24 Ore di Le Mans 2011: vince l'Audi di Lotterer, Fassler e Treluyer

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L'Audi conquista il successo nella 24 Ore di Le Mans 2011, caratterizzata da diversi colpi di scena e da una lotta accesa dal primo all'ultimo metro. A tagliare al comando la linea del traguardo è stata la R18 di Lotterer, Treluyer e Fassler, che hanno fatto sventolare festosamente la bandiera dei "quattro anelli", difendendo in inferiorità numerica i colori della casa Ingolstadt, dopo gli incidenti che avevano tolto di scena la altre due auto del marchio tedesco.

Secondo posto all'arrivo per la Peugeot di Bourdais, Lamy e Pagenaud, con un ritardo inferiore ai 16" dalla linea di testa, a riprova dell'ardore della lotta per la gloria in una gara che vale un'intera stagione. Altri tre bolidi del "leone rampante" sono giunti nelle posizioni a seguire, con Montagny, Sarrazin, Minassian davanti all'altra vettura ufficiale di Gené, Wurz e Davidoson e alla 908 "Oreca" di Panis, Lapierre e Duval.

Successo in LMP2 per la Zytek Nissan di Ojjeh, Kimber, Smith e Lombard, mentre in GTEPro il gradino più alto del podio è andato alla Corvette C6 ZR1 di Beretta, Milner e Garcia, davanti alla Ferrari 458 AF Corse di Fisichella, Bruni e Vilander e alla Bmw M3 GT di Priaulx, Muller e Hand. Vittoria in GTE Am per la Corvette C6 ZR1 di Gardel, Bornhauser e Canal.

Il risultato finale, per quanto concerne la classifica assoluta, riflette l'andamento complessivo della gara, che ha premiato gli sforzi dell'Audi, capace di mettere in pista una vettura veloce e gentile con i pneumatici, mentre la Peugeot ha palesato un consumo di carburante leggermente più basso.

Gli ultimi giri sono stati appassionanti, ma è stata l'intera corsa ad offrire grandi emozioni, nel segno di una tradizione unica e irripetibile come quella della Sarthe. A due ore dalla fine era entrata in gioco la pioggia, che poteva complicare la vita degli equipaggi in lotta per la vittoria, ma la situazione al vertice non ne ha patito più di tanto, anche se non sono mancati alcuni errori.

Da segnalare l'urto contro le barriere di Emmanuel Collard, costretto al ritiro quando occupava la quinta piazza, migliore fra i piloti dei prototipi a benzina. Comprensibile la delusione di Henri Pescarolo, che sognava di mantenere il primato della sua barchetta fino alla bandiera a scacchi.

Nelle fasi precedenti era stata sempre la lotta fra l'Audi e la Peugeot a dominare la scena, suscitando l'interesse degli sportivi. Problemi per la Ferrari 458 "AF Corse", che non lasciavano presagire nulla di buono per la "rossa" del team piacentino, costretta a perdere terreno sui rivali. Era andata meglio prima, quando la berlinetta di Maranello gestiva con sufficiente tranquillità il margine sugli inseguitori.

Ai tre quarti di gara al comando c'era l'Audi di Treluyer, pressata molto da vicino da una coppia di Peugeot, con Bourdais pronto a cogliere l'occasione, mentre l'altra 908, che occupava il quarto posto, era a due giri dal leader. Il bolide del "leone rampante" di Sarrazin era stato penalizzato con uno stop and go di un minuto dalla direzione gara, perché i meccanici non avevano tutte le protezioni durante un rifornimento.

Due momenti cruciali nello sviluppo della maratona sono stati l'uscita di scena della R18 di Rockenfeller, per un violento incidente nato da un contatto con una Ferrari doppiata, e la spaventosa escursione fuori pista della vettura gemella di McNish, avvenuta nelle prime fasi del confronto.

La gara ha perso molto presto le due Aston Martin AMR-One, segnando un esordio disastroso per il nuovo modello della casa inglese, che si è presentata ai nastri di partenza con un bolide poco solido e non troppo competitivo. Un'occasione sprecata e tanti soldi evaporati, che faranno riflettere il management in vista della prossima uscita alla maratona della Sarthe. Simili analisi passano però in secondo piano rispetto all'intensità di una sfida tirata fino all'ultimo centimetro.

