F1: 39 anni fa Lauda tornava a correre dopo l'incidente

Il 12 settembre 1976 era lontano solo 42 giorni dall'incidente del Nurburgring. Per Lauda furono sufficienti.

Il ritorno di Lauda

Alcuni probabilmente ricorderanno il Gp di Monza disputato nel 1976. Se lo aggiudicò Ronnie Peterson, Carlos Reutemann corse la prima gara in Ferrari e venne introdotta la prima chicane come oggi la intendiamo, composta cioè da un doppio destra-sinistra utile per rallentare maggiormente le vetture. Quel Gp d’Italia è ricordato comunque per un fatto ai limiti del clamoroso: Niki Lauda tornò a guidare la sua Ferrari appena 42 giorni dopo il terribile incidente del Nurburgring, che lo lasciò sfigurato nel volto ed ammaccato nel corpo.

Era il 12 settembre del 1976. Lauda stabilì il quinto tempo nelle qualifiche ma si attardò nelle fasi iniziali del gran premio, trovandosi imbottigliato a centro gruppo e perdendo secondi rispetto ai fuggitivi. Il pilota austriaco viene però aiutato dalla pioggia ed approfitta della confusione, riuscendo ad agguantare nuovamente la quinta piazza.

Al giro 46 supera Patrick Depailler (penalizzato da un problema elettrico) e si installa in quarta posizione, aumentando così il vantaggio nei confronti di James Hunt: il pilota inglese si ritirò al 24° in seguito ad un testacoda. L’impresa di Lauda fu al limite dell’eroismo. Non soltanto perché l’autorizzazione a correre gli venne fornita solo il venerdì mattina, ma anche perché il suo stato di salute restava precario: i tecnici del Cavallino furono costretti a modificare il casco per limitare le perdite di sangue. Wikipedia riporta questa sua dichiarazione:

Vado a Monza ma non per vincere. È il mio primo Gran Premio dopo l'incidente del Nürburgring. Per me sarà soltanto un allenamento per quelli successivi, un modo per riacquistare la forma perfetta, lo mi sento pronto al 100 per cento, ma è un mese che non salgo su una vettura di F.1 e non so quale possa essere il mìo rendimento. Oggi tutto è andato bene e non ho avuto problemi particolari. Non sono tanto preoccupato per la guida, quanto per la resistenza allo sforzo fisico


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