Cronoscalata del Santuario Cefalù-Gibilmanna 2016: vince Mannino su Porsche

Una gara ricca di fascino e storia, che brilla nel panorama delle corse in salita per auto storiche.

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Successo per Natale Mannino, su Porsche 911, alla Cronoscalata del Santuario Cefalù-Gibilmanna, sesta prova del Campionato Italiano Velocità Salita Auto Storiche. Piazza d'onore per Andrea Pezzani, su Lucchini Sport BC, che ha fatto meglio di Piero Lottini, terzo al traguardo con la sua Osella PA 9/90.

Quest'anno c'è stata la novità della Coppa Abarth Cassic, trofeo dedicato ai modelli storici dello “scorpione”. Una presenza ufficiale che ha aggiunto ulteriore prestigio all'evento, rendendo giustizia all'impegno degli organizzatori, cui va il più sincero plauso per la bravura, non solo per il nuovo colpo messo a segno, che ha impreziosito il quadro, senza mutarne l'essenza.

Teatro della sfida un tracciato di 11.800 metri, con gradevoli alchimie, capaci di ingannare. Qui viene in mente il sorriso ambiguo del Ritratto d'Uomo di Antonello da Messina, opera più celebre custodita al Museo Mandralisca. Come al solito la partenza è avvenuta a breve distanza dal centro urbano della mitica località balneare siciliana, incastonata in uno scenario delizioso. Fare una passeggiata nelle sue strade consente di respirare il fascino di culture diverse, grazie ai segni delle tante dominazioni che si sono alternate nel tempo.

La Cattedrale offre alla lettura un miscuglio di influssi artistici, che ne esaltano la bellezza, rendendo più intrigante l’impatto scenico. La collocazione alla base della Rocca è una gradevole sorpresa per gli occhi dei turisti, ma anche dei piloti, cui ha regalato giovamento sensoriale alla vigilia di una corsa che li ha chiamati ad affrontarsi su una splendida serpentina, con potenti bolidi ed energiche musicalità meccaniche. La miscela giusta per mandare in visibilio il pubblico, rapito dalle intense vibrazioni emotive. Puro godimento vivere quella rombante poesia tecnologica.

Il percorso è tortuoso, ma miscela curve lente ad altre veloci, con intervalli a volte molto scorrevoli, dove la fluidità di marcia è migliore. Qui i drivers hanno potuto affondare sul pedale del gas, per liberare l'energia del motore, regalando sensazioni di grande intensità ai tifosi, in una danza dove la strada viene pennellata con l'arte del volante. Se la Targa Florio è l'Università della guida, la Salita del Santuario è un ottimo corso di laurea.

Il paesaggio che abbraccia l'azione è mozzafiato, tra il mare e le montagne, ma i protagonisti hanno avuto altro cui badare. In pochi minuti si raggiunge Gibilmanna, meta di pellegrinaggi senza limiti di passaporto. L’area prende il cuore, conquistato con presa perenne dai suggestivi scenari. Una cornice ideale per rilassarsi dopo la sfida, magari ammirando il Santuario, che si apre allo sguardo con nitida magnificenza. Il semplice tessuto espressivo è il suo punto di congiunzione con la natura circostante. Quella stessa natura felice di concedersi il piacere di una corsa che non la offende, ma la promuove.

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