Il nostro racconto al volante della SEAT Ibiza Cup

La fortuna non ci ha assistito, ma guidare l'Ibiza Cup si è rivelata comunque un'esperienza entusiasmante.

La Citroen C3 non è l’unica vettura di segmento B a poter vantare un’omologa per le competizioni. Questa fortuna capita anche alla SEAT Ibiza, modello che l’azienda spagnola allestisce per il campionato Ibiza Cup ed ormai solida realtà nel mondo delle categorie monomarca: la disciplina giunge quest’anno all’edizione numero cinque, prevede un totale di 18 equipaggi e si articola in sei appuntamenti (Monza, Imola, Pergusa, Vallelunga, Misano, Mugello).

Ciascuna tappa include due turni di prove ed altrettante gare, lunghe 48 minuti l’una. La vettura mantiene l’impianto stilistico della Ibiza a listino, ma si caratterizza per alcune significative novità di carattere tecnico: il motore 1.4 TSI guadagna 20 CV rispetto all’unità di serie e raggiunge i 200 CV, l’impianto di scarico viene reso più accattivante e l’intercooler si rivela più capace. I pneumatici sono slick.

 

 

Cambiano poi gli ammortizzatori, i mozzi ruota e l’impianto frenante, derivato in parte dalla Leon Cup. Il campionato è arrivato al giro di boa e riprenderà domenica 13 settembre, a Vallelunga. In testa alla classifica c’è Carlotta Fedeli (74 punti), giunta terza in entrambe le manche della gara di Pergusa e leader con 15 punti di vantaggio sulla coppia Alberto Bassi-Roberto Ferri. A Pergusa si sono imposti Peter Wyhinny e Gabriele Volpato.

Qui sotto vi riportiamo il nostro resoconto della tappa, purtroppo non fortunato

Ci siamo schierati in pista con la divertente Ibiza Cup sul circuito di Pergusa, un tracciato caratterizzato da lunghissimi rettilinei e varianti lente nelle quali è importante acquistare il giusto feeling con l’auto e capire come e quanto tagliare correttamente i cordoli e in che modo farlo. Dopo un primo turno di adattamento abbiamo iniziato a scoprire gli aspetti più piacevoli e coinvolgenti della piccola Ibiza Cupra, che utilizza il 1.400 TSI da 200 CV. Le modifiche più importanti oltre allo spoglio dell’auto, sono la presenza di ammortizzatori Koni da corsa, l’utilizzo di nuovi mozzi e dischi e pinze della Leon Cupra. I pneumatici sono slick mentre si utilizza il cambio automatico doppia frizione dsg che resta praticamente di serie. L’auto è divertente e molto reattiva, la tenuta è molto elevata e teoricamente potrebbe digerire anche potenze molto superiori a quella istallata. Nella prima manche dopo una partenza dalle retrovie siamo riusciti a rimontare molte posizioni prima di terminare la gara a tre giri dalla fine per una foratura quando occupavamo la sesta posizione. Anche in gara due non siamo riusciti a terminare la gara fermandoci a 11 giri dal termine.
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