Monza in pericolo. Sarà definitivo?

Siamo alle solite. Quella falsa tutela che, nella nostra strana Italia, consente a chiunque di svegliarsi e bloccare in due il paese sdraiandosi sulle rotaie di un collegamento ferroviario per protestare per qualunque cosa, ha colpito ancora. Per la verità è già da un pò di tempo che se ne parla, ma la notizia corre sotto la pelle della cronaca da un pò di tempo. Parlo del circuito di Monza che, per una causa sul rumore intentata da 3 famigliole, sta rishiando di salutare la comunità mondiale dell'automobilismo e la storia.
Per sempre.
Per gli approfondimenti del caso c'è il pezzo di Gabriele Tosi su Racegarage.it Qui solo alcune considerazioni su questa vicenda buffa che esprime, ancora una volta, il modo tutto italico di affrontare le cose. Monza da anni si sta battendo su diversi fronti per una sua sopravvivenza con investimenti strutturali importanti e con una differenziazione del suo calendario che vede, tra i pochi circuiti nazionali, anche una forte presenza della circolazione turistica. Si coinvolgono politici locali e nazionali, risorse economiche anche pubbliche, per adeguare il tracciato alle esigenze di un automobilismo moderno e, il tutto e contemporanemante, senza l'assoluta capacità di gestire un certo tipo di malcontento locale che molto difficilmente riesco ad interpretarlo in buona fede. Ci sarebbero da scrivere decine di pagine, ma immagino cosa sarebbe stato il Parco di Monza senza l'autodromo. Oggi, sicuramente, una Milano quattro, cinque, sei o una Monza 1 con laghetti e cigni e ponticelli affascinanti come i fiori di stoffa e le ville e villette dei lumbard bene.

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