La Ferrari 158



La nuova Ferrari di formula 1 recentemente presentata la 248 F1, come da regolamento è una 2.4 litri 8V. Scelta obbligata dunque, la Ferrari storicamente ha sempre preferito sviluppare, secondo una consolidata tradizione motoristica, raffinati motori plurifrazionati a 12 cilindri; nelle due architetture a V e boxer (che ricordiamo non è altro che una v di 180°). Non mancano comunque svariati esempi di altri frazionamenti, 4 in linea, 6 a V, 8V, e più recentemente 10 a V (sempre per obbligo regolamentare ). L’architettura 8V conta solo altri due esempi, tra le monoposto Ferrari di F1, la D 50 del 1956 (la famosa Lancia Ferrari) ereditata, appunto, dalla Lancia e la 158 del 1964. Entrambe queste vetture hanno conquistato il titolo mondiale. La 158 dunque monta l’unico propulsore 8 V di F.1 mai progettato dalla Ferrari (non contando quello nuovo). Alla fine del 1961 Carlo Chiti ed altri tecnici abbandonano la Ferrari per passare all’ATS, Ferrari affida allora i nuovi progetti a due giovani tecnici allevati in casa: Mauro Forghieri e Angelo Bellei. Questi si dedica alla progettazione dell’8V mentre Forghieri lavora ad un più complesso 12 Boxer che avrebbe dovuto affiancare l’8V. La 158 è una monoposto moderna ed efficace, il telaio è un traliccio su cui sono rivettati i pannelli d’alluminio (battezzato Aero) ed il gruppo motore/cambio, con freni entrobordo, ha funzione portante delle sospensioni posteriori. Il propulsore è di 1489 cc. 8V di 90°, basamento e testate in lega di alluminio, albero a gomiti su cinque supporti di banco, 4 alberi a camme azionati mediante cascate di ingranaggi a denti dritti. I fori di immissione erano posti sulle teste, tra i due alberi a camme,e scarichi 4 in 1. All’interno della V era collocato il sistema di iniezione diretta ad alta pressione Bosch con la sua unità di regolazione. Avete letto bene iniezione diretta. All’accensione provvedeva un sistema Bosch con due distributori e quattro bobine, il tutto per una potenza di 210 cv a 11.000g/m. I piloti ufficiali della Ferrari per il 1964 erano John Surtees “il figlio del vento” e Lorenzo Bandini. Il debutto della 158 con 8V arriva nel 1964 ad un Gran premio non titolato quello di Siracusa, dove Surtees vince agevolmente. Il primo confronto con le migliori vetture Inglesi avviene a Montecarlo, dove Surtees si qualifica terzo ma entrambe le auto hanno problemi. La prima affermazione nel campionato arriverà solo al GP di Germania al Nurburgring, di cui Surtees è profondo conoscitore. Tre settimane dopo, a Zeltweg, sarà la volta di Bandini. A Monza dopo un’accanita lotta con la Brabham di Gurney sarà ancora Surtees a vincere e a mantenersi in corsa per il titolo. Negli ultimi due GP della stagione a causa di una controversia che contrapponeva l’ing. Ferrari alla FISA (Federazione Internazionali Sport Automobilistici) per l’unica volta nella sua storia le Ferrari ufficiali non si schierarono con il rosso colore dell’Italia, ma con i colori bianco blu della scuderia NART ( North American Racing Team) e, con questi colori, John Surtees conquisterà due secondi posti che lo condurranno al Titolo Mondiale e la 158 alla Coppa Costruttori.

L'8V della 158 sviluppava 210 cavalli a 11.000 g/m

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