911 Turbo nessuna come lei



La nuova 997 turbo rinnova ancora una volta il mito delle Porsche Turbo, come una fenice che rinasce dalle sue ceneri: sempre nuova ma sempre uguale a se stessa. La Turbo costituisce un capitolo a se nella saga delle 911. Ma andiamo all’origine alle prime due è più importanti versioni la 3.0 e la 3.3. La Porsche decide di sfruttare l’esperienza acquisita nelle competizioni per allestire una versione turbocompressa della sua Carrera. Viene presentata a Ginevra nel 1974, la sua sigla di progetto è 930, ma per tutti sarà solo la Turbo. La produzione inizia nel 75, il motore deriva da quello della Carrera, 6 cilindri boxer la cilindrata è di 2.994 cc, abbinato ad un turbocompressore KKK che soffia a 0,8 bar, la potenza è di 260 CV a 5500 g/m. Il cambio è a sole quattro marce in quanto necessita di ingranaggi più grandi per sopportare la coppia, a livello estetico le stupende linee della 911 vengono gonfiate assumendo un’aspetto corsaiolo, i passaruota anteriori e posteriori si ingrossano, e al posteriore compare un vistoso alettone. L’aspetto aggressivo lascia intuire le grandi prestazioni di cui è capace: 250 km/h di velocità massima e 5,5 secondi da 0 a 100. La Porsche invade di prepotenza un territorio fino ad allora appannaggio di Ferrari e Lamborghini. Dopo tre anni, a fine 1977, arriva la Turbo 3.3, la cilindrata cresce a 3.299 e la potenza sale a 300 CV sempre a 5500 g/m con una coppia di 42 kgm a 4000 g/m, questo grazie anche all’adozione, per la prima volta, dell’intercooler (alloggiato all’interno dell’alettone posteriore ). Le prestazioni sono strepitose, non è tanto la velocità ad impressionare 260 km/h quanto la sua accelerazione devastante. Brucia lo 0-100 in 4,8 sec. I 400 metri in 13,0 e il chilometro in 24,3. Nessuna altra auto stradale è in grado di fare altrettanto. Come la precedente 3.0 è una vettura selvaggia e impegnativa, la caratteristica distribuzione dei pesi dovuta al motore a sbalzo, la rende sia sottosterzante che sovrasterzante sotto l’effetto della grandissima trazione. Il motore ha una doppia personalità, docile ed elastico fino ai 3000 giri superato “l’effetto turbo”, si trasforma in una motore corsaiolo in grado di proiettare in avanti la vettura con una violenza che non ha eguali. La guida della Turbo è un’esperienza unica, quando si trova un rettilineo abbastanza lungo da sfruttarne la potenza, e si decide di aprire il gas, cosa succede? Niente, per un attimo non succede niente (siamo ancora in tempi di turbo lag) poi la coda pesante fa il suo lavoro, l’auto si accuccia sugli enormi passaruota il muso si alleggerisce,e parte! Si catapulta in avanti nel fragore del suo flat six divorando tutto quello che trova davanti e quando è il momento di fermarsi si mettono alla prova i suoi strepitosi freni ( l’impianto deriva direttamente da quello della 917). La Turbo è figlia delle corse, nasce direttamente dall’esperienza acquisita con le 911 RSR e, a sua volta, darà origine a due delle più straordinarie e vittoriose auto da corsa della Porsche: la 934 e la 935. Questa simbiosi con le competizioni rende la Turbo una vettura unica nel panorama delle supercar. E’ anche una delle versioni più longeve della 911 essendo stata prodotta fino al 1989. La 997 Turbo sarà sicuramente anche lei capace di regalarci grandi emozioni e di “turbare” il sonno degli altri possessori di GT, che quando la incontreranno faranno meglio a non stuzzicarla.




[Foto: la 3.3 presentata nel 1977]

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