24 Ore di Le Mans 2011, ordine d'arrivo:

01 - Lotterer-Fassler-Treluyer (Audi R18) - Audi – 352 giri
02 - Bourdais-Lamy-Pagenaud (Peugeot 908) - Peugeot – 15"586
03 - Montagny-Sarrazin-Minassian (Peugeot 908) - Peugeot – 2 giri
04 - Gené-Wurz-Davidson (Peugeot 908) - Peugeot – 4 giri
05 - Panis-Lapierre-Duval (Peugeot 908) - Oreca – 16 giri
06 - Jani-Prost-Bleekemolen (Lola-Toyota) - Rebellion – 17 giri
07 - Martin-Leinders-Ickx (Lola Aston Martin) - Kronos – 27 giri
08 - Ojjeh-Kimber Smith-Lombard (Zytek-Nissan) - Greaves - 28 giri (1° LMP2)
09 - Ayari-Mailleux-Ordonez (Oreca-Nissan) - Signatech – 35 giri
10 - Tucker-Bouchut-Barbosa (Lola-Honda) - Level 5 - 36 giri
11 - Beretta-Milner-Garcia (Corvette C6 ZR1) - Corvette - 40 giri (1° GTEPro)
12 - Fisichella-Bruni-Vilander (Ferrari F458) - AF Corse - 41 giri
13 - Nakano-De Crem-Charouz (Pescarolo - BMW) - OAK – 41 giri
14 - Newton-Erdos-Collins (HPD ARX-01D) - RML - 41 giri
15 - Priaulx-Muller-Hand (BMW M3 GT) - BMW - 42 giri
16 - Lieb-Lietz-Henzler (Porsche 997) - Felbermayr - 43 giri
17 - Narac-Pilet-Armindo (Porsche 997) - IMSA - 44 giri
18 - Bergmeister-Long-Luhr (Porsche 997) - Flyng Lizard - 45 giri
19 - Frey-Meichtry-Rostan (Lola-Judd BMW) - Race Performance - 50 giri
20 - Bornhauser-Canal-Gardel (Corvette C6R) – Larbre Competition - 52 giri (1° GTEAm)
21 - Bourret-Gibon-Belloc (Porsche 997) – Larbre Competition - 53 giri
22 - Hirschi-Rossiter-Mowlen (Lotus Evora) - Lotus Jetalliance - 60 giri
23 - Goossens-Holzer-Van Lagen (Porsche 997) - Prospeed - 62 giri
24 - Bell-Sugden-Maassen (Ferrari 458) - JMW - 65 giri
25 - Barlesi-Da Rocha-Lafargue (Pescarolo - Judd BMW) - OAK - 67 giri
26 - Robertson-Robertson-Murry (Ford GT) - Robertson - 70 giri
27 – Rodrigues-Menahem-Marroc (Ferrari F430) – JMB - 78 giri

28 - Rosier-Haezebrouck-De Fournoux (Norma-Judd BMW) - Ex. Limite - 108 giri

Ritirati:

Kristensen-McNish-Capello (Audi R18)
Mucke-Turner-Klien (Aston Martin Amr-One)
Primat-Meyrick-Fernandez (Aston Martin Amr-One)
Amaral-Pla-Hughes (Zytek)
Hancock-Dolan-Buncombe (Aston Martin Vantage)
Moreau-Ragues-Monteiro (Pescarolo-Judd)
Wills-Lynn (Ferrari F430)
Zacchia-Lammers-Elgaard (Oreca Swiss Hybrid)
Rockenfeller-Bernhard-Dumas (Audi R18)
Nicolet-Hein-Yvon (Pescarolo-Judd)
Krohn-Jonsson-Rugolo (Ferrari F430)
Slingerland-Rich-Poulsen (Lotus Evora)
Beltoise-Thiriet-Jakubowski (Ferrari F458)
Farnbacher-Simonsen-Keen (Ferrari F430)
Perez Companc-Russo-Kaffer (Lola-Judd BMW)
Leventis-Watts-Kane (HPD ARX-01D)
Belicchi-Boullion-Smith (Lola-Toyota)
Premat-Hallyday-Kraihamer (Oreca-Nissan)
Tandy-Al Faisal-Miller (Porsche 997)
Gavin-Magnussen-Westbrook (Corvette C6 ZR1)
Felbermayr-Felbermayr-Ried (Porsche 997)
Cioci-Perazzini-Breslin (Ferrari F430)
Nieminen-Law-Pumpelly (Porsche 997)
Collard-Tinseau-Jousse (Pescarolo-Judd) 
Kaufman-Waltrip-Aguas (Ferrari F458)
Ortelli-Makowiecki-Melo (Ferrari F458)
Muller-Farfus-Werner (BMW M3 GT)
Giroix-Wainwright-Goethe (Aston Martin Vantage) 





Via | Italiaracing.net

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