24 Ore di Le Mans 2017: vince la Porsche, brilla l'Oreca, iella per la Toyota

Onori della gloria per la casa tedesca, che rafforza il suo primato nell'albo d'oro di Le Mans. Il successo è giunto con fatica.

a:2:{s:5:"pages";a:2:{i:1;s:0:"";i:2;s:59:"24 Ore di Le Mans 2017: oggi si parte con la Toyota in pole";}s:7:"content";a:2:{i:1;s:3771:" LE MANS, FRANCE - JUNE 18:  Timo Bernhard drives the winning Porsche LMP Team 919 down the pitlane with his co-drivers Brendon Hartley and Earl Bamber on top after victory in the Le Mans 24 Hour Race at Circuit de la Sarthe on June 18, 2017 in Le Mans, France.  (Photo by Dan Istitene/Getty Images)

24 Ore di Le Mans 2017 - Nuova vittoria Porsche nella gara più celebre del calendario endurance. Per la casa tedesca è il terzo successo consecutivo, il diciannovesimo della sua lunga storia, che la fissa ancora più al vertice della classica sfida francese. La gloria, però, non è stata un frutto semplice da raccogliere, nonostante i problemi Toyota.

Alla fine il gradino più alto del podio è andato alla 919 Hybrid di Bernard, Hartley e Bamber, primi sulla linea di arrivo dopo una grande rimonta, che ha ripagato gli autori dei sacrifici compiuti per rimediare a un grosso problema accusato nelle fasi iniziali della gara, quando il loro prototipo sembrava fuori dai giochi importanti. La caparbia dell'equipaggio e le doti dell'auto hanno permesso tuttavia, di maturare sul finale un sigillo inatteso, contro la sorprendente Oreca di Jarvis, Tung e Laurent, che ha "rischiato" di vincere, benché sia una "semplice" LMP2. A dire il vero, è stata proprio questa classe a regalare la migliore consistenza, con una miscela di spessore fra prestazioni e affidabilità.

Il valore delle rappresentanti della categoria è confermato dalle auto presenti in classifica fino all'ottavo posto, con la Oreca di Piquet Junior, Hasson e Beche al terzo posto, seguita dalla vettura gemella di Cheng, Gommendy e Brundle. Poi un'Alpine e una Ligier, sempre LMP2. Per ritrovare una LMP1 bisogna spingersi fino al nono posto, occupato dalla Toyota TS050 Hybrid degli sfortunati Davidson, Nakajima e Buemi, che hanno pagato le magagne accusate dalla vettura giapponese, molto efficace, invece, sul piano prestazionale, dove ha dimostrato di essere più incisiva delle Porsche. Per la casa del "Sol Levante" la sfida della Sarthe sembra stregata, nonostante l'impegno di tutti.

A pesare di più sul bilancio della Toyota sono state le primissime fasi della giornata odierna, quando a mezz'ora di distanza l'una dall'altra, le auto di Kobayashi, Sarrazin, Conway (saldamente in testa a quel punto della corsa) e di Lapierre, Lopez, Kunimoto (anch'essi molto efficaci), sono state costrette ad abbandonare i sogni di gloria, in preda rispettivamente a problemi di frizione e...di natura competitiva, per un incidente maturato in corso d'opera, a causa di un tamponamento. L'altra creatura della casa nipponica, giunta nelle retrovie, ha fatto invece i conti con avarie al motore elettrico.

Al colosso orientale resta l'opportunità di riprovare, ma il morale è a pezzi: non è facile vedere svanire tanti sforzi in questo modo, con le lancette del tempo che scorrono da un anno all'altro. Vedremo le decisioni che prenderanno nel quartier generale. Le cose sono andate meglio per la Porsche, grazie al successo finale dell'unico prototipo del marchio rimasto in gara, ma anche gli uomini di Stoccarda hanno dovuto fare i conti con diversi problemi, nonostante la loro auto sia meno sofisticata e critica della rivale giapponese. Il problema è forse delle LMP1, che lasciano aperti vari interrogativi.

Onori della gloria in GTE Pro per l'Aston Martin di Adam, Serra e Turner, dopo un acceso duello con la Corvette di Taylor, Garcia e Milner. In GTE AM si è imposta la Ferrari di Vanthoor, Stevens e Smith. Per l'ordine d'arrivo completo, basta cliccare sul link sotto.

24 Ore di Le Mans 2017, Classifica Finale

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24 Ore di Le Mans 2017: oggi si parte con la Toyota in pole

LE MANS, FRANCE - JUNE 15: (EDITORIAL USE ONLY) In this handout image provided by Red Bull, The #7 Toyota LMP1 TS050 Hybrid driven by Stephane Sarrazin of France, Kamui Kobayashi of Japan and Mike Conway of the UK leads the #77 Dempsey-Proton Porsche 911 RSR on the Mulsanne Straight during the second qualifying session for the 24 Hours of Le Mans, the third round of the 2017 FIA World Endurance Championship at Circuit de la Sarthe on June 15, 2017 in Le Mans, France. (Photo by Dean Treml/Red Bull via Getty Images)

Una nuova edizione della mitica sfida di Le Mans si appresta a prendere le mosse. Toyota in pole.

Oggi scatterà la 24 Ore di Le Mans, leggendaria sfida endurance nota in ogni angolo del mondo. Il via è fissato per le ore 15. Ancora una volta il pubblico si aspetta dinamiche agonistiche molto emozionanti, in linea con la nobile tradizione. La sfida della Sarthe ha un valore iconico oltre che sportivo. Un successo da quelle parti equivale a vincere un intero campionato.

L'edizione 2017 si annuncia molto combattuta nelle diverse categorie. Ogni team cercherà di fare il possibile per cogliere il risultato più brillante. Scatterà dalla pole position una Toyota TS050 ibrida, grazie al giro record (3'14"791) segnato in qualifica da Kamui Kobayashi. Insieme a lui, in gara, ci saranno Mike Conway e Stephane Sarrazin.

La casa giapponese parte coi favori del pronostico, grazie anche al secondo posto in griglia di un altro prototipo dello stesso marchio, gestito in pista da Kazuki Nakajima, Sebastian Buemi e Antonhy Davidson. Le ambizioni del "Sol Levante" dovranno fare i conti con quelle della Porsche, sempre pronta a dire la sua in una sfida legata indissolubilmente alla sua storia. Il costruttore tedesco si è assicurato il terzo posto nelle prove di qualificazione, con la 919 Hybrid di Andre Lotterer, Nick Tandy e Neel Jani. Poi un'altra vettura dello stesso tipo, condotta da Timo Bernhard, Brendon Hartley ed Earl Bamber.

Prima piazza in griglia fra le LMP2 per l'Oreca numero 26 Alex Lynn, Roman Rusinov e Pierre Thiriet. In LMGTE Pro scatterà al vertice l'Aston Martin numero 97 di Turner, Adam e Serra, che ha fatto meglio della Ferrari "AF Corse" di Alessandro Pier Guidi, James Calado e Michele Rugolo.";}}

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