GP Giappone F1 2019: scopri la gara in chiave Brembo

Passiamo ai raggi X, grazie a Brembo, l'impegno dei sistemi frenanti delle monoposto di Formula 1 a Suzuka, che è meno stressante di altre piste del calendario iridato.

Nel weekend del 13 ottobre andrà in scena il GP Giappone F1 2019. Ad ospitare la gara sarà il Suzuka International Racing Course, sulla cui planimetria gli uomini del Circus saranno chiamati al confronto, per dare forma al 17° atto della stagione sportiva in corso.

La pista appartiene alla Honda e sorge in una vivace città della prefettura di Miefu. Durante la sua lunga storia, il tracciato ha cambiato fisionomia quattro volte, per adattarsi ai tempi. L'ultimo intervento importante di revisione risale al 2003, quando è stato modificato il disegno della curva 130R, che i piloti affrontano con il gas spalancato, e della chicane, che invece richiede l'uso dei freni.

Quelli di Suzuka è un tracciato molto "guidato" e nei suoi curvoni veloci il ricorso ai freni è quasi insignificante: in 10 curve non sono minimamente usati (come alla Dunlop) e in altre 5 lo spazio di frenata non supera i 90 metri. Le frenate brusche, cioè quelle in cui si perdono circa 200 km/h di velocità, sono invece appena un paio, come ci informa Brembo.

La vittoria del GP Giappone F1 2019 potrebbe giocarsi proprio in questi punti e per inseguirla alcuni piloti potrebbero allungare oltre misura la staccata, con il rischio di uscire fuori dalla sede stradale.

Secondo i tecnici Brembo, che hanno classificato le 21 piste del Campionato del Mondo di F1, il Suzuka International Racing Course rientra nella categoria dei circuiti scarsamente impegnativi per i freni. In una scala da 1 a 5 si è meritato un indice di difficoltà di 2.

Le 18 curve dell'autodromo richiedono l'impiego dei freni in 8 occasioni per giro, per poco più di 13 secondi complessivi: in 2 curve, infatti, la frenata si protrae per meno di un secondo.

Dalla partenza alla bandiera a scacchi ciascun pilota usa i freni per 11 minuti e mezzo complessivi. La quasi totale assenza di frenate da brivido si traduce in una decelerazione media sul giro di 2,8 g, record negativo del campionato.

La frenata più impegnativa in assoluto è la curva 16, teatro di una perdita di velocità da 315 km/h a 103 km/h in soli 120 metri. Durante i 2,41 secondi di funzionamento dei freni i piloti esercitano un carico sul pedale di 164 kg e sono soggetti ad una decelerazione massima di 5,3 g.

All'Hairpin (curva 11) il delta di velocità supera i 200 km/h (da 284 km/h a 80 km/h) complice un ricorso ai freni per 2,82 secondi durante i quali le auto percorrono 121 metri. Minore è invece lo stress fisico per il pilota: 3,5 g di decelerazione e 128 kg di carico sul pedale del freno.

Fonte | Brembo

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