2 Ore Storica fino a 1600, Turizio vince con il brivido!

Dopo molti tentativi falliti per una lunga serie di rotture meccaniche, Cosimo e Francesco Turizio finalmente conquistano la 2 Ore Autostoriche Anchise Bartoli fino a 1600. Per la Fiat 128 Coupè dell'equipaggio campano un successo praticamente da bandiera a bandiera. Già al primo giro però c'è un brivido per via di una collisione alla Vecchi Box tra la 128 e la Alfa Romeo Giulia Sprint GTA di Massimo Guerra. La toccata si rivela leggera e Turizio inizia subito ad allungare sulla Alfa Romeo del friulano. Al Cavatappi, poi, c'è un testacoda che coinvolge la Opel Corsa Gsi MkI dei toscani Regazzoni/Coppini/Manzoni, che riparte in fondo al gruppo. Dalle retrovie risale deciso intanto Pierluigi Calzuola con la Volkswagen Golf GTI MkI, partito dai box. Dopo una manciata di giri, Roberto Chiaramonte Bordonaro si insabbia con la Alpine Renault A110 1.6 nella parte bassa del percorso. L'auto non riporta danni, ma è necessario fare entrare la Safety Car per consentire ai commissari di rimetterla in gara senza pericolo. Alcune vetture, tra cui la Marcos Mini di Massimo Pucci, ne approfittano per effettuare la prima sosta ai box. Ripartita la corsa, la Fiat 128 Coupè dei Turizio continua a mantenere il comando delle operazioni, escludendo una brevissima fase durante il pit-stop con cambio pilota della potente vettura nero-arancio. In questo frangente, a detenere il comando è la Ginetta G12 azzurra di Andrea Pergreffi e di Matteo Panini, che sono saldi leader del 1.Raggruppamento. Nonostante l'asfalto bagnato, non si verificano altre neutralizzazioni, anche se un testacoda alla Vecchi Box causa il ritiro della Lotus Elan di Matteo Lupi Grassi. Fortunatamente la vettura non riporta danni alle sospensioni ed i commissari riescono a metterla in sicurezza in tempi molto rapidi spingendola dietro il rail. I distacchi tra le varie vetture si fanno oltremodo cospicui con il prosieguo della gara, sia per l'asfalto umido che frena l'ardore di molti concorrenti sia per le differenti strategie di pit-stop. E qualche equipaggio, come ad esempio Coppini/Manzoni/Regazzoni con la Opel Corsa Gsi della Chimera Classic Motor, effettua anche dei cambi gomme visto il progressivo asciugarsi della pista. Non mancano i problemi tecnici come quello che fa precipitare in classifica la Marcos Mini del "solista" Massimo Pucci pure autore di un buon inizio. Altri equipaggi, come quello EnRo Competition formato da Enrico Francia ed Enrico Guasti su una bella Alfa Romeo Giulia Super 1300, gareggiano "sulla difensiva" cercando di limitare i danni in termini di distacco dai migliori. Nel finale di gara, colpo di scena. Complice una toccata con una vettura avversaria ed un errore alla Vecchi Box, la Fiat 128 Coupè dei Turizio comincia a perdere terreno sulla Alfa Romeo Giulia Sprint GTA di Guerra senior e di Serio. Il friulano inizia un forcing per riprendere la Fiat dei napoletani, che inizia anche ad avere problemi con il radiatore e con le temperature del motore, ma alla fine sono i Turizio a vincere l'Assoluta con un margine di appena 5 secondi sull'agguerritissimo pilota di Cividale. A completare il podio assoluto sono Pergreffi e Panini che intascano il successo in 1.Raggruppamento.

Panoramica Gruppo per Gruppo:

 

Nel 1.Raggruppamento trionfo per la Ginetta G12 G1/GTP 1600 degli emiliani Andrea Pergreffi e Matteo Panini, quest'ultimo legato alla famosa famiglia che lanciò in Italia la "mania" delle figurine. Enorme il vantaggio sui secondi, Marco Guerra e Franco Mischis che corrono con una Alfa Romeo Giulia Sprint GTA F/T1600 bianco-azzurra. Il figlio d'arte friulano lamenta un divario di ben due giri, nonostante una eccellente prova sulla pista bagnata che gli frutta il quinto posto assoluto. Terzo posto per la Mini Cooper S F/T1300 di Carlo Boido e Mimmo Giovannetti. Questa volta il bolide rosso non incappa in incidenti, ma è penalizzato dalla pista bagnata e chiude nono assoluto a causa di noie tecniche e di messa a punto. Il ritardo su Pergreffi è di cinque giri. Peggio ancora va a Massimo Pucci con la Marcos Mini. Già afflitto da noie meccaniche che gli fanno saltare la seconda qualifica, perde ben dodici giri nei confronti di Pergreffi ma riesce quantomeno a classificarsi quarto di gruppo intascando la vittoria in classe G2/ GTP 1300. Niente da fare per la Lancia Fulvia Zagato di "Blu Max", Lupoli e De Beaumont che viene eliminata già nelle prime qualifiche da un guasto meccanico.

