto come pochi altri: cinque titoli mondiali e 24 successi in Formula 1, oltre ad una Carrera Panamericana, ad una gara sul circuito del Nurburgring ed alla 12 Ore di Sebring (con vetture Sport). L’attualità purtroppo ci obbliga a scrivere di Juan Manuel Fangio in maniera diversa da quella sperata, ma il 20° anniversario dalla sua scomparsa – il pilota argentino morì il 17 luglio 1995 – rappresenta la giusta occasione per ricordarlo nella maniera dovuta.

Fangio nasce il 24 giugno 1911 a Balcarce, nei pressi di Buenos Aires. Inizia a correre piuttosto tardi in relazione agli standard moderni, per di più su una vettura non certo dedicata: il 25enne Fangio impugna nel 1936 il volante di una Ford che si dice sia stata utilizzata prima come taxi. La sua carriera decolla a partire dal 1949. Arriva in Europa e vince quattro gran premi in rapida successione, ma non partecipa alla Mille Miglia (la sua Simca non venne allestita in tempo) e si riscatta vincendo a Monza in Formula 2.

Esordisce in Formula 1 nel 1950. Lo fa grazie ad Alfa Romeo e quell’anno vince tre gare sue sei, ma il titolo gli sfugge per colpa dei tre ritiri. Vince nel 1951 ed arriva nuovamente secondo nel 1953 (con Maserati), prima di trionfare ininterrottamente dal 1954 al 1957: si aggiudica i primi due titoli con Mercedes, prima di vincere anche insieme a Ferrari e Maserati. E’ il pilota più anziano ad essersi aggiudicato un titolo iridato (a 46 anni e 41 giorni) ed è quello con la più elevata percentuale di pole position, superiore addirittura al 50% (55,8%).

Il pilota argentino disputa nel 1958 l’ultimo campionato in Formula 1. Ce lo ricordiamo per un episodio clamoroso, ancor’oggi non del tutto chiaro: il 23 febbraio, durante la gara di Cuba, Fangio venne rapito per alcune ore da due persone mascherate e vicine a Fidel Castro. El Mastro venne liberato dopo 29 ore, non riuscendo quindi a correre il GP.


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