GP Bahrain: la gara potrebbe generare un giorno della rabbia

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La discutibile decisione di rimettere in calendario a fine ottobre il Gran Premio del Bahrain di Formula 1 sta alimentando un vespaio di polemiche. In molti contestano la scelta della Fia ed anche le squadre dicono di non voler affrontare quest'anno la sfida di Sakhir, per motivi di ordine etico e logistico.

L'appuntamento nell'arcipelago del Golfo Persico potrebbe diventare una cassa di risonanza mondiale per il governo e gli oppositori. Il primo avrebbe una vetrina da cui lanciare il messaggio che tutto è a posto, gli insorti disporrebbero di un display per azioni eclatanti.

Un leader degli attivisti per i diritti umani parla di possibili disordini civili e di proteste in occasione dell'evento, contro il cui ritorno la gente ha mostrato una forte resistenza. Si parla già di un Gran Premio segnato da un "giorno della rabbia". Nabeel Rajab, presidente del centro per i diritti umani del Bahrain, si esprime in questi termini: "Abbiamo sepolto due corpi di persone vittime dell'oppressione governativa quando è stata data la notizia del recupero della gara".

Poi aggiunge: "E' triste sentire che gli interessi dello sport siano più importanti del dramma vissuto da tante persone di questa regione. Ciò sta turbando molte coscienze. Il giorno della corsa è stato già chiamato 'day of rage', per manifestare l'insofferenza verso quello che il regime sta facendo sul suo popolo". Speriamo che il Circus faccia un passo indietro, prima che sia troppo tardi.

Via | Thef1times.com

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