Dakar! Dakar!

Dal nostro blogger e collaboratore Gregorio Riso, riceviamo e pubblichiamo:



La Dakar 2006 è alla partenza. Continua un’avventura cominciata nel lontano 1979. Tutto inizia con l’entusiasmo di un giovane avventuroso e un po’ visionario Thierry Sabine che, durante il rally Abidjan-Nizza del 1977, si perde nel deserto e qui viene illuminato: intuisce il fascino e il richiamo che l’Africa e il deserto possono avere sui giovani in cerca di avventura e di sfidare se stessi. Già alla prima edizione che si sviluppa per più di 10.000 km passando per vari stati quali Algeria, Niger, Mali, Senegal, partono 170 concorrenti, è l’inizio del mito. Nei primi anni 80 le iscrizioni arrivano a valanga, la corsa più lunga e avventurosa del mondo è ormai una follia collettiva. Tra gli innamorati della Dakar della prima ora c’è un grande nome quello di Jacky Ickx (sopra: vincitore nel 1983 su Mercedes).
Con il suo prestigio contribuirà a fare grande la Dakar, arrivando addirittura a coinvolgere la Porsche che schiererà un team e userà la Dakar per sviluppare una delle sue più eccezionali auto: la 959.
In questi anni nascono i primi Dakariani, quei piloti che in breve diventano il simbolo stesso della Dakar come Cyril Neveu e Hubert Auriol. Nel 1983 la corsa attraversa per la prima volta il deserto del Tènèrè un nome che diventerà esso stesso sinonimo della Dakar. Il 1986 è l’anno del dramma; Thierry Sabine padre padrone della Dakar muore in un incidente d’elicottero. E' un duro colpo ma la Dakar ormai è troppo grande e sopravvive al suo creatore. Negli anni a venire la corsa continua a crescere, arrivano altri nomi prestigiosi quali Peugeot, Misubishi, Citroen e con essi i relativi domini agionistici. Comincia a esserci sempre meno spazio per i privati, i grandi teams e le mega organizzazioni monopolizzano la gara e lo spirito originario d'avventura della Dakar viene meno. Non mancano nemmeno le polemiche per i troppi morti che purtroppo la corsa si porta dietro. Le cose cambiano, il fascino della Dakar è immutato ma l’attenzione dei media comincia a calare. La gara viene ridimensionata, forse è un bene, ritorna a essere una corsa e non un fenomeno di costume. Gli anni recenti si possono considerare positivi; la Dakar sembra aver ritrovato un suo equilibrio seppur nel dominio Mitsubishi. La scorsa edizione purtroppo è stata funestata dalla morte del motociclista Fabrizio Meoni che ha riportato all’attenzione il tema della sicurezza. Nel 2006 la corsa, per la prima volta, partirà da Lisbona e attraverserà sette paesi. Ci sarà un uso minore dei navigatori a favore della bussola nel tentativo di far tornare la navigazione protagonista, la sfida tecnica sarà invece ancora come lo scorso anno fra Mitsubishi e Volkswagen con l’interessante e rinnovata Tuareg 2 a motore Tdi. E che sia il deserto a decidere.




La Porsche Rothmans con la quale Ickx corre la Parigi Dakar del 1985. Base di sviluppo della straordinaria 959



Fabrizio Meoni non era solo un gradissimo pilota. Era un grande uomo il cui amore per la "sua" Dakar continua a vivere nelle opere inziate da lui stesso e continuate dall'Associazione "Solidarietà in buone mani"

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