Blogo Motori in pista alla 24 Ore di Dubai con Andrea Gagliardini su Nissan

Per la 24 Ore di Dubai, prima tappa della 24H Series 2019, Blogo Motori indossa tuta e casco con Andrea Gagliardini. Non perdete le varie fasi dell'impegno.

Blogo Motori in pista alla 24 Ore di Dubai 2019 con Andrea Gagliardini, nostro tester e collaboratore, che condividerà il volante di una Nissan GT-R Nismo GT3 ufficiale di Nissan Giappone (numero di gara 35) con Katsumasa Chiyo, Tsugio Matsuda, Joshua Burdon e Shaun Thong.

Il pilota romano, nato il 7 luglio 1986, difenderà i colori del team KCMG. Questa scuderia automobilistica, con sede ad Hong Kong, fu fondata nel 2007.

Attualmente è impegnata in Super Formula, Blancpain GT Series Asia e TRC Europe Series, ma il suo debutto è legato alla Formula Nippon, massima categoria giapponese per monoposto.

Nel curriculum di KCMG anche le partecipazioni all'Asian Le Mans Series e alla 24 Ore di Le Mans, dove nel 2015 la squadra orientale ha raccolto la gloria in classe LMP2 con la Oreca-Nissan condotta da Richard Bradley, Matthew Howson e Nicolas Lapierre, impreziosendo il suo palmares.

Ora è il turno della 24 Ore di Dubai, dove punta a conseguire un buon risultato, giovandosi anche dell'apporto del nostro Andrea Gagliardini, che ha accumulato una certa esperienza con le vetture a ruote coperte, mettendosi più volte in evidenza.

Il driver romano ha corso su gran turismo Ferrari, Porsche e Lamborghini, ma anche con prototipi e auto di altre categorie, brillando a più riprese nella scena tricolore. Ora, su una Nissan, cercherà di far sventolare la nostra bandiera negli Emirati Arabi Uniti, portando il cuore di Blogo Motori in pista.

24 Ore di Dubai 2019: il programma


Sta per entrare nel vivo l'appuntamento con la 24 Ore di Dubai 2019, che sul piano agonistico prenderà ufficialmente le mosse nella giornata di giovedì 10 gennaio, con due sessioni di prove libere e le qualifiche. Venerdì sarà il turno del warm-up, seguito dallo start alla gara fissato per le 15 ora locale (12 in Italia). La bandiera a scacchi di chiusura delle danze sventolerà alla stessa ora di sabato 11 gennaio.


La pista di Dubai


Il circuito che ospita questa sfida endurance sorge a circa 25 minuti dal centro di Dubai, cuore glamour degli Emirati Arabi Uniti. La traccia planimetrica è lunga 5390 metri e si compone di 16 curve. La sua inaugurazione risale al mese di ottobre del 2004, quando ospitò la fase finale della Formula Renault V6 Eurocup.

Il progetto reca la firma di Clive Bowen di Apex Circuit Design, che ha concepito le geografie espressive di questo impianto, battezzato Dubai Autodrome. Qui sono state accolte gare di A1 Gran Prix, Campionato FIA GT, GP2 Asia Series ed altre ancora.

Dal 2006 il tracciato ospita la 24 Ore di Dubai, sfida molto apprezzata dagli appassionati di motorsport. La pista, con le sue pertinenze, fa parte del complesso noto come Dubai Motor City. Il record sul giro appartiene a Kamui Kobayashi, su Dallara GP2, con il tempo di 1'41"220.

È un circuito moderno e impegnativo, per la sua combinazione di curve tecniche e ad alta velocità. Lo studio progettuale soddisfa i requisiti di sicurezza più severi. La maggior parte delle strutture sono ospitate in un complesso ultramoderno a due piani di fronte alla tribuna.

L'Autodromo di Dubai offre una struttura unica per i VIP per godersi le corse automobilistiche in un ambiente regale. Le suite, lussuosamente arredate, offrono una vista spettacolare sull'azione in pista, regalando emozioni mozzafiato.

L'auto di Gagliardini: la Nissan GT-R Nismo GT3


Come già scritto, Andrea Gagliardini sarà all'opera al volante di una Nissan della divisione sportiva della casa nipponica. Questa supercar, nata per l'uso in pista, è estrema e raffinata, anche sul piano aerodinamico. La spinta fa capo ad un motore V6 di 3.8 litri, sovralimentato da una coppia di turbine.

