IndyCar: ai piloti sono vietate le critiche

Le norme vengono ritenute fondamentali per preservare la rispettabilità del marchio e degli investitori.

Una monoposto della formula Indy

Il responsabile della categoria aveva già messo in guardia piloti e scuderie: in futuro non verranno più tollerate critiche alla disciplina espresse in pubblico, redarguendo così Juan Pablo Montoya e non perdonandogli il suo aggettivo (stupido) riferito alla corsa. Molti pensavano fosse una di quelle minacce con le quali riportare tutti nei ranghi, ma invece Mark Miles è stato di parola: il numero uno della Verizon IndyCar Series ha introdotto ieri una serie di nuove regole comportamentali, che prevedono il divieto assoluto di critica.

Le norme rientrano nel Detrimental Competitor Conduct e sono strutturate in cinque punti. Il documento obbliga i piloti ad essere rispettosi, professionali, corretti e gentili nei confronti del prossimo. Non dovranno minacciare o ingiuriare il personale di gara; non dovranno sollevare questioni riguardanti l’integrità o la legittimità delle regole e della loro applicazione; non dovranno criticare il calendario o le gare dello stesso; non dovranno criticare gli sponsor o le reti che trasmettono la disciplina; non dovranno esprimere commenti lesivi dell’integrità e della reputazione della Indy Car.

Le regole non verranno applicare per sanzionare Ed Carpenter, episodio che Miles ha invitato a considerare una sorta di esempio. “Non si tratta di un bavaglio e per questo le regole non verranno applicate in maniera draconiana” spiega Miles, secondo cui gli ufficiali useranno comunque il buon senso nelle situazioni più spinose (come ad esempio l’incidente Carpenter e Karam). IndyStar non rivela quali punizioni verranno applicate ai trasgressori.

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