Massa furibondo: regolamento assurdo

Massa nel pit stop a Montreal

Il brasiliano della Ferrari, che è stato escluso dalla classifica finale del GP di Montreal, non ci sta, e non manda giù la squalifica.
Di sicuro la gara canadese è un GP di quelli da dimenticare per la Ferrari, che in Canada tra Safety car in pista e la concitazione della gara possiamo dire essere andata in tilt.
Ma la squalifica cambia i giochi, perchè ha portato pesant ripercussioni nella lotta al titolo: Hamilto ora ha 48 punti, contro i 33 di Massa e le cose si complicano inevitabilmente. E Felippe Massa ha molto da dire a riguardo: "Comunque i regolamenti sono assurdi! Io non ho fatto niente di male, e trovo che la mia squalifica sia non solo assurda, ma proprio sbagliata. Ma cosa dovevo fare? Eravamo in regime di Safety car, io come tanti altri sono rientrato a far rifornimento e poi sono ripartito. Quel semaforo rosso per cui sia io sia Fisichella siamo stati squalificati non l'ho neanche visto. Ma che senso ha? Dobbiamo stare lì fermi mentre è in corso la gara?".

"No, sono ancora fiducioso, ci mancherebbe altro. Basta pensare che lo scorso anno Michael qui in Canada si è trovato con 25 punti di distacco da Alonso, e poi è comunque riuscito a tornare in corsa per il Mondiale fino alla fine. Però io oggi potevo benissimo andare a punti, e invece ho trovato una bandiera nera che continuo a non capire".

E se Massa è arrabbiato, Raikkonen è deluso. E non lo asconde: "È così. Perché già la gara è stata confusa di per sé, con tutte quelle Safety car in pista era difficile da capire quale fosse la cosa giusta da fare. Ma oltre a quello la mia macchina non è mai stata in assetto. Fin dall'inizio ho avuto problemi di freni, la macchina scivolava via, era impossibile controllarla. Rispetto a Montecarlo non ci sono stati quei miglioramenti che ci aspettavamo". Mondiale chiuso? "No, tanto più se pensiamo che io sono comunque riuscito a prendere due punti su Alonso. Peccato però che ne ho persi 8 su Hamilton. Se vogliamo puntare al Mondiale è evidente che le cose devono cambiare".

Via | Gazzetta

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