GP Messico F1 2019: la gara dalla prospettiva dei freni Brembo

Attori del Circus pronti ad entrare in scena a Città del Messico per una nuova tappa del calendario agonistico, con il GP Messico F1 2019. Scopri l'impegno dei sistemi frenanti.

Il GP Messico F1 2019 è ormai dietro l'angolo. Pochi giorni ci separano dalla sfida all'Autodromo Hermanos Rodriguez. Questo circuito, tornato in calendario nel 2015, dopo una prima fase di attività dal 1960 al 1992, è molto veloce.

Conserva una parte di layout del vecchio tracciato e lo combina con settori più recenti, più tecnici e lenti: un interessante mix di vecchio e nuovo che ricorda vagamente Monza. Rispetto al tempio italiano della velocità, però, in Messico le monoposto girano con più carico aerodinamico, in parte per compensare l'altitudine.

La curva Peraltada è la più famosa della planimetria agonistica dove nel weekend gli interpreti della Formula 1 torneranno a confrontarsi. Interessante leggere la gara dal punto di vista dei sistemi frenanti Brembo.

Il layout della pista di Città del Messico e la sua altitudine comportano regimi termici molto elevati per dischi e pastiglie, rendendo il circuito uno dei più critici per la gestione delle temperature. L'aria utilizzata per il raffreddamento freni ha una resa decisamente inferiore, dovuta alla minore densità.

I 2.229 metri di quota a cui è collocato il circuito non comportano tuttavia problemi per l'impianto frenante, che invece è messo a dura prova dai picchi di velocità: l'anno scorso la Ferrari di Kimi Raikkonen ha superato i 362 km/h.

Secondo i tecnici Brembo, che hanno classificato le 21 piste del mondiale, l'Autodromo Hermanos Rodriguez rientra nella categoria di quelle altamente impegnative per i freni. In una scala da 1 a 5, l'indice di difficoltà è pari a 5.

I freni entrano in funzione in 10 delle 17 curve della pista, con un uso intenso nella prima parte, complice la possibilità di utilizzare il DRS in due diversi rettilinei. Nel corso di un giro in media ciascuna monoposto utilizza i freni per 15 secondi, equivalenti al 20 per cento della durata complessiva della gara.

Delle 10 frenate che interessano ogni tornata del GP Messico F1, 3 sono classificate dai tecnici Brembo come impegnative, nessuna è di media difficoltà, 7 sono light. La più impegnativa in assoluto è la frenata alla prima curva dopo il traguardo perché la velocità delle monoposto passa da 362 km/h a 110 km/h in appena 145 metri. Per percorrerli i piloti esercitano un carico di 177 kg sul pedale del freno per 2,52 secondi durante i quali subiscono una decelerazione di 5,4 g.



Fonte | Brembo

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