WTCR, Tarquini il primo re

Brivido per l'abruzzese con il ritiro nella seconda manche

L'edizione inaugurale del WTCR finisce nelle mani di Gabriele Tarquini! L'abruzzese a 56 anni aggiunge un trofeo di enorme prestigio al suo ragguardevole palmares che lo ha visto anche trionfare nel BTCC con l'Alfa Romeo nel lontano 1994 e poi cogliere innumerevoli successi nelle varie incarnazioni del WTCC. Al volante della Hyundai i30 N TCR di BRC Racing Tarquini riesce a contenere brillantemente gli assalti di Yvan Muller con l'identica vettura della MRacing e nell'ultima manche gli è sufficiente il decimo posto per laurearsi matematicamente campione. Le tre gare disputate sull'infido tracciato di Macao si rivelano estremamente combattute e non mancano gli incidenti e le neutralizzazioni. In prima manche è Jean Karl Vernay a vincere con la Audi RS3 LMS del team ufficiale Leopard Lukoil, precedendo Muller e Rob Huff con la Volkswagen Golf GTI del team di Sebastien Loeb. Tarquini è quarto davanti al compagno di team Norbert Michelisz ed alla Honda Civic TCR di Esteban Guerrieri. Con Kevin Ceccon subito eliminato da una collisione l'unico altro italiano al traguardo è Luigi Ferrara, vicecampione della serie TCR Italy, nono con la Alfa Romeo Giulietta. Nella seconda manche l'agonismo è tantissimo e una collisione collettiva all'ingresso della temuta Lisboa coinvolge anche Vernay, Michelisz e Tarquini che sono tutti costretti al ritiro. Muller non ne approfitta completamente e giunge solo terzo alle spalle di Frederic Vervisch sulla Audi RS3 LMS e di Timo Scheider con la Honda Civic TCR di Munnich. Ottimo riscatto di Kevin Ceccon che chiude quarto mentre Ferrara è ottavo davanti all'Audi di Aurelien Panis. L'ultima manche vede Tarquini regolarmente al via con diciotto punti di vantaggio su Muller. Il primo giro è da brividi ma il gruppo si sgrana senza particolari problemi, anche se Mehdi Bennani torna ai box con l'anteriore destro della sua Golf TCR danneggiato da una collisione con un avversario. Anche Gordon Shedden e Luigi Ferrara tornano ai box per problemi tecnici. La corsa prosegue senza particolari scossoni fino ad una neutralizzazione insolitamente dettata da un guasto meccanico che ferma in posizione pericolosa la Audi di Panis. Al nuovo via i piloti restano ancora molto corretti. Guerrieri si porta al comando e contiene la pressione di Huff, Vernay e Michelisz. Mentre Timo Scheider e John Filippi sono costretti ai box la bagarre si inasprisce e ci si aspetta un finale al cardiopalma con Muller intenzionato ad attaccare la zona podio. Sennonché l'ungherese Zsolt Szabo urta le barriere prima del traguardo con la sua Cupra TCR e resta in posizione pericolosa. Rientra la Safety Car che congela il gruppo fino alla bandiera a scacchi con vittoria di Guerrieri su Huff, Michelisz e Muller. Tarquini termina decimo dietro a Nathanael Berthon su Audi RS3 LMS e così conserva per soli tre punti la leadership di campionato WTCR. Muller si morde le dita per il titolo sfumato ma anche il francese ha compiuto una stagione da applausi. Si morde le dita anche Vernay costretto al ritiro mentre era in lotta per il podio, dopo essersi "appoggiato" alle barriere alla Lisboa per un guasto meccanico poco prima del botto di Szabo. Ottimo settimo posto per Ceccon con la propria Giulietta. L'ex-protagonista della Formula 3 Italiana ed idolo di casa André Couto, in gara con una Honda Civic TCR, inanella rispettivamente un ventunesimo, un ventesimo ed un diciottesimo posto. Dopo questo trionfo tutto italiano il WTCR dà appuntamento al 2019 per una seconda edizione che si preannuncia da record con una griglia vicina alle 40 vetture.

N.M.B.

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