Pirelli PZero F1: uno sguardo dai box

Pirelli PZero F1

Durante la nostra permanenza al Nürburgring lo scorso week end abbiamo potuto dare un occhio da vicino al lavoro di Pirelli in Formula 1. Diciamo subito che il motorhome Pirelli è una realtà atipica quanto gradita all'interno dei paddock. Contrariamente ad altri che sono dei veri e propri mini bunker, il motorhome Pirelli è un ambiente volutamente aperto ed accogliente. Ci si può fermare per un buon caffè, cosa che all'estero è sempre rara, oppure per vedere una tappa del Tour de France, come successo durante il nostro incontro con Jarno Trulli. In un mondo prevalentemente britannico, in cui ci sono presenze di francesi e tedeschi, Pirelli ha rafforzato la partecipazione italiana, da sempre protagonista nella massima serie.

Facciamo un passo indietro, perchè possiamo tranquillamente dire che Pirelli ha contribuito a fare la storia della Formula 1. Prima vittoria al Gran Premio di Francia del 1913 con George Boilloit su Peugeot e primo campionato del mondo vinto da Gastone Brilli Peri su un'Alfa Romeo P2 nel 1925. Come molti di voi sapranno l'azienda è tornata nel cirucs dopo una ventina d'anni di assenza. L'ultima vittoria risale al Gran Premio del Canada nel 1991 quando Piquet tagliò per primo il traguardo su Benetton-Ford. Di li a qualche mese sarebbe arrivato come suo nuovo compagno di squadra un "certo" Michael Schumacher. Sempre a proposito di Benetton, qualche appassionato ricorda le gomme colorate adottate nel 1986, da un certo punto di vista riprese oggi con il colore riferito al tipo di gomma utilizzata.

Abbiamo parlato dell'assenza dalla Formula 1, ma questo non significa che l'esperienza nel settore motorsport si sia arrestata. Citiamo allora come esempio il lavoro fatto nel mondo dei Rally, ma anche in quello della GP2 e GP3, senza dimenticare il Mondiale Superbike per quanto riguarda il settore due ruote. Impegni importanti che hanno permesso alla casa italiana di accumulare competenze che si sono rivelate decisive in questa prima parte di stagione in F1. Un aspetto poco conosciuto ma che risulta importante è che a differenza del passato gli pneumatici non vengono forniti gratuitamente ma sono invece acquistati dai team. Questo significa, oltre a dare un "valore" al lavoro che c'è dietro alla gomma, avere feedback precisi e veritieri da parte dei team, che sono a tutti gli effetti clienti. Abbiamo allora parlato con il Racing Manager Mario Isola ed abbiamo fatto il punto della situazione in attesa dell'Hungaroring di domenica prossima.

Pirelli PZero F1
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Mario Isola: il Racing Manager


Pirelli PZero F1

Mario Isola è il Racing Manager di Pirelli in Formula 1. Una vita passata nel mondo delle corse, molti dei quali proprio nel settore Motorsport di Pirelli. Oltre alla Formula 1, si occupa delle operazioni in pista per GP2 e GP3. E' a lui che facciamo la prima domanda. Iniziamo dai numeri, perchè un conto è "immaginarli", un altro è vederli tradotti nella realtà.

Ciao Mario, ci racconti un po' della squadra che mettete in campo per ogni gran premio? Puoi darmi qualche dato?

"Per ogni Gran Premio di Formula 1 vengono forniti 1800 pneumatici: si tratta di una movimentazione che conta 7 tir. Il personale direttamente coinvolto e che segue il circus è invece composto da una cinquantina di persone. 18 fitters, ovvero coloro i quali montano e smontano fisicamente la gomma dal cerchione, 12 ingegneri ai quali si aggiungono l'ingegnere che segue direttamente il team, uno per team ed altri 4 ingegneri che si occupano di ricerca."