Nel 2.Raggruppamento dominio nettissimo per Massimo Guerra e Giovanni Serio che sfiorano il colpaccio nell'Assoluta. Per loro vittoria di Gruppo e di classe G2/GTS 1600. Anche in questo caso, enorme vantaggio sui secondi di Gruppo: ben cinque giri ai danni della Alpine Renault A110 1.6 H1/GTS 1600 di Barraco/Maneschi/Chiaramonte Bordonaro costretti ad una rimonta difficilissima dopo il testacoda nelle prime fasi di gara. Al terzo posto di Gruppo troviamo un altro "solista", Loris Antonio Papa con la Fiat 128 Giannini H1/TC 1150, staccato di sei giri da Guerra e Serio. Per il lombardo una prova da applausi dopo i numerosi problemi tecnici patiti nelle precedenti 2 Ore di Magione. A sette giri da Guerra sr troviamo la Alfa Romeo Alfasud Sprint TI nero opaco di Gabriele Crocchini e Massimo Tani, uno dei pochi bolidi del Trofeo Italia Storico ad avere effettuato la Due Ore. Per i toscani, vittoria in classe H1/T1300. Chiude la classifica di Gruppo la Alfa Romeo Giulia Super 1300 H1/TC 1300 di Guasti e Francia. Il bolide curato dal team di Giancarlo Cesetti, Roberto Mira e dai fratelli Bekri e Remzi Gashi funziona come un orologio ed alla fine, oltre alla vittoria di classe, evita la "maglia nera" grazie ad un'ottima strategia di gara.

Nel 3.Raggruppamento naturalmente trionfo per i Turizio, anche se con il brivido finale per le conseguenze della collisione in fase di doppiaggio. L'ultimo quarto d'ora di gara è angosciante per i meccanici del binomio napoletano, ma la Fiat resiste ed arriva finalmente l'agognata vittoria. Non meno brillante la gara di Luca Zanella e Roberto Piatto con la Fiat Ritmo 75 I/TC 1600. Il binomio veneto si rende protagonista di una prova maiuscola sul bagnato ed alla fine artiglia anche un grande quarto posto assoluto. Lodevole prova in particolare per Zanella, che con Giovanni Luciani e Tano Turrin è tra i curatori della Pedavena-Croce d'Aune: il giovane veneto consolida la ottima posizione conseguita da Piatto nella prima parte di gara con una guida priva di errori. Se Turizio fosse stato costretto allo stop, per i due veneti sarebbe arrivato un clamoroso successo di Gruppo. Terzo posto di Gruppo per l'ottimo eugubino Pierluigi Calzuola e per il veterano pratese Sanzio Cappellini con la Volkswagen Golf GTI MkI I/TC 1600, che arriva con un ritardo di cinque giri nei confronti dei Turizio. Dopo un ottimo inizio di Calzuola, la Golf accusa qualche problema nelle fasi centrali di gara con al volante Cappellini incappando in ben due testacoda. Fortunatamente il pratese riesce in entrambi i casi a riprendere la corsa senza danni. Nulla da fare per la A112 Abarth I/TC 1150 di Antonio Lavieri e Roberto Bocelli, che accusa un guasto meccanico già nella prima qualifica ed è costretto a dare forfait. Peccato per Lavieri che puntava ad una nuova grande performance dopo quella di Pedavena.

Nel 4.Raggruppamento, c'è solo la Opel Corsa Gsi MkI J2/N1600 di Andrea Manzoni, Luigi Coppini e Claudio Regazzoni. Sopravvissuti al testacoda iniziale, i toscani compiono una gara priva di errori ma non senza ulteriori brividi, come dimostra la toccata al posteriore subita nel finale di gara in una fase di doppiaggio delicata. Quasi assenti i danni alla Corsa che prosegue la gara perdendo qualche decimo. Alla fine la bandiera a scacchi regala all'equipaggio toscano la vittoria di Gruppo ed il titolo italiano 4.Raggruppamento 2019.

N.M.B.

 

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