FIA Motorsport Games, sorpresa Giappone in GT

Roda sciupa tutto con due uscite di pista

La pioggia condiziona in entrambe le manche la gara GT dei FIA Motorsport Games a Vallelunga. La prima manche vede addirittura una interruzione con la bandiera rossa a causa di diversi testacoda ed uscite di pista a causa dell'asfalto sempre più bagnato. Tra gli sfortunati, anche l'iberico Fernando Navarrete su Lamborghini Huracan. Al momento dello stop comanda la Ferrari 488 del russo Rinat Salikhov, che lascia quindi la vettura a Bulatov in occasione del secondo via. Le condizioni meteo migliorano quel tanto che basta da consentire alle vetture su gomme slick di avere di nuovo il ritmo migliore. Non ne approfitta però il nipponico Ukyo Sasahara la cui Lamborghini Huracan accusa una foratura al primo giro della seconda frazione di gara, con inderogabile rientro ai box. La vittoria diventa ben presto un affare privato tra la Honda NSX della danese Christina Nielsen e la Porsche 911 di Alfred Renauer che alla fine riesce nel sorpasso vincente. A completare il podio sarà la Lamborghini Huracan della squadra polacca Lewandowski/Janosz, davanti alle Ferrari 488 degli inglesi Haigh e Froggatt e dei bielorussi Talkanitsa padre e figlio. Sufficiente la prima manche della squadra italiana con Gianluca Roda padre e figlio che chiudono settimi davanti alla Audi R8 LMS di Louis Machiels e Nico Verdonck, nome piuttosto noto agli addetti ai lavori italiani essendo stato nel 2008 l'ultimo pilota del team del grande Cesare Passoli in Formula 3. Solo undicesimo posto per Sasahara e Hamaguchi davanti a Salikhov/Bulatov. La seconda manche parte con pista semi asciutta ma all'orizzonte si stagliano nubi minacciose cariche di pioggia. Per l'Italia gara tormentata, con Gianluca Roda che viene dapprima toccato tra Soratte e Trincea dalla Lamborghini Huracan dell'iberico Lobera, poi mentre è in zona podio alle spalle di Hamaguchi e del thailandese Inthraphuvasak si intraversa al Tornantino andando a urtare le barriere con la sua Ferrari 488. Roda riesce a rientrare ai box ma i danni sono troppi e per l'Italia sfuma ogni possibilità di risultato. Rientrano poi ai box anche le Lamborghini Huracan di Lobera e del taiwanese Lin, il primo con una vettura inguidabile dopo la toccata con Roda ed il secondo per noie tecniche. Più fortunato l'elvetico Niederhauser che va lungo al Tornantino, tocca le barriere, ma riesce a riprendere anche se lungo la marcia la sua Huracan perderà il cofano anteriore. Le condizioni meteo peggiorano sensibilmente proprio durante le fasi di pit-stop, e Sasahara subentrato ad Hamaguchi conserva il comando. Inthraphuvasak invece sciupa tutto andando in testacoda all'uscita del Curvone con la sua Porsche 911: buon per lui che la macchina vada a finire nella sabbia senza riportare danni. Dopo le soste ai box il gruppo viene neutralizzato per diversi minuti con la safety car a causa delle condizioni meteo diventate pessime. Al nuovo via Sasahara mantiene il comando ma alle sue spalle si rischia il patatrac, con Renauer che viene spinto in testacoda alla Cimini 2. La Porsche viene fortunatamente evitata da tutti gli altri concorrenti, finendo per insabbiarsi senza danni. Inevitabile un nuovo ingresso della Safety Car data la posizione pericolosa della vettura. Intanto la Direzione Gara infligge a Nico Verdonck una penalità di trenta secondi che fa sprofondare la Audi R8 LMS del Belgio in nona posizione. La pioggia continua a cadere incessante e stavolta la Direzione Gara preferisce non correre ulteriori rischi, facendo procedere il gruppo in processione fino alla bandiera a scacchi. Il Giappone conquista quindi un oro inaspettato; fanno festa anche la Polonia -che è seconda con gli ottimi Janosz e Lewandowski- e l'Australia, che in extremis recupera il bronzo con la Porsche 911 dei Grove. Anche in questa gara la Francia viene costretta al "rame", per Beaubelique e Jim Pla grossa delusione visto che la loro Mercedes AMG era una delle vetture più performanti. Un'altra Mercedes AMG chiude quinta con i "quasi omonimi" cinesi Zhang e Zang. Sorprendono poi i loro "cugini" di Hong Kong Ip e Lee, sesti con una Honda NSX davanti a Salikhov e Bulatov penalizzati dalle mutevoli condizioni meteo. Migliore delle Ferrari la 488 degli americani Ferriol e Spencer Pumpelly, giunta ottava. Solo tredicesimi i Talkanitsa e quindicesimi Haigh e Froggatt.

N.M.B.

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