Antony Peacock dell'ufficio stampa, che è con noi durante la chiacchierata, ci tiene a citare anche Fabrizio, il cuoco. "Senza di lui non andremmo da nessuna parte..." ci dice scherzando. Effettivamente pensando al motorhome ed alle persone coinvolte direttamente oppure semplicemente ospitate, anche l'aspetto cucina non è da sottovalutare. E non lo dico per dare l'immagine dei soliti italiani pizza e spaghetti: una delle cose che abbiamo imparato al Nürburgring è che in particolari situazioni climatiche, anche solamente un buon pasto può darti quello spunto in più per rimetterti in sesto.

Torniamo però alla questione pneumatici: quando tempo ci vuole materialmente per ottenere una gomma da Formula 1?

"La produzione vera e propria una settimana. Il ciclo però è più lungo. Le gomme vengono prodotte nel nostro stabilimento di Izmit, non lontano da Istambul. Poi vengono portate in Inghilterra, a questo punto gli pneumatici vengono numerati. La FIA decide l'assegnazione delle gomme, ovvero a quale team andrà quella determinata gomma. E' una forma di garanzia per i team, in quanto in questo modo sono sicuri che non ci siano trattamenti di favore per qualcuno. Terminata questa fase vengono restituite a Pirelli che le fornirà ai team stessi".

Pirelli PZero F1
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Una volta qui nei paddock, cosa succede?

"Qui i nostri fitters montano le gomme sui cerchi, che sono di proprietà dei team. Alla fine di ogni gran premio i team lavano i cerchi ed i nostri fitters provvedono a ritirare le gomme, che verranno poi distrutte."

Raccontato così sembra semplice, ma è mai capitato qualche "contrattempo"?

Isola ci mette un po' a rispondere, sorride e si vede che la sua è una precauzione dovuta alla superstizione. "Beh per ora è andato tutto come ci aspettavamo, non ci sono state situazione particolarmente problematiche..."

Ma non dirmi che nonostante tutta la tecnologia che mettete in campo, conta anche la scaramanzia?

"Beh un pizzico di fortuna ci vuole sempre..." dice sorridendo.

Dai... ormai siamo a metà stagione, so che i bilanci si fanno alla fine, ma volendo osservare quanto accaduto ad oggi, cosa puoi dirmi?

"Questo è un po' sotto gli occhi tutti, siamo arrivati il primo anno e dai team ci sono arrivati feedback positivi. Questo è merito anche dei test che abbiamo fatto. Dal punto di vista pratico per ogni tracciato andiamo ad individuare l'energia che verrà trasferita ai pneumatici. Si tratta di un mix tra grip dell'asfalto, tipologia di curve e quindi di sollecitazioni che gli pneumatici devono affrontare, per quanto riguarda il Nürburgring possiamo dire che non è un circuito particolarmente severo".

Ma c'è differenza tra team e team? Penso ad esempio a differenze tra i team principali e quelli che stanno un po' dietro, anche a livello di budget.

"Guarda, devo ammettere che all'inizio anch'io pensavo ci fossero differenze. Perchè è naturale che chi deve contare su budget più ristretti, da qualche parte la cinghia deve stringerla. Invece no, devo dire che le richieste dei team maggior sono le stesse di quelli con meno possibilità. Stessa professionalità e precisione. Questo mi fa piacere perchè vuol dire che dal punto di vista delle gomme, viene fatto lo stesso tipo di sforzo e che non ci sono diversità".

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Durante la stagione qual è stato il momento più intenso?

"Sicuramente quello del Gran Premio del Canada, se abbiamo superato quello"... dice ridendo.

Interviene Antony Peacock: "Tra l'altro durante quel diluvio il nostro è stato l'unico tendone che era agibile. I giornalisti avevano allestito qui da noi le proprie postazioni perchè era l'unico punto in cui non ci si bagnava!"

Per Isola e Peacock è tempo di tornare al proprio lavoro nei paddock. Una considerazione finale voglio farla. Il contratto che lega Pirelli alla Formula 1 prevede altre due stagioni oltre a quella in corso, ma tutti mi dicono che "Pirelli è qui per rimanere". Un personale "in bocca al lupo", affinchè possa essere così...

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