F1, Vettel: "I giochi si vincono solo alla fine"

vettel

Sebastian Vettel calcola che non dovrebbe essere difficile guadagnare a Suzuka il punto che lo separa dalla certezza matematica del secondo titolo mondiale consecutivo. Il pilota tedesco della Red Bull si presenta al Gran Premio del Giappone di Formula 1 con i favori del pronostico, ma prima di festeggiare aspetta la conclusione della sfida: "Mi sento in grado di conquistare il bottino di cui ho bisogno, ma devo ancora riuscirci".

"Ovviamente -aggiunge Vettel- con il trend che abbiamo avuto fino ad oggi non dovrebbe essere un grosso problema farcela, ma i giochi si vincono solo alla fine, non prima. Statisticamente le probabilità sono dalla nostra parte. La storia, però, insegna che nello sport è importante aspettare la chiusura prima di brindare".

Il campione del mondo in carica vanta diversi primati, che illuminano il suo palmares. Nessuno è riuscito a centrare l'obiettivo iridato in età più giovane della sua. L'asso di Heppenheim vanta lo stesso record anche per quanto riguarda pole position, podio e successo in gara, traguardi raccolti a un avanzamento anagrafico minore rispetto ad ogni altro interprete del Circus. Ora potrebbe ripetersi con il secondo alloro iridato, guadagnato prima di tutti.

Il suo ingresso nella categoria risale al Gran Premio di Turchia del 2006, nei panni di terzo pilota e collaudatore della Bmw Sauber. Sin dal primo momento Vettel si mette in evidenza per il suo temperamento, che lo porta a guadagnare le luci dei riflettori a suon di ottime prestazioni. Il debutto agonistico avviene nel Gran Premio degli Stati Uniti del 2007, quando sostituisce l'infortunato Robert Kubica. A fine gara giunge ottavo, guadagnando un punto nella sua prima corsa in Formula 1. Dalla tappa in Ungheria sostituisce Scott Speed alla Toro Rosso, poi ottiene il quarto posto in Cina. Quanto basta per confermarlo anche per il 2008, dove in Belgio giunge quinto.

Ma è a Monza che guadagna la consacrazione, con la pole position e il successo finale, maturato in condizioni impervie. Una vittoria autevole, frutto di un'azione che lo vede al comando dal primo all'ultimo giro. Nessun pilota era mai riuscito nell'impresa in età più giovane. Il suo potenziale emerge anche nelle sfide successive, facendogli ottenere l'ingaggio come pilota titolare alla Red Bull nel 2009, dove sostituisce David Coulthard, giunto all'apice della carriera.

Nella prima gara con la nuova scuderia si rende protagonista di una collisione con Kubica a 3 giri dal termine, che lo mette fuori gioco. Poi le cose vanno meglio, con la pole position sulla pista di Shanghai. Mai le monoposto austriache erano state così avanti in griglia. Sullo stesso impianto, poche ore dopo, guadagna la seconda vittoria in carriera, la prima per la squadra. E' l'inizio di un percorso felice, chiuso nel 2009 alle spalle di Jenson Button, vincitore del titolo. L'anno scorso è toccato a lui guadagnare il trono della specialità. Ora si sta per ripetere. Complimenti!

Via | Planet-f1.com

  • shares
  • Mail
7 commenti Aggiorna
Ordina: