Button: "Il fitto calendario non pesa sui piloti, ma sullo staff"

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Il calendario del prossimo campionato del mondo di Formula 1 salirà a 20 Gran Premi, con l'aggiunta alla lista della gara di Austin. Altri appuntamenti si profilano all'orizzonte per gli anni a venire, ma il numero complessivo non potrà crescere ulteriormente, perché diventerebbe insostenibile per i team. Questa è l'opinione di molti protagonisti.

Il problema, secondo Jenson Button, si pone soprattutto per i meccanici e gli ingegneri, che non possono accollarsi un impegno oltre i limiti della ragionevolezza, mentre per i piloti non ci sarebbero difficoltà ad affrontare nuove tappe agonistiche: "Per noi la quantità di gare non è così importante, perché in fondo siamo qui per praticare uno sport che ci piace. Diverso il discorso per chi opera dietro le quinte".

"I ragazzi dei box e i tecnici -aggiunge Button- lavorano senza sosta. Tra loro e noi c'è una differenza enorme in termini di ore dedicate ai weekend di gara. Loro sono decisamente al limite". Questo spiega la preoccupazione di Martin Whitmarsh per la continua espansione del calendario sportivo.

Il team principal della McLaren teme che la crescita numerica degli appuntamenti crei stagioni troppo congestionate, difficili da affrontare per le squadre. La mole di impegni riduce al minimo gli spazi di riposo per gli uomini dei team, con evidenti implicazioni.

Whitmarsh crede che si sia raggiunto il limite da non superare: "Venti corse sono molto difficili da sostenere, un numero più alto non è ipotizzabile. Siamo al punto critico, oltre non si può andare. Capisco che ci sono nuovi interessi in giro per il mondo, ma non ci si può spingere oltre il livello previsto per il 2012: già così è incredibilmente difficile per gli uomini dei team!".

Via | Planet-f1.com

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