La sua collocazione ottimizza la distribuzione dei pesi e consente di avere una dinamica migliore, per giovarsi meglio dei 550 cavalli erogati, in un quadro dove il rapporto peso/potenza trae vantaggio dalla perdita della trazione integrale in favore della posteriore. Scopri meglio questa vettura cliccando sul related sottostante.


Risultati


Gara

Successo per l'Audi R8 LMS (Car Collection) di Haase, Parhofer, Vervisch e Breukers, che taglia la linea del traguardo con un giro di vantaggio sull'identica vettura dei "quattro anelli" (MS7 by WRT) portata in piazza d'onore da Al Saud, Mies, Vergers e Vanthoor.

Terzo posto alla bandiera a scacchi per la Ferrari 488 GT3 (Scuderia Praha) di Matteo Malucelli, Pisarik e Kral, con il pilota italiano in grande spolvero, felicemente assecondato dalla sorprendente auto del "cavallino rampante".

Dietro la "rossa", la Lamborghini Huracán GT3 (GRT Grasser Racing Team) di Bortolotti, Engelhart, R. Ineichen e M. Ineichen, finita in quarta piazza dopo una vigorosa rimonta, che ha recuperato gran parte del terreno perso nelle prime fasi di gara per problemi tecnici capaci di inficiare la pole position guadagnata in qualifica.

Quinta un'altra Audi R8 LMS (Attempto Racing), gestita in corsa da Minsky, Bachler, Foster, Dienst e Schothorst. Gara sfortunata per la Nissan GT-R Nismo di Andrea Gagliardini, nostro tester e collaboratore, che si è dovuto accontentare del ventottesimo posto finale, per una serie di fatti sfortunati sigillati da una sosta forzata ai box a pochi minuti dalla fine del confronto.

Qualifica

Dominio di Lamborghini Huracan ed Audi R8 LMS nelle qualifiche della 24 Ore di Dubai. La Huracan di Bortolotti, Engelhart e degli Ineichen strappa la pole position e dividerà la prima fila con la R8 di Car Collection, reduce da una sfortunata performance a Yas Marina. Parhofer, Haase, Vervisch e Breukers puntano ad un riscatto con gli interessi negli Emirati Arabi Uniti. Qualche problema in qualifica per le Nissan GT-R Nismo della KCMG; quella di Andrea Gagliardini è comunque la migliore con il quattordicesimo tempo, mentre l'esemplare che vede Edoardo Liberati al via scatterà due posizioni più dietro.

Night test


L'avventura di KCMG


KC Motorgroup Ltd. (KCMG) schiera alla 24 Ore di Dubai, oltre alla Nissan GT-R Nismo GT3 di Gagliardini, un altro esemplare dello stesso modello (affidato ad Alexander Imperatori, Oliver Jarvis, Edoardo Liberati e Philipp Wlazike, con il numero 23) e una Honda Civic Type R TCR (gestita in pista da Andy Yan, Jim Ka To, Kenneth Ma ed Henry Lee Jr.). Con questa formazione, la squadra di Hong Kong, punta al successo assoluto e di classe.

La gara endurance degli Emirati Arabi Uniti segna la prima tappa di anno impegnativo per KCMG, che vedrà il team schierato su più fronti: Intercontinental GT Challenge e VLN, Super Formula, TCR Japan e Super Taikyu.

Imperatori ha già corso per la squadra di Hong Kong durante il FIA World Endurance Championship 2014, ottenendo due vittorie in LMP2. Fellow Jarvis è un professionista con vasta esperienza nelle corse endurance e con un brillante curriculum da corsa, fatto di vittorie in monoposto, GT, DTM e prototipi.

L'asso italiano Liberati si è unito a KCMG la scorsa stagione per la Blancpain GT Series Asia, segnando tre podi a bordo della Nissan GT-R NISMO GT3, con l'amatore Wlazik tornato in scena dopo aver terminato in top-five di classe nel 2017 .

Sulla macchina numero 35, il campione della Blancpain Endurance Series Chiyo si ricongiunge a KCMG avendo guidato per il team alla 10 Ore di Suzuka del 2018. A lui si aggiungono il campione di Formula Nippon e asso della Super GT Matsuda, la cui esperienza ventennale sarà cruciale nella lotta per la vittoria di questo fine settimana.

Thong ritorna in gara dopo aver guadagnato il secondo posto in GT4 l'anno scorso, con il vice campione il vicecampione dell'Asian Le Mans Series LMP3 Burton e con il nostro Andrea Gagliardini, certo di rafforzare le possibilità di podio per KCMG.

In TCR, l'owner del team Paul Ip, il campione del TCR Asia Andy Yan, Jim Ka To, Kenneth Ma e Henry Lee Jr. saranno all'opera a bordo della Honda Civic numero 122, cercando di guadagnare la vittoria di classe nell'estenuante evento di 24 ore.

Queste le parole di Oliver Jarvis: "La 24 Ore di Dubai è una gara eccezionale e un modo fantastico per iniziare la mia stagione 2019. L'evento è cresciuto sempre di più nel corso degli anni e questa volta sembra ancora migliore. Abbiamo una splendida formazione e se riusciamo a stare fuori dai guai, abbiamo ottime possibilità di conseguire un risultato importante".

Tsugio Matsuda si esprime in questi termini: "Non vedo l'ora di lavorare con KCMG per la 24 Ore di Dubai. È bello tornare con la squadra dopo una stagione promettente con la Nissan GT-R dello scorso anno. Questa è una nuova sfida e il mio obiettivo è quello di aiutare la squadra a produrre risultati positivi e a vincere a Dubai".

Andy Yan usa queste frasi: "Tornare con il team per la 24 Ore di Dubai è una cosa gradevole. La competizione in classe TCR è dura, ma la nostra squadra è in grado di lottare in prima linea. La vittoria è il nostro obiettivo. Grazie a Paul Ip e agli uomini di KCMG per avermi dato questa opportunità".

Per finire, ecco le riflessioni di Paul Ip: "Desideriamo iniziare la nostra stagione con un forte risultato questo weekend a Dubai. La sfida ha continuato a crescere nel corso degli anni e dovremo usare tutta la nostra conoscenza ed esperienza nelle gare endurance per puntare a vincere. È fantastico vedere la nostra squadra rappresentata in GT e TCR con formazioni di talento. La gara è molto impegnativa, ma siamo fiduciosi nelle nostre capacità. Non vedo l'ora di guidare la Type R. Darò il massimo per aiutare la squadra ad ottenere il miglior risultato possibile".

24 Ore di Dubai, una gara piena di incognite


Con uno schieramento nutritissimo che vede al via nello stesso tempo potentissime vetture GT come Porsche e Mercedes AMG e "spartane" Turismo quali Renault Clio e Peugeot RCZ ed una rosa di piloti vastissima, la 24 Ore di Dubai è sempre stata una gara piena di incognite data l'aspra bagarre che accompagna l'intera lunghezza della corsa Endurance. Una banale incomprensione in fase di doppiaggio può costare veramente caro in termini di posizioni e danni alla vettura.

Nonostante l'illuminazione notturna di altissimo livello, tipica degli autodromi arabi, è nelle fasi centrali della gara che possono presentarsi i maggiori problemi. Una toccata anche leggera può costare l'intera gara. Non traggano in inganno gli ampi spazi di fuga della pista araba: non di rado in passato qualche vettura ha colpito fragorosamente le barriere armco.

Temibile, in questo caso, il rettifilo d'arrivo dove si toccano velocità ragguardevoli. Una collisione con testacoda può avere conseguenze molto pesanti oltre a seminare lo scompiglio nel gruppo. E la conformazione della pista, particolarmente tortuosa, sollecita notevolmente le meccaniche accrescendo il pericolo di cedimenti tecnici che possono costare tempo prezioso se non addirittura il ritiro.

Una variabile tutt'altro che da sottovalutare è quella meteorologica. Anche se Dubai è in pieno deserto e con temperature costantemente elevate, non sono mancate edizioni caratterizzate da forti rovesci di pioggia. Mischiandosi alla sabbia che vela leggermente la pista, una precipitazione piovosa può rendere vieppiù critica l'aderenza ai concorrenti. Per il momento, fortunatamente, le previsioni meteo scongiurano questa pesante "variabile": solo qualche nuvola nel weekend